Un po' (molto po') di me

La mia foto
Sono una wannabe-molte cose: giornalista, fotografa, animatrice, interprete, scrittrice, designer. O per meglio dire sono una WANTED TO, visto che ho scelto una carriera da creativa che mi ha portato al niente disoccupazionale. MA sono anche: figlia unica (e assenteista), moglie mutevole; riciclona seriale con tendenza compulsiva all'ammucchio negli angoli, amica leale, tendente alla puntualità cronica e alla lacrima+sigaretta, professionalmente impeccabile. Contraddittoria e mutevole. Cinica e creativa. Stronza, nella maggior parte dei casi.

martedì 30 dicembre 2008

Meno male che è finito

Non è un bilancio, ci mancherebbe altro - solo che sto finendo il 2008 con:

un'influenza gastro-intestinale coi fiocchi che mi incatena a casa - ma tanto dov'ero invitata avrei sicuramente litigato con qualcuno

regalini regalucci regaloni (in mezzo a tante porcherie, soldi e oggetti utili da tempo nella mia wishlist)

qualche chilo in più, ma solo mezzo messo su per le feste

la consapevolezza che io AMO gli animali, e che solo ora mi scrollo di dosso certe paure

un nuovo colore di capelli che manterrò, visto che me ne sono innamorata

la piantina della mia nuova città, e mammasaura che BELLA che è... sensuale, retrò, sofisticata, bizzarra. La amo, altro dire non vo'.

tanti amici buttati nel cesso, tanti parcheggiati nell'angolino delle punizioni e pochi, ma buoni, sempre attivi e presenti, quasi quotidiani

una nuova vena artistica e qualche nuovo ipotetico cliente

un buco in più alle orecchie e qualche mm in meno alle unghie

ricette nuove, spifferate dalle voci delle mamme/zie/nonne delle mie amiche, e si sa che in quest'epoca ethno-fusion-nouvellecuisine sono le migliori.

ci crediate o no... ho la scoperta sensazionale di quest'anno: il gel Durex O. Ve lo consiglio!!


E poi ho voi, pochi fedeli lettori dei miei intrecci mentali, voi che mi consigliate, mi supportate, mi spronate, se serve mi cazzierete pure prima o poi. Ci scambiamo fettine di vissuto, giorno dopo giorno, ed è assolutamente un ONORE sbirciare da questo virtualissimo buco della serratura nelle vostre giornate. 
Cosa vi posso augurare? Che la vita sia non una discesa, non una salita: uno splendido paesaggio in collina, con le sorprese dietro le curve, gli scorci da cui si vede il mare, il sole che buca le chiome degli alberi ed un cielo sempre stellato sopra di voi.



Vi auguro di fare scelte, in questo nuovo anno, e di non pentirvene, giuste o sbagliate che saranno, perchè avranno costruito altri mattoncini di voi.
Vi auguro di ubriacarvi di questa cosa strana che è la vita.

mercoledì 24 dicembre 2008

semplicemente, auguri!

Sono in partenza. Speriamo di tornare soddisfatta o almeno non incazzata con il mondo.

giovedì 18 dicembre 2008

Omicidio coatto


Sto per uccidere mia cognata.
(sottotitolo: nome comune ed estremamente descrittivo con cui appello la dolce tenerissima e coccolosissima sorella del Maritozzo, che mi ha ricoperto più e più volte di insulti indiretti, che ha messo sua madre e suo fratello contro di me, che mi ha fregata sul lavoro e che si comporta tuttora come se non fosse successo nulla... perchè io sono fessa, direi)


Da quando ci siamo "riappacificati" (le virgolette sono d'obbligo visto che non mi sono sentita chiedere scusa, neppure per quello che ha detto della mia famiglia che evidentemente non può neppure difendersi) mi tormenta. "voglio un nipotino". Con quella vociaccia del cazzo, infantile e petulante, che tanto bene usa quando vuole ottenere qualcosa. E che m'ha preso per una coniglia (@ Eos: massimo rispetto per il tuo Olmo, intesi)? Non ho 30 anni, ho un'attività appena iniziata, e soprattutto non ho nessuno a cui appoggiarmi se avessi bisogno. IO. E ovviamente questa è solo la mia parte: vogliamo parlare delle cose che non sa? E cioè che suo fratello non si ricorda nemmeno come nascono i bambini? Vogliamo parlare del fato che fare sesso con lui diventa desiderabile come prendersi le unghie a martellate?

E con tutto questo retrobottega da lasciare nella polvere, lei insiste. Giuro, una volta o l'altra le dò la sedia sulla schiena. "fammi un nipotino così lo spupazzo io". Parliamo di una che si vede una volta al mese, donna in stracarriera che pensa ad uscire, farsi bella, andare in palestra e che anche se passa da me a prendere una scala viene con stiletto 120mm e minigonna ascellare. A chi dovrei lasciare una mia eventuale creatura, scusa? A lei? O a sua madre che annovera tra i precedenti una caffettiera nel microonde, un incendio alle tende per fili scoperti, varie carbonizzazioni di pennuti e una guida da ritiro della patente?

Ora, quello che non mi spiego è perchè dovrei mettere al mondo un pargoletto e poi lasciare che combinino disastri con lui.

Ma a parte questo,


1) chi cavolo ha deciso che una donna DEVE sfornare bimbi quando si sposa? Notare che nei 5 precedenti anni di convivenza l'accenno ad un figlio/nipote non c'è MAI stato.
2) Perchè dovrei fare un figlio, mantenerlo, accudirlo - io che faccio morire perfino i pesci negli acquari - per la LORO soddisfazione? Io NON LO VOGLIO, adesso. Ecco, l'ho detto. Se le regalo un Cicciobello per Natale starà zitta per un po''?
3) Chi ha autorizzato quella serpe in seno a farsi gli affari miei e del fratello, specialmente visto che per anni ed anni non ci siamo rivolte la parola e mi ha apostrofato come "il peggior errore di suo fratello" (unico insulto citabile)? Sono un po' cavoli miei se fare o non fare un figlio, o no?
4) Ma perchè non se lo fa lei? Perchè è affetta da zitellaggio, perché gli uomini che piacciono a lei sono i soliti bastardi immaturi dannati che spendono il 120% di quello che guadagnano nella loro immagine e di pensare ad una casa&famiglia nemmeno lontanamente. E lei tra poco andrà in menopausa. Ecco, perchè non pensa agli affaracci suoi?
5) Chi me l'ha fatto fare di "riappacificarmi"?

giovedì 4 dicembre 2008

E qualcosa rimane...

... tra le pagine chiare e le pagine scure...

Di pagine ne ho scritte parecchie a lui, per lui, su di lui, e fiumi di parole dolci e salate a parlarne con gli occhi umidi ed orgogliosi di migliore amica - quella definizione che mai ci siamo detti in faccia, che ci andava quasi stretta tanto era grosso quello che condividevamo.

Fino a 10 anni fa.


E poi oggi una foto, un nome, quasi 1000 km di distanza - ma cosa vuoi che siano se il mio cuore ti vuole bene come allora, o forse meglio, di un sentimento nato per caso e cresciuto per gioco e che anche con tutto questo silenzio non se n'è mai voluto andare via da me.
Il tuo nome mi fa sorridere, poi pensare, poi ricordare, ed ho voglia di urlare quanto bene ti voglio ancora, Fratellone mio, anche se non so più cosa fai, come stai, cosa sei diventato, e tu non lo sai di me. Ma so che sei sempre stato una persona migliore di me e che non sei mai riuscito a smontarmi quest'idea.


Se allungo una mano, mi sembra di sentire la tua stretta.

venerdì 31 ottobre 2008

Scherzetto o scherzetto?


Stasera, tanto per fare l'alternativa chic, ho 13 persone a tavola. E, ovviamente, un servizio da 12.
Che non è di quelle cose che dici ma sì, chi se ne accorge. Frega una cippa. Me ne accorgo io e mi si annoda l'intestino a pensarci. Odio non essere impeccabile a tavola.


Coooomunque. Sempre per fare l'alternativa, ieri sera dopo una gustosissima cena-buffet a coronare del sano shopping (vi metto poi qualche fotina) con il consorte (già questo dovrebbe far riflettere sulla straordinarietà dell'evento!!) ho avuto la bell'idea di pigliarmi il gelato. Sì, con 8 gradi fuori. Che poi sono diventati 8 gradi dentro - dentro lo stomaco, beninteso. E alle 11 la ceramica del mio wc ha avuto un incontro coi resti della mia cena non digerita. Ed è anche questa una cosa che odio, davvero: ne ho i postumi per più di 24 ore di solito. Auguratemi tutto ma non quello. Sopporto di tutto, sono una stoica io: malditesta, reumatismi, colpo della strega, maldidenti, torcicollo, crampi, gastrite... ma almeno quello che mangio voglio che finisca per il giusto percorso e non che faccia inversione a U. Da ritiro della patente alimentare.

Ed ora sono qui con la mia tazza di cheerios che fa le bollicine ed io che la guardo in cagnesco. Considerato l'apporto calorico della cena di stasera, considerato che dovrò pur pranzare in una qualche scialba maniera essendo sola soletta, per quale cavolo di motivo non ho azionato il neurone prima di farmi sta chilata di zuccheri? Così domani avrò i bubboni in faccia. E i rotolini che non vanno via più. (lo dicevo anche due anni fa ma poi sono scomparsi senza che mi sforzassi... magia o presa in giro?)

Ah... per la cronaca. Non ho capito il nesso logico che ha portato il consorte ad invitare ad una cena di soli amici, anzi di soli 30enni in carriera, MIA SUOCERA. Non "sua madre", sarebbe quasi come dire "la cara donna che ha partorito e cresciuto quel gioiellino d'uomo". No: "mia suocera" rende di più. Sentite anche voi il suono arcigno della parola?

sabato 18 ottobre 2008

Lo tratto male

Ennesime incomprensioni tra me e Lui.

"mi tratti come una pezza". Sì, certo, nella norma. Ho smesso di essere affettuosa e non mi sono forzata. Semplicemente non sento slancio. Mi dovrai costringere a fare la gattina se in realtà mi sento un muro?

"ti sento fredda". Ovvio... cos'altro pensi che poteva succedermi? Non posso fare i salti di gioia se mi fai sapere che hai vinto un torneo di ping-pong online. Sai che mi frega, io c'ho da lavorare, far quadrare i conti, far da mangiare, tirare avanti la casa. Mi fa sorridere, la maggior parte delle volte, questa tua ingenuità PeterPanesca. E quando non mi fa sorridere mi fa girare le palle. Ma non posso mettermi a fare la majorette per ogni stronzata che mi dici.

"mi metti in secondo piano". Hai scoperto l'acqua calda? Sì, ti metto in secondo piano, come fai tu quando ad una certa ora vuoi uscire e stacchi il telefono fregandotene che magari io ho bisogno di parlare. Tu deleghi ad altri quel che io dovrei aspettarmi da te, ti riempi la bocca con le promesse e poi non sai nemmeno quanto pesa mantenerle. Tu mi accusi di voler sfruttare un sabato libero per lo shopping con un'amica e non con te. L'amica è rimasta murata in casa un mese, a lei fa bene prendere aria e magari posso anche volermi impegnare nel farla svagare... Tu? tu mi dai i minuti contati per fare compere, hai la sensibilità e la pazienza di una focaccia imbottita, e poi cerchi solo la panchina per fare del pomicio, eh sì che appena si parla tu racconti le tue cagate e alle mie questioni non sai mai cosa dire e allora mi accusi di essere logorroica. Cosa dovrei preferire tra te e l'amica?

Lo so che non è un cavolo bello stare qui a girare intorno come una luna nell'attesa che io decida di guardarti negli occhi, Lo so che non è un cavolo bello sentirti coccoloso e trovarsi di fronte un muro di apatia. Lo so che non è bello sentirti messo in disparte, dover ignorare cose su cui prima sapevi tutto, e rimanere così come al banco salumi con il numero in mano sperando tocchi a te. Spero che lo capirai da solo, cucciolo, che lo sto facendo per te. Perchè tu possa iniziare a detestarmi abbastanza da non soffrire il distacco da quella parte di te che mi ama. Perchè tu possa trovare da te una motivazione quando non avremo più nulla da dirci e rimarrà nell'aria soltanto quell'odore stantio di ricordi dolci e salati.

venerdì 10 ottobre 2008

Ohi Ohi (non è affatto un bene)

"e per quanto fossi triste e commossa, appena fra mi ha detto di provare a andare via un weekend solo per fare qualcosa insieme anche per l'ultima volta, ho provato proprio un senso di repulsione e di fuga"


Ecco, appunto. L'ho letto e sono rimasta così. In silenzio. Un campanello mi suonava in testa, avete presente? non un allarme, un campanello da bici, sì, di quelli non troppo nuovi, che hanno un suono a metà tra il trillo festante di un usignolo e il raschiare sinistro delle unghie sul cemento, come quel verso sghembo della mia bici di cui da poco sono tornata legittima cavaliera (ma questa è un'altra storia e mi riservo di parlarne poi).
Insomma, mi sono accorta che questa frase è un po' mia. Un po' tanto.


Sono quasi 2 mesi che Lui scalpita, vediamoci, sentiamoci, perchè non mi hai chiamato, quando ti liberi... E sono due mesi che mi nego con le scuse più improbabili. Esattamente come a Giugno. Mi è venuta di nuovo la repulsione, e anche se cerco di convincermi a rivederlo, a passare del tempo con Lui, beh... la sensazione è la stessa di quando ci si autoconvince che le riunioni di condominio sono piacevoli. Avete presente, no? E io ho tentato ma... niente, più passa il tempo meno voglia ho. Forse è proprio perchè Lui è lì, come un tamburo battente. E ci credo, porello: c'ha una ragazza che non può vedere quando vuole, non può sentire quando vuole... ci credo che scalpita. E come glielo spiego che non ho voglia? Se ne accorge anche un palo della luce che non è normale. 
Lo so che se dovessi rivederlo mi rimanderebbe di nuovo gli ormoni nelle lontane orbite di Saturno, lo so che 5 minuti dopo averlo visto uscire di qui mi mancherebbe di quella malinconia che prende fino nelle ossa come la nebbia, ma so che prima di quei 5 minuti finchè mi è tra i piedi spero sempre che il tempo voli via, spero di non dover parlare perchè sembra sempre che parli solo io, e spero soprattutto che le mie labbra si serrino mentre cerco di non urlargli in faccia quanto siamo diversi, incompatibili, opposti, e quanto Lui non sia nemmeno la metà di quello che ho bisogno io. Insomma, ci si sta bene sì ma solo a letto. E vabbè, ma ha senso per una cosa di letto ben funzionante doversi sorbire tutto il resto di un sentimento che naufraga, pesa, si sbilancia e che tutto sommato dovrebbe essere, invece, la cosa trainante? Non volevo un amante. Sai che mi frega del sesso. Volevo qualcuno con cui fare l'amore.
Dovrei dirglielo chiaramente? E poi? tanto Lui non ha i mezzi. Non ha la testa, rettifico. E' un bambino dolce e perverso che si diverte a fare il birichino, nel suo mondo dorato, e si attornia di tutta gente simile a Lui e rabbrividisco nel pensare che ci porterebbe anche me. Non che mi creda la SuperDonnaInCarriera, intesi, però... siamo due mondi differenti.


Non sono i 6 anni che ci dividono. Sono tutte le esperienze, i traumi, le fatiche, le botte nei denti (sì, anche quelle) che io ho nel curriculum e Lui no. Lui è vergine di vita. E io non ho bisogno di un pupillo da tutorare; ho bisogno di un compagno, che mi prenda per mano senza bisogno di guidarmi o di lasciarsi guidare. Cristo, mi sento vecchia rispetto a Lui, e non c'è modo di colmare questa distanza.

...


"Il tradimento è la massima espressione dell'essere infantili.
E' come quando, da bambini, si ruba la marmellata: lo facciamo di nascosto perché se ci scopre la mamma son guai.
E non c'è nulla di meglio che quella sensazione di rischio.
Non c'è nulla di meglio che quel segreto da custodire."


Ecco, appunto. Arieccoci. A cosa serve Lui? a toccare con mano il brivido? a prevalere per una volta sui propositi totalitaristi del consorte? a poter pensare "tié te l'ho fatta sotto il naso"?.
Ammazza, complimenti, bel giochino davvero. Sì sì, ho sempre ammesso di essere stronza, cinica e vendicativa, ma credevo di aver passato il limite con una motivazione meno... frivola. Credevo che fosse qualcosa in più di una ripicca, di un riempitivo. Forse lo era, ed ora non lo è più.

Triste a dirsi. Ma ha avuto la sua vita, tutte le vite sono cicliche ed ora sto vivendo la discesa, il declino dopo aver raggiunto l'apice (vi ricordate? A Giugno provai a lasciarlo, ma non ebbe grande successo perchè me ne pentii subito. Non era tempo, non ero pronta, non avevo il coraggio di fare a meno di Lui). Declino, sì, l'ho detto. Tutti i declini portano al livello 0. Mi domando quando arriverò lì io.


Non me ne ero accorta, ma sono giorni, forse mesi, che fingere di essere una moglie premurosa mi pesa di meno. Sono mesi che c'è dello spontaneo nel mio accoccolarmi accanto a mio marito sul divano, c'è dolcezza vera nel guardarlo dormire e coprirgli le braccia, c'è impegno non solo di facciata nel cucinare i suoi piatti preferiti. Non mi costa più sacrificio, senso di errore, repulsione. Mi sorprendo a non recitare mentre faccio progetti con lui. E mi sorprendo, nel senso letterale della parola, a non deviare l'argomento quando si parla di vacanze (alias 24 ore su 24 assieme... equivalente all'incubo di molte coppie sposate). 
In sintesi: ci voglio riprovare, ma non avevo comunicato alla parte vigile di me stessa questo desiderio. O almeno credo, insomma, è questa la sensazione. 
Da quando in qua non riesco più ad interpretare i segni del libero fluire dei pensieri? Credevo di averlo imparato a fare, smessi gli abiti da adolescente, ma a questo punto mi sento fare toc toc sulla spalla dal dubbio che, in fondo, non ci sia mai riuscita.
Un'altra sensazione, invece, si fa prepotente: quella di aver trasformato un matrimonio e mezzo (contiamo anche la tipa che aveva Lui) in due mezze storie. E nessuna delle due andava bene. Si arrancava, e non perchè una prendeva ciò che spettava all'altra, ma perchè era come cercare di far camminare in passerella due modelle con una gamba ciascuno abbracciate strette. Si è arrancato finchè s'è potuto, finchè ho voluto, finchè una non ha iniziato a pesare e trascinarsi, ed io ad annaspare per restare in piedi e riprendere aria.


Aria. Quella cosa gratuita di cui non occorre rendere conto a nessuno. Quella sensazione di ricchezza, solo per avere i polmoni pieni, ubriachi fradici. Non dovermi nascondere se una sera mi diverto senza di Lui. Non dover nascondere i miei amici maschi alle Sue gelosie. Poter essere libera di gestire la mia vita senza un radiocomando. Senza la Santa Inquisizione quando mi dimentico le cose, quando sbaglio, quando sono distratta. Eccheccazzo, sono umana, e ho una pazienza limitata, che quando finisce va ad incidere anche sulla voglia di restare pseudoinnamorata. E già che sono sempre stata testarda come un ciuco su questa cosa: non faccio MAI nulla che io non voglia.


Scusate, so bene che è un post abbastanza scriteriato, ma avevo bisogno di mettere nero su bianco la vocina interna, così, senza filtri.

venerdì 3 ottobre 2008

Un guantone nel cuore

Mi sono fermata lungo la statale, ad osservare dalla rete le ragazzine correre sul prato e chiamare la palla. Alcune acerbe nei loro arti filiformi, ragnetti con le lentiggini e già qualche orecchino di Hello Kitty. Altre prosperose piccole donne in calzettoni e ghette, irrobustite ancora dalle protezioni da catch. Segni di dita nervose ed elastiche che odorano di terra e cipria, scatti di glutei sotto i primi perizoma che le mamme consentono, magari celati dalle magliettone della divisa. E riecheggia nelle mie orecchie l'urlo sovreccitato dell'allenatore a quel gesto di tirare la maglia verso le ginocchia che ripetevo così spesso e così goffamente. "Basta con il parachiappe, le divise non servono ad una sfilata di Gucci!!". Beata ironia maschile, beati primi vezzi femminili.

Che voglia che ho, di tornare a battere due colpi nel diamante...

martedì 23 settembre 2008

Vado e torno

Vado e torno, come da titolo.

Vado a riabbracciare la mia SorellaDiCuore, vado a respirare l'aria tersa delle mie terre. Starò via lo stretto necessario a ricaricare le batterie e chiudere le ferite, quelle che scavano solchi pieni di distanze.

Comprerò una cartolina del mio paesello e me la spedirò, così riuscirò a salutare la piccola Io che ero quando ero lì al ritorno a casa, quando sarò tornata tra i ranghi del quotidiano, a fare la donna in carriera, il cambio di stagione, le pulizie ai miei animali domestici (e notate che uso il plurale).

Voi nel frattempo non fate troppi danni, eh...

Vi abbraccio, e di alcuni sentitò una mancanza allucinante.

sabato 20 settembre 2008

Buon Weekend

Io tirerò insonne dritto fino a domani sera e dovranno raccogliermi con il cucchiaino. Sono al 5° caffè e ho in circolo una quantità di caffeina che mi terrebbe sveglia per 24 ore buone (si vede da come scrivo, eh?!) . Ma in tutto ciò occorre puntualizzare che non ho ancora iniziato.

Eh no. Il mio weekend inizia alle 19. Sono le 16 e ho già le palle girate. Vorrei essere altrove, spegnere i cellulari, sdraiarmi a leggere un libro mentre osservo dei bambini gattonare su di un prato. O, in alternativa, chiamare un'amica, sederci sul divano a guardare i film che ci hanno fatto sognare al liceo, ordinare cibo cinese e tremare di freddo fumando sul balcone.

Ora doccia, capelli e una mano di stuccomagico (n.d.N.: trucco pesante che invecchia) e poi via, mi tuffo nell'armadio e chissà con cosa verrò fuori - per quanto me ne frega, sinceramente, potrei anche vestirmi al buio.


Ah, piccola nota. 

Ieri shopping; bottino: una baguettina rosso fuoco di vernice e ballerine coordinate; gonna di jeans effetto grunge lunga fino ai piedi, skinny di denim scuri con borchiette, panta-palazzo di jeans leggerissimo con risvolto a quadretti vichy azzurri, lupetto un cotone a costine verde acido con maniche a palloncino in lana crochet. Mi sento un'altra se mi penso lì dentro.



(ah, ma Lui? Ve lo chiederete. Lui mi sta ossessionando, effetto vinavil. Non glielo dico, perchè aspetto la scintilla per accendere la miccia. Però lo cago di meno, e non mi sento in colpa, affatto. Questione di sopravvivenza.)

martedì 16 settembre 2008

Lista e listoni


Cambiare la lampadina della lampada in carta di riso. Quasi che ci sono, la spolvererei anche dentro.
Riordinare le fatture, ordine cronologico magari; se le porto al SantissimoComm un'altra volta in ordine alfabetico mi cancella dall'elenco clienti.
Telefonare a R. che cerca lavoro, perchè nell'agenda ho 4-5 numeri che le saranno utili.
Togliere il puzzle incompleto da sotto il divano prima che mia suocera storca il naso.
Riempire la ciotolina dei cioccolatini. Con dei cioccolatini, ovviamnte. Sperando non sciolgano più oramai.
Piazzare un cartello tipo giardini pubblici (o in alternativa pratica tagliola da volpe) sull'asse del parquet che s'incassa e scatta, perchè lo sport preferito del consorte pare essere passare sul suddetto listone alle 6 di ogni mattina, svegliandomi con la sensazione che siano entrati i ladri.
Dare alla prozia l'ennesimo non-aggiornamento sul quesito esistenziale: quando rimarrò incinta? (l'utero è mio, per la precisione)
Buttare lo smalto secco nei flaconi e ricomperare altre lunette da french.
Portare in lavanderia il copri-divano. Dichiarare al consorte che se gli si appiccicano le chiappe pazienza, l'ha voluto lui in pelle.
Spedire una bella pianta a F. che ha appena avuto una femmina E un maschietto, e anche alla mamma di F. che è svenuta; offrire una spalla s sua sorella T. che cerca da 7 anni un figlio, ridere con P. che per empatia si è offerto di fare da babysitter ma ad uno solo dei due nanetti, alternativamente. Un mazzolino per C. che ha finito la tesi in 5 mesi e un bel "vaff" al suo moroso che non assisterà alla laurea perchè sarà in barca col papi.
Smontare le pareti del box doccia, pulirle, rimetterle. Fumare un pacchetto tra una fase e l'altra chiedendosi perchè tocca sempre a me.
Chiamare il tipografo e fargli saltare i timpani perchè aspetto da 6 mesi gli estremi del suo cc. Per pagarlo, eh...
Informare il dietologo che non sono dimagrita. Informare mio papà che ho ripreso a fumare in segreto. E non sarà più un segreto, ma forse ricordandosi che sono bell'e adulta non mi rimprovererà come se avessi 15 anni.


Annunciare al mondo che sono stanca, stufa, smemorata e che nonostante questo sulle dita di una mano sto reggendo una casa, una famiglia, un gruppo di amiche, un'azienda e anche il mio smisurato ma leggerissimo ego.

venerdì 12 settembre 2008

Punti di vista e di cecità

Vado dalla parrucchiera oggi, ma in 3 minuti vi racconto quello che m'è appena capitato!

Me le ha fatte di nuovo girare, Lui, l'uomo-che-non-dovrebbe-stare-nei-miei-pensieri-ma-c'è.


Chiacchierata sulle serate passate, ovviamente vissute in modi diametralmente opposti. Lui in sala giochi, io seguendo seminari online e lavorando. Eccezione: ieri sera ristorantino indo-thai con le amiche. 
Peccato che lui odi la cucina etnica senza averla MAI assaggiata.
(Riprova: il pollo al curry, fatto da me e spacciato per ricetta di mia zia, l'ha spolverato dal piatto)


Chiedo se, in futuro, potrà provare a togliersi questa fissa e tentare di assaggiare qualcosa di etnico. Risposta... i fulmini di Zeus erano carezze a confronto. Un'invettiva contro me, i miei gusti strani, la mia necessità di "fargli il lavaggio del cervello" (ipse dixit), il mio bisogno di spendere 30 euro per mangiare fuori.

Stellino mio, io durante il giorno lavoro. Non come te che da un anno hai mollato l'università perchè ti ho consigliato di non rimanere parcheggiato lì a vita, ed ora ti fai mantenere spudoratamente dai tuoi. E visto e considerato che tutto il giorno sono seduta ad una scrivania, che ho a che fare con bollette + commercialisti + tasse + clienti smaronati + concorrenza (ecc ecc) quando esco a cena voglio concedermi uno sfizio diverso dal solito MacDonald. Tu esci tutte le sacrosante sere che il Signore manda in terra, esci di mattina, esci nel tardo pomeriggio, il resto del tempo cazzeggi e non ti cerchi neppure un lavoro. La tua a 24 anni è la vita di un bimbetto di 14, anzi anche peggio: non hai la scuola e i compiti. La mia è *un tantino* differente. E se permetti, è lecito chiederti di provare, per una volta, a toglieti i paraocchi per scoprire qualcosa di nuovo. Non te l'ho imposto, ho fatto una propostina.

... e mentre glielo stavo spiegando via chat, eccolo che sbotta: "grazie, mi hai anche sconcentrato mentre giocavo a poker online e ho perso".

Come 
Volevasi 
Dimostrare

giovedì 11 settembre 2008

PORCAPALETTA!! (sintassi moooooooolto optional)

Ragazze/i... GRAZIEEEEEEE!


Il blog ha superato le 1000 visite in pocopiù di 3 mesi di vita...


anche se non era un traguardo che mi ero posta, anzi, non mi pongo mai traguardi, men che mai qui, però... URCA!!


Cioè, MILLE. Mille sguardi che hanno sbirciato nella mia vita, nelle avventure e disavventure di questa piccola me. MILLE passaggi in punta di piedi tra i miei pensieri. MILLE sorrisi, MILLE abbracci, MILLE pacche sulla spalla. Sbalorditivo. Sbalorditive anche le persone che ho conosciuto qui


(azz, sembra un discorso da campagna elettorale - smetto prima di sentirmi un'HillaryClinton dei poveri)


Mi resta solo da ripetere: GRAZIE. Di Cuore.

sabato 6 settembre 2008

Smemorandum (della pubblicità niente affatto occulta e della malinconia)

Il post che avevo preventivato una settimana fa s'è andato a far benedire, non ho più l'ispirazione mannaggia a me


Però stamattina m'è successa una cosa buffissima.

Ero dal cartolaio a fare una scorta provvidenziale di buste con finestra, bloc notes, correttore a nastro (ché l'ultimo ordine dal grossista è straordinariamente finito con tre mesi d'anticipo, chiaro sintomo della mia cancelleriofagia acuta)

Fatto sta che mentre la vecchina cercava la penna Replay per il nipote che vuole cancellare le note dal quaderno, eccola lì. L'oggetto del desiderio, appagato, per 7 lunghissimi anni.


La SMEMO. Quella 16 mesi, versione piccinachepiùpiccinanonsipuò (addirittura più piccola di quanto la ricordassi, ipotesi confermata dal cartolaio: l'hanno rimpicciolita ancora). E sotto, impilate elegantemente, le 16 mesi grandi, formato ciscrivodituttoedipiù. 
MITICA agenda, ma agenda è un termine riduttivo: lì avevo la mia vita, per intero, nessuna censura, nessun filtro, così semplicemente io e lei, e una barriera fisica e psicologica rispetto agli ospiti indesiderati. Fisica: sì, l'avevo chiusa con catenaccio e lucchetto per portarla a scuola per timore che qualcuno sbirciasse. E solo agli amici fidati la prestavo, non solo una mezzora durante le interrogazioni, ma anche per dei weekend interi, o addirittura prima che iniziasse la scuola (sì, perchè la compravo appena usciva) la facevo girare tra i miei amici di vacanze, amorazzi compresi. E riprendendola tra le mani, che emozione spulciare pagina per pagina, leggere le dediche, i disegni, gli auguri sui giorni dei compleanni importanti. Sì, chè fungeva da collante sociale. In classe chi non aveva la smemo con le dediche e le firme di almeno "quelli che contano" - n.d.N.: il 50% di questi era di quinto, ovviamente - era un perdente, uno sfigato, un'"ameba" come usavamo dire.


E poi nelle domeniche le foto dei cantanti, degli attori, degli amici, le canzoni, i ritagli di giornale...c'era davvero di tutto, perfino fiori secchi e ombretti sbriciolati: era il surrogato della mia camera, che volevo mi rispecchiasse e che invece un'ostinata e - ora lo capisco - sensata mamma mi costringeva a tenere in maniera sufficientemente presentabile. Era il mio caos, le mie insicurezze, le mie passioni.

Un amore iniziato in prima liceo, un liceo dove non conoscevo anima viva ma in cui sfidavo me stessa, timida impacciata e già fuori di testa. Mi ha accompagnato crescendo, tanto che me la sono portata fino al terzo anno di università, piena zeppa di fogli volanti con appunti, date di appelli, numeri di prof, nomi e codici dei libri delle biblioteche, flyer dei locali.

Ed ora? Ora muoio di invidia e malinconia, vorrei tornare al liceo e comperarla di nuovo, toccarla ancora vergine e poi iniziare ad imbrattarla con la mia brutta scrittura maschile, addobbarla ed acconciarla ancora per altri 9 mesi di avventura.

Beata adolescenza.

sabato 30 agosto 2008

Post-it al volo.


Buon weekend a tutti/e, intanto. 
Io sono in partenza per un w-e in famiglia; non vorrei fare la Cassandra ma so già che sarà uno shakeramento di palle immenso. ... bonjour finesse... che ci posso fare, parlo così.


Intanto vi dico che quando sarò di ritorno avrò qualcosa da scrivere, qualcosa su cui ho rimuginato per qualche giorno ma che non ho ancora messo giù nero su bianco (anzi: font su notepad) visto che odio sosprendere la scrittura e doversi poi tornare su. A pensarci bene è una delle poche cose che non so fare se non di getto. Che poi so che rileggere, limare, disassemblare e rimontare tutto, con raziocinio e ars retorica, è il miglior modo per rendere uno scritto universalmente apprezzato, ma non ho velleità da novella Hugo e ho limato incastrato e ponderato fin troppi scritti altrui, per lavoro, finora, e di fare la vivisezione ai miei mi è passa la voglia da millenni.

Vabbè, sto divagando, volevo essere breve...

 Lo sarò.
Ci rivediamo lunedì e speriamo che non mi succeda qualche disavventura tipica dei weekend.



(no, giuro, stavolta il menisco* lo lascio a casa per precauzione)


*leggasi post del 16/08

domenica 24 agosto 2008

Nervi, frustrazione & affini


Fanculo.

Il poco gentil consorte, accaldato e pingue, spalanca la finestra nel bel mezzo d'una tormenta di foglie. Grazie, ora sì che posso dirmi soddisfatta d'aver tirato a lucido la casa ieri pomeriggio. Ed io a salmodiare in aramaico mentre in cucina mi divido come la dea Kalì tra forno e pignatte - perchè il viziatello oggi ha ordinato un menù ricco alla cuoca. E sudo, grondo, e con le braccia aggiuntive del mio Kalì-power son già a ramazzare l'intera casa (salmodiando ancora) e lui? Il piccolo Buddha flaccido, svaccato come un re, protesta (!!!) perchè gli tolgo la visuale della tv. Non gli balena nel suo cervelletto gallinaceo che sto riparando IO ai danni SUOI. E se glielo facessi notare so già cosa m'arriverebbe: "è compito tuo" - peccato che dimentichi i suoi di compiti, ça va sans dire.

Ditemi, ma oggi è domenica? Quel giorno in cui anche il Principale s'è riposato? E tutto ciò vuol dire che a me han chiesto degli straordinari?... hmm. Schifo. Cacca.

Poi, chiudo gli occhi umidi di rabbia e sudore che pizzica, e penso: presto, il prima possibile, tra le Sue braccia. Dove posso tornare ad essere donna, ad essere amata, ad allontanarmi a più non posso dal compito di governante. E chi se ne frega se agli occhi del mondo sono una puttana: cerco solamente un'oasi di felicità, cercando di limitare i danni al male minore.

sabato 16 agosto 2008

Ferragosto e dintorni

Vigilia di Ferragosto: mercatino rionale. Bottino: 8 kg 8 di zucchine (scorta per qualche mese), 5 kg 5 di albicocche (sono come miele per me in questo periodo), ovviamente contrattando sul prezzo. E per premiarmi dell'arguzia e del savoir-faire, una bella borsa per quest'inverno, bianca in pelle morbidissima, enorme, immensa, proprio come ne ho bisogno, e abbastanza senza forma per celare bene le forme, appunto, di quello che ci infilerò. Adoro il bianco, ora voglio provare ad osarlo anche d'inverno, voi pensate che mi donerà?

Post-Ferragosto: mi ritrovo con un menisco in meno (quanto pesa un menisco? qualche etto in meno? posso dire di essere dimagrita?) e con un gran mal di testa dato dal ciclo. E non dormo nemmeno bene da almeno 15 giorni. Su tutte le beghe, un'unica domanda: quando lo rivedrò?

lunedì 11 agosto 2008

Domenica


Le mie spalle sono dorate, calde, morbide di crema al the rosso. Le bacerei io stessa, in mancanza di qualcuno che mi elargisse certe attenzioni. I miei movimenti nell'acqua, goffi come quelli di un orso marsicano, non me li invidieranno sicuramente, ma so divertirmi anche così, senza per forza la necessità di essere ammirata, ochieggiata, studiata. Anzi, mi piace galleggiare e polleggiare così, ozio e menefreghismo, lontana dai giudizi altrui, lontana dalle voci e dagli sguardi che spostano il mio baricentro. Non ho bisogno di critiche, non ho bisogno di approvazione. Tra acqua e cielo, sospesa così, mi ritrovo a seguire solamente il rumore liquido nelle mie orecchie; pare canto di sirene, o scricchiolio di antichi solai.

giovedì 7 agosto 2008

Agosto, tranquillità non ti conosco

Mi taglia le gambe, questo caldo afoso. Ieri però ha piovuto di brutto ...figurarsi, pur di alleviare un po' la pena mi sono messa come un soprammobile a prendere acqua in balcone. Qualche passante s'è fermato guardandomi dalla strada come si guarderebbe Prezzemolo a Gardaland. Ok, sono anche fatta a pera, devo aspettarmi di diventare verde?


Oggi poi, qualche km di giri in centro a piedi con Lui - che pazienza che ha con me, se pur di rivedermi mi fa da assistente!! - non ho ancora collaborato attivamente ai saldi e, beh, ci vuole. 
Necessità impellenti: zeppe di sughero, capri neri, top a fazzoletto, almeno due bracciali rigidi etnici. Se rimango nei 100 merito davvero un bel premio, che so, stasera sbatto il tappetino idromassaggio nella vasca e mi addormento così, lessa come una gallina in brodo, una sigaretta in mano e i telefoni spenti. Stralusso.



E poi, beh, ci vuole la nota stonata. Come tutti gli imprenditoroni e imprenditorini del belpaese è arrivato il salasso dell'inps. 
...sento già mio marito dire che sono una sciupona. Come se non lavorassi a mille, come se non evitassi la donna delle pulizie, come se non facessi la spesa al mercato per risparmiare. Come se non avessi rinunciato alle ferie, ai weekend al mare, ai concerti. Come se non rinunciassi agli sfizi per far quadrare un bilancio a cui, invece, gli piace tanto dare scossoni con gli sfizi che, LUI, non si nega mai. Ma vabbè, guadagno meno di lui e devo stare zitta, ma non tacerò a vita, questo è sicuro. D'altronde tutte sapete cosa significa arrivare al 7 agosto senza aver fatto un giro shopping. E' un segno bruttissimo, quasi una maledizione, o forse il suo esatto opposto: l'antidoto contro le tentazioni, con la facilitazione di non trovare più le taglie peraltro.


Ma sono io l'unica cretina che va a fare shopping sperando di non trovare nulla?

martedì 29 luglio 2008

Ebbrava la bimba!

Mi sono girata, l'ho guardato aspettandomi un simil-scout con i brufoli e la magliettina emo, ed ho rivisto un altro. Un amico, per così dire. Una scarica ormonale notevole ogni volta che lo incrocio, scintilline varie e occhi fuori dalle orbite. E con lui, con il suo sosia, ci sono stata tre giorni a contatto diretto parlando del più e del meno, due persone che il giorno prima non avevano una pera cotta in comune e che il giorno dopo sono tornati allo stesso identico status.

Mapporcamiseria.

Ha 11 anni meno di me. Insomma, puzza ancora di latte e Plasmon, ed io sono riuscita a farlo parlare per più di 30 secondi! Ed è uguale identico a lui, anche nei tic. Ci manca solo che mi chiami mammina come fa l'altro. (bastardo... chiamami anche mammima!!)

Odio le somiglianze così palesi che mi lasciano senza parole.

Gli sarò sembrata una vecchia babbiona?

giovedì 24 luglio 2008

Gia stanca

Parto. 
Tre giorni in campeggio tra i monti. 
Tre giorni di carnazza & scatolette & acqua calda. 
Tre giorni senza una doccia degna di questo nome, e la seconda metà del ciclo, tanto per cambiare. 
Tre giorni senza pc... inizio già ora ad avere serie crisi d'astinenza.

Prevedo almeno un paio di litigi con il poco-gentil-consorte, uno all'arrivo e uno prima di sbaraccare. Voglio solo sperare di ubriacarmi a sufficienza per poter dirgliene quattro senza la responsabilità della lucidità.

Buon weekend a tutti, se sopravviverò ne leggerete delle belle.

lunedì 21 luglio 2008

Tirare lo sciacquone

Alla fine s'è sposato, il mio non-ex. Ieri. Con una che gli ha fatto sostituire la volgarata sempre in canna e le maniere da camallo con dei sommessi "posso" e "scusa".

Bah. Non mi sarebbe piaciuto così, e voglio e debbo sperare che sia stata lei a manipolarlo in tal senso. Tiè, pigliati il fantoccio, l'hai voluto. Io lo adoravo, con quelle mani grandi che agitava nell'aria e non capivo mai se volessero tirare schiaffi o purificare l'aria attorno a me, adoravo le sue bestemmiacce come cacio sul ragù, adoravo il suo maschilismo infido e spietato che sbriciolavo solo a quattr'occhi, certa che alla fine, in determinati tipi di guerra, la meglio l'avessi io.


Ci siamo amati e odiati, non potevamo stare lontani e abbiamo forzato gli allontanamenti. Ora lui ha una fede al dito che, se è vera l'origine di questo gesto, gli impedirà di farfalleggiare su fiori diversi dal suo... se vi riuscisse sarebbe davvero l'unica cosa al mondo capace di fermare le sue smanie. Per come lo conosco sarà dura, ma per come raccontano sia stato addomesticato - triste a pensarlo - sarà giocoforza. 
Chissà... se fossimo stati vicini, se avessi mai voluto toglierlo dalle braccia di lei, chissà se ci sarei riuscita, quanto avrebbe resistito; e se lui avesse conosciuto lo sfacelo di questa mia farsa matrimoniale, se avesse tentato di tirarmi in superficie mentre affondavo, chi lo sa se gliel'avrei permesso e se sarebbe riuscito a sostenere in coscienza l'enormità del salvataggio. Ma non ha senso chiedermelo: ho già un uomo con cui giocare a rovinarci la vita, e a lui - amico, fratello, amante, mancato amore - non posso che augurare di essere sfacciatamente felice, anche un po' da parte mia.

martedì 15 luglio 2008

Questioni estetiche


L'amore non è bello se non è litigarello... e il rapporto con l'amante, anche lui sottostà a certi dettami di tradizione-senso comune-saggezza popolare?
Vabbè. Soprassediamo.


Oggi il cavaliere senza macchia e senza paura mi sclera addosso per quello che ho addosso. Cioè, nell'ordine: Top a bretellina sottile con scollo a V e taglio impero, in cotonina bordeaux; Longuette nera a tulipano; Giacchina bianca di cotone con revers stondati e taschine applicate; Occhiali da sole "a mosca" bianchi; Scarpe chanel bianche con zeppa non assassina; Borsa bianca coordinata.

Ora: cos'avevo di male? "Troppa mercanzia in bella vista". Cristo, ha mai visto una battona dal vivo? IO metto in mostra la mercanzia? Ho una quinta, va bene: sarebbe visibile anche sotto una polo da uomo. E poi questo è il mio abbigliamento, quello che in tanti anni ho imparato a vivere, e a viverci dentro, senza troppi complessi-da-culone-e-coscione. Valorizzo i punti giusti, mimetizzo quelli che mi rendono goffa. QUESTA E' LA MIA IMMAGINE, ci lavoro e ci passo il tempo libero: non esiste che qualcuno possa sindacarci sopra. Se non vuole una donna con le tette al vento può trovarsi una portatrice sana di seconda di cui la "mercanzia" non verrà mai esposta nemmeno in caso di bikini.

E non venitemi a dire che la donna impegnata deve essere castigata.


Io le tette le ho, vivaiddio, e sfruttarle un po' per rendermi più accattivante non è un peccato mortale, è solo questione di stile come lo è il suo abbigliamento pupazzodineved'inverno/scouttredicenned'estate. Mancano giusto la carota nel primo caso e il fazzoletto al collo nel secondo.
Oh, quante avrei da dirgliene su questo, e su come deve imparare a gestire la propria immagine in modo diverso (a meno che non voglia fare l'elettrauto o il raccattapalle tutta la vita). Ma Lui è un pupazzo/scout, anche molto arcobaleno - aaaargh!!. E vuole la donna liscia come un uovo ma non si degna di separare a monte le sopracciglia a riga unica che ha. E vuole essere adulto ma alla sua età veste ancora come un liceale e si fa la barba ogni 10 giorni per pigrizia. Non ha nulla da valorizzare (a parte qualcosa... ma non è il caso di farlo pubblicamente) e non vuole valorizzare nulla di sè, vuole stare comodo.


La comodità non paga nemmeno con 40 gradi e in mezzo al traffico però. Io l'ho capito, Lui no.

sabato 12 luglio 2008

Covare dentro

Il consorte non mi parla da 48 ore.

I miei angeli custodi sono stati messi in allerta, che potrebbe di nuovo scoppiare il temporale di fiele dell'anno scorso. Potrebbero dovermi raccattare con una sacca fuori del cancello. Potrebbero dover subire le sue scempiaggini.

Sarà Luglio che porta male. Sarà il caldo. Sarà che lui è un emerito stronzo e che sa di avere il coltello dalla parte del manico. Ma non del tutto.

Al primo segno che mi lascia addosso lo denuncio.

PS: buon weekend a tutte voi. Riscattatelo anche da parte mia.

giovedì 10 luglio 2008

Disgusto.

Ok, io farò anche schifo, ma chi ha il coraggio di insultarmi qui nel mio blog, a casa mia, e neppure firmarsi, dovrebbe proprio farsi un esamino di coscienza.

E parlo di:

#1 Anonimo

 [151.47.153.9] [anonimo]

sei andata al family day?

Appoggio a pieno i commenti del gentil consorte: fai schifo

giovedì, 10 luglio 2008 17:38

#2 Anonimo

[151.47.153.9] [anonimo]

forse la dieta che stai facendo ti fa dimagrire il cervello

giovedì, 10 luglio 2008 17:39

#3 Anonimo

 [151.47.153.9] [anonimo]

SEI PROPRIO UNA GRASSA MAIALONA PERVERSA!!!
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#4 Anonimo

[151.47.153.9] [anonimo]

io aggiungerei anche troppo triste

giovedì, 10 luglio 2008 17:31

#5 Anonimo

[151.47.153.9] [anonimo]

ma quanti anni hai? 15?


#5 Anonimo

[151.47.153.9] [anonimo]

MA QUANTO E' CORNUTO TUO MARITO? E POI SEI TU AD ESSERE GELOSA? PERCHE' NON TI SPARI? SIA UNO CHE L'ALTRO SOPRAVVIVERANNO SENZA DI TE! IL TUO AMANTE TI SCOPA OGNI TANTO E SI FARA' ANCHE QUALCUN'ALTRA,FIDATI! SE FOSSI LIBERA TI AVREBBE GIA' DATO IL BEN SERVITO!


#2 Anonimo

[151.47.153.9] [anonimo]

AMMAZZATI!

#5 Anonimo

 [151.47.153.9] [anonimo]

NO,NON SEI SOLA, DI IDIOTE COME TE E' PIENO IL MONDO!

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Questo per rispondere in anticipo a chi si chiederà perchè ho moderato i commenti. Oggi c'è qualche coglione incivile di troppo in giro, o forse solo uno visto che l'ip è sempre lo stesso.

Spiacenti, ma parlare dietro ad un muro è troppo facile.

Tutta colpa di

Oggi sembra Lunedì, tante incazzature ho totalizzato.


1) il poco gentil consorte pensa bene di svegliarsi e di attaccare la tiritera del "sei una nullità" con tutti gli annessi e connessi su quanto poco lavoro, su come tengo la casa, su come non ho amici, per finire con un "non ti trombo perchè mi fai schifo".
Ora, il lavoro non ingrana e non è colpa mia ma della concorrenza. La casa è fin troppo splendente in proporzione alla voglia di pulire che mi mette lui ogni santa volta che si impegna a sporcare/incasinare/ignorare. Non ho amici perchè gli unici che frequento sono quelli che lui approva e con cui, ne sono certa, tesse le mie tutt'altro-che-lodi; solo una nicchia ristretta si salva dalle sue grinfie. E sul fare schifo, beh, dovrebbe guardarsi allo specchio ogni tanto.
In sostanza, questa cosa dentro la pancia che somiglia sempre più all'odio viene regolarmente nutrita, gliene do atto.


2) In una conversazione politically correct con Lui, esce fuori un commento ad un comune conoscente che gli manda il sangue al cervello. Gli spiego diplomaticamente che non deve offendersi se apprezzo esteticamente qualcuno, perchè ciò esula completamente da me e Lui. Non capisce, gli prometto che non lo farò più ma sottolineo che a me non darebbe fastidio se Lui lo facesse con delle donne. Più di così... E invece lui continua l'inquisitoria perchè secondo Lui dico cazzate, sono maligna e malfidata, gli sto troppo addosso e sono gelosa della tipa occhi-di-sgombro. Voglio vedere chi non lo sarebbe. Gli spiattello che lei è così gentile e beneducata con Lui perchè in realtà non gliene frega nulla, e che io invece litigo e sbraito perchè ci tengo. Neppure questo (=la verità nuda e cruda) serve, e chiudo la conversazione dichiarando che sta somigliando sempre di più a mio marito. Si sarà mica offeso?

3) cliente che approva, che "è tutto a posto signora" e poi vuole modifiche su modifiche, e io ho fretta di fatturare, e quello che doveva essere un lavoretto da due settimane va avanti da due mesi. Chissà quando vedrò i soldi.

4) altro cliente che pretende da me la luna, il sole e mezza galassia. Qualcuno deve averlo convinto che mi spacco la schiena a gratis. Probabilmente, se non fosse assurdo, penserei al mio poco gentil consorte che così ha un altro capo d'accusa nei miei confronti.


5) la dieta non funziona. O forse le incazzature duplicano l'assorbimento delle calorie e ne bloccano lo smaltimento. 
Io sono cicciona. Non paffutella: cicciona. E pare proprio che resterò tale.


6) bancomat rotto. In questo angolo di mondo dimenticato da Dio sono anche rimasta senza contanti.

Insomma, vorrei tanto sborniarmi. Ma ad una signora non è concesso nemmeno questo.

mercoledì 9 luglio 2008

Persiane socchiuse e sigarette veloci

E' qualche giorno che ci penso. Devo scriverlo e vuotare il sacco.

E prima che qualcuna, bempensante o semplicemente scrupolosa, parta in quarta pensando le peggiori nefandezze di me, me lo dico da sola.

Sfasciafamiglie. Puttana. Facile, a dir poco. Doppiogiochista. CinicaFalsa. Opportunista. Egocentrica. Vendicativa.

Potrà bastare, credo, come intro.

Sta di fatto che quelle 6 ore passate con Lui, a ritrovarci i nostri odori addosso, a piangere&ridere&sussultare&stancarci&lenire, beh mi hanno tolto vent'anni dal groppone (il che mi porterebbe dritta in quarta elementare, ma sono semplici dettagli trascurabilissimi). Ci siamo passeggiati sulla pelle, mentre sole e pioggia si davano il cambio nell'invecchiare quegli attimi lunghi secoli, e non eravamo stanchi di unirci con le mani i piedi la faccia i denti i sessi le unghie, semmai stanchi lo siamo diventati di colpo quando ci siamo dovuti salutare per l'ennesima volta, con la voglia che arrivi prima o poi il momento di non salutarci più.

E ora guardo il letto delle nostre dolcezze infinite e mi trattengo dall'urlare a mio marito che quel letto non è più suo, che vorrei avvelenargli la sua metà e la metà di tutta questa casa-prigione. Vorrei scappare, non per forza con Lui; solamente, scappare dalle catene invisibili di un matrimonio tra coinquilini, ed essere libera di decidere con chi essere felice, o da chi farmi rovinare la vita - questione di punti di vista. Maledico quel giorno in cui mi sono sentita meno sposa e più pagliaccio, ed è così scomoda la fede nuziale che non sopporto di tenerla al dito più di qualche secondo (potrebbe averla avvelenata lui a me?!) ... cosa ci tiene ancora legati a parte il suo bisogno di una colf e le mie entrate troppo basse per viverne? La facciata di un matrimonio da favola per i più, che invece ogni giorno annaspa tra grida, indifferenza, ricatti e un sesso da puttane e puttanieri, tralaltro soddisfacente come innaffiare una pianta di plastica.

Eppure la mia vittoria su questo scenario apocalittico l'ho avuta: non mi ha inaridito. Anzi: mi da la misura di come dovrebbe essere equamente ridistribuito il mio interesse. Iniziando da chi sa strapparmi sospiri dal cuore.

... dimenticavo di aggiungere alla lista dei nomi: Stronza.

giovedì 3 luglio 2008

ed è tutto vero...


Scusatemi.
Scuse dovute: ho lasciato i miei pochi fedeli lettori sulle spine per 3 giorni 3. Non si fa così...


Coooooomunque...

Freddezza iniziale, un bacio quasi obbligato sotto il sole, ciaccole su argomenti neutri, e poi una panchina dove svuotare il sacco. E quanto l'ho fatto... e quanto m'è piaciuto. Tanto da piangere mentre gli raccontavo le mie paure che potesse sparire da un giorno all'altro, la mia situazione-disperazione lavorativa attuale, e Lui imperterrito a dire che vuole me, che accetta il rischio di dover attendere a lungo, che vuole ricominciare daccapo e sopportare ancora. Questo, beninteso, nonostante io lo stessi mettendo bene in guardia su quello che può aspettarsi dalla reprise di questa storia. Epperò vuole me, sceglie me, o così dice.

Sembrava fosse finita a tarallucci e vino.

Invece il giorno dopo mi fa già saltare i nervi, perchè alla mia richiesta di definirsi pubblicamente occupato lui risponde picche, dice che non mi fido e che sono gelosa. Beh, stellino caro, cosa vuoi che sia ora, dopo che eri a un micron dal cornificarmi? E soprattutto cosa ti aspetti visto che con la tua amichetta giochi ancora a dirti single? No, il doppiogioco no. E glielo spiattello in faccia, così come ieri sera l'ho messo spalle al muro: non può dirmi che è in un posto e poi lo becco nell'altro, guardacaso dove so che può beccare lei. No, stavolta non argino le mie paure, i miei nervosismi; stavolta se li sorbisce tutti come io mi sono sorbiti i suoi. Ha sbagliato con me, ha aperto una voragine, mi ha fatto sentire la stilettata del dolore e della gelosia: che paghi, infine, quello che ha sbagliato.

Ci vorranno giorni e giorni e ancora giorni perchè io torni a fidarmi di Lui - sempre che non continui a raccontarmi cazzate e si dimostri meno pezzo-di-ghiaccio - e perchè gli conceda di nuovo terreno libero con me. Per ora sono in trincea. Lo sto mettendo alla prova, e dovrò arrivare a capire se sta ancora con me perchè gli serve ancora qualcuna, in attesa della sua amichetta-occhio-di-sgombro, oppure se ci sta al 101% e se ha smesso di voler tenere il piede nelle mie ballerine e nei di lei stiletti contemporaneamente. Ovviamente, da brava psicologa, anzichè fare l'aggressiva, sono la prima a mostrarmi remissiva, beneducata, gentile e premurosa: che il senso di colpa lo maceri dall'interno se ce n'è bisogno.

E se non ce ne sarà bisogno, meglio così... vorrei ritrovare quell'equilibrio farsesco che avevamo mesi fa, la sensazione che nulla poteva distruggerci finchè eravamo assieme. Vorrei sentirlo come un amico e non come un antagonista, un bastone tra le ruote che non riesco a scalzare. Ho bisogno di Lui, la sola idea che possa volgere lo sguardo altrove mi manda al manicomio... cos'è sta cosa? Amore? Irrazionalità? Possessività? Follia? Non lo so ma ci sguazzo.

mercoledì 2 luglio 2008

Nel frattempo...

Troppe cose da raccontare e manca il tempo. Fottuti clienti. Ma vi racconterò, anche se non ho fissato bene a mente tutto per filo e per segno. L'ho sempre detto che mi serve una videocamera, o almeno un registratorino portatile.

A dopo!

domenica 29 giugno 2008

Ancora una notte


Fatto.
Domani lo rivedo.
Terreno neutrale, premesse nervose, la scaletta di un discorso che dimenticherò appena incroceremo gli sguardi, cuore a mille. Questo weekend è durato fin troppo e per una volta non odio il Lunedì.



Sono rincojonita? Giusto una settimana fa scrivevo che sarei stata sollevata se lui fosse sparito, se si fosse sganciato dal mio comodo e confortevole cordone ombelicale di salvataggio dalla singletudine, e ora... MI BATTE IL CUORE
Cosa posso farci? Una settimana, un anno, non lo so quanto potrò ancora tirare la corda. So che ORA lo rivoglio, che il pensiero di saperlo con un'altra è intollerabile, so che ho bisogno di Lui in una maniera del tutto egoistica.

venerdì 27 giugno 2008

Segreti

E' bello vivere con un dolce, piccolo, silenzioso e sicuro segreto.

Quello che ti consente di vivere la tua vita di facciata in modo impeccabile, ma grazie al quale tiri lo sciacquone dalla quotidianità, dallo stress, dalle magagne e dalle palate di merda che la vita ti fa mangiare.

Dolce, così dolce da diventare diabetici, perchè ti conosce poco, ti vede una regina, perfetta, inestimabile tesoro da conservare con ogni cura e, appunto, ogni dolcezza. Ti coltiva, ti coccola, ti consola, indossa i panni del principe azzurro part-time che ti salva dalle ingiustizie e non teme di essere la tua valvola di sfogo, anzi ti ascolta come non credevi che un uomo potesse saper fare. Ti imbocca tartine d'amicizia e amore assieme, placando ogni fame.

Piccolo, perchè sta in una tasca, non necessita di spazi né tempi eccessivi: lo gestisci nei ritagli che ti concedi, per il resto del tempo puoi riporlo nel suo contenitore a tenuta stagna e dall'esterno nessuno, neppure tuo marito, potrà scoprirlo, perchè nessuno all'esterno sa nulla di lui. Così piccolo che passa inosservato anche a chi vi vede assieme, e non capisce nulla, perchè piccolo com'è non riesce a farsi notare neppure volendo, come un paio di scarpe anonime.

Silenzioso, perchè il bip dei suoi sms non fa rumore, le vostre chiacchierate sono sussurri, i sentimenti ed i pensieri fluiscono liberi senza annunciarsi con eclatanti scossoni d'avvertimento. Silenzioso perfino quando tra le lenzuola ti guarda con gli occhi di un bambino e si strazia in quel piacere assoluto che mozza il respiro; concede solamente a te il diritto di far scoppiare il fiato in un urlo, perchè sa che tu, silenziosa, non riesci ad esserlo, logorroica e caotica come sei, e come piaci a lui.

Sicuro come tutte le volte che giura e spergiura che rimarrà lì, nella tua tasca, a non complicarti la vita, fino al momento in cui tu sarai in grado di farlo uscire definitivamente. Vive per te, attorno a te lascia che ruotino tutti i suoi satelliti, non ha altri occhi nè orecchie da cui berrebbe la vita filtrata dalla tua saggezza e dalle tue sregolatezze. E' una complicità a doppio filo, perchè tu ti culli nel saperlo sicuro al suo posto e lui si accoccola lì.

MA poi arriva il giorno che la dolcezza diventa troppa, e mette una sete che non riesci a placare, ed annaspi e cerchi di arginarla, perchè sentirti troppo amata, troppo coccolata ti sta togliendo il gusto del guadagno. Ovviamente non c'è via di mezzo, e il segreto taglia i fondi, smette di capirti, avanza pretese troppo tardive, va a leggere le clausole scritte con l'inchiostro simpatico nelle basi del vostro sodalizio. All'improvviso fa cucù dalla tasca e si gonfia, strappa le cuciture, chiede di uscire, di avere uno spazio grande abbastanza accanto a te, diventa ingombrante e pretende di mostrarsi al mondo. Inizia a fare trambusto, chiede, indaga, si fa malfidato, lascia il suo posto e si piazza su una linea di confine: al di là c'è un mondo che a lui piace, ma che sceglierà solamente rinunciando a te. Fa franare le tue certezze, smette di essere un punto fermo e diventa un punto interrogativo accigliato, molto molto simile a quelli che nella vita reale ti tocca affrontare ogni giorno. E tu quella categoria lì la odi, odi essere inquisita, odi sentire lamentele e rinfacci, sei la prima a non usare certe armi perchè rinfacciare equivale a non aver fatto nulla con il cuore, e tu con il cuore condisci anche la grigliata.

Così ti costringi a fare ciao ciao al tuo segreto.

Poi però ti trovi a piangere senza la sua spalla, allunghi la mano nella tasca vuota, ti senti opprimere dal silenzio, ti senti persa senza il punto fermo delle tue giornate. Inzuppi  cuscini di rabbia e malinconia, smetti di sentire fame, smetti di provare a dormire, non ti accorgi se fuori c'è il sole o no: vai avanti a sigarette e lavoro sperando che uno dei due ti lenisca il dolore, magari coprendolo con un'altra malattia. Ti senti stupida per averlo cacciato, hai fatto tutto da sola senza concedere quella prova d'appello che ora vorresti chiedergli... e che gli chiederai, lo sai bene, perchè stai cedendo alla contraddizione. E lui cerca di essere felice altrove, va lontano, troppo fuorimano perchè tu riesca a seguirlo con lo sguardo.