Un po' (molto po') di me

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Sono una wannabe-molte cose: giornalista, fotografa, animatrice, interprete, scrittrice, designer. O per meglio dire sono una WANTED TO, visto che ho scelto una carriera da creativa che mi ha portato al niente disoccupazionale. MA sono anche: figlia unica (e assenteista), moglie mutevole; riciclona seriale con tendenza compulsiva all'ammucchio negli angoli, amica leale, tendente alla puntualità cronica e alla lacrima+sigaretta, professionalmente impeccabile. Contraddittoria e mutevole. Cinica e creativa. Stronza, nella maggior parte dei casi.

giovedì 31 ottobre 2013

ricorrenze (SOUNDTRACK OF MY LIFE #42)


A te, alla nostra amicizia vecchia come noi, al tuo compleanno che, ovunque io sia nel mondo, non posso mai dimenticare di festeggiare con la tua voce, cuore mio grandissimo.


venerdì 25 ottobre 2013

leggére da lèggere (SOUNDTRACK OF MY LIFE #41)


Mi è capitato quel quaderno in mano oggi, e c'era un nome ricorrente. Un nome che avrebbe anche potuto non esserci, visto che non mi era stata data alcuna speranza al di là della data di scadenza apposta sul retro dalla macchinetta della prenotazione.
Ma mi logoravi lo stesso, proprio perché sapevo di volere e potere ma di non potere. Perché tu volevi ma non potevi, e quindi non potevi. E tu mi avresti dimenticato, ma non così facilmente, ed io ti avrei dimenticato ancor peggio, e ci saremmo potuti incolpare a vicenda di aver, un giorno, mollato la presa - ci hai rinunciato prima tu - no, prima tu - no tu... E ci saremmo scritti (e io avrei subìto le tue Asenz'Acca e tu la carta da lettere NajOleari), una volta al giorno una volta a settimana una volta al mese e poi gli auguri di Natale e poi cambiare via, cambiare città, cambiare vita. E la vita sarebbe andata su e giù da sola per i suoi tornanti e un po' quell'affetto mi avrebbe abbracciato ancora con quel suo effluvio di gratitudine, disincanto, tenerezza. Storie leggere dell'età, cantano, e di leggero non hanno nulla in quel momento, mentre ora sembrano piumine.
Quello che non sapevo è il sapore di quelle due lacrime piombate a tradimento nel sorriso della mia calligrafia di quattordicenne stecchina. Quella voglia di rivederti ora, magari stempiato, magari con una nidiata di bimbi biondissimi e un'auto che gracchia portandosi via i vostri culi inguainati nei costumi come quella vecchia scatoletta color ocra di tua mamma vent'anni fa si portò via te. Dirti grazie, dirti che mi hai lasciato un bel ricordo e un'ottima piccola cicatrice che non fa male ma serve come appiglio per quando scivolo via di dosso a me stessa.

Dirti ciao. Come fosse ieri.

martedì 22 ottobre 2013

un premio di m**da!

Ringrazio Geggè (uno che, personalità multipla alla mano, ha ben TRE blog: Cronache di un PantofolaioScoopy e il defunto Pensieriecassate... venghino siori e siore, TRE blog... il multitasking  portato alla sua applicazione meglio riuscita!) , che mi ha premiato senza un'apparente motivazione che non sia la mia fidelity card virtuale nel commentarlo, leggerlo e percularlo.

Il premio è questo:



che, se ben ho capito, si traduce in un premio ai blog... come dire?... che stimolano la fuoriuscita di roba solida, oltre che di pensieri.


E il premio va approfondito e concatenato,
quindi rispondo a queste dieci domande:

1) Ti capita mai di controllare quello che hai emesso?
direi proprio di no... certo, non tiro lo sciacquone da seduta quindi di sfuggita vedo qualcosa... ma a che pro? è come soffiarsi il naso e poi cercare diamanti nel mocciolo.

2) Consumi tanta carta?
il minimo indispensabile.

3) Il tuo tempo medio, da seduto ad alzato?
da 20 secondi a mezz'ora (dipende da quello che mi distrae nel frattempo: giochicchio, leggo, mi limo le unghie, mi pettino, mi lavo i denti, telefono - sì, io telefono nel mentre. non si sente nulla, giuro, almeno non finché non inventeranno il telefono che trasmette odori... )

4) Quando sei costretto a farla in qualche locale pubblico, usi qualche tecnica particolare?
geneticamente abbrutita da anni di addominali per non appoggiarsi sulla tavoletta, applico la tecnica egregiamente.

5) L'hai mai fatta Viola?
probabilmente dopo un pasto a base di solo radicchio sì.

6) Se un giorno un coprografo te lo proponesse , gli venderesti il tuo prodotto?
beh, se l'alternativa è farlo finire nelle fogne... perché no?!

7) Ed a quanto all'etto?
credo molto.

8) Ti è mai capitato che per il Principio di Archimede un corpo immerso in un liquido ti facesse bagnare le chiappe?
non è il mio caso.

9) C'è qualche alimento che appeno lo mangi sbatabam?
il MerDonald... credo che sia rinomato.
ma la peggiore è la ormai strasfruttata formula magica sigacaffè.

10) Resti ancora stupito quando ci trovi del mais, pur sapendo di aver mangiato mais la sera prima?
non controllo, quindi come faccio a sapere cosa c'è?...


Distribuisci il premio ad altri cinque blogger che lo meritano:


e ora dove li trovo cinque malcapitati che vogliono... ehm, approfondire il discorso?!
Ragazzi miei, se leggete e avete voglia di continuare l'indagine, fate vobis.

giovedì 17 ottobre 2013

despite all this mess (SOUNDTRACK OF MY LIFE #40)


... fanculo mondo, oggi ho vinto io. Poco, ma ho vinto lo stesso.
12 anni fa oggi mi hai mozzato le gambe e stamattina ti ho imbrigliato io.



martedì 15 ottobre 2013

anatemi

Che tu sia maledetta, tu brutta cagna attaccata ai soldi, e tutte le volte che li spenderai ti servissero per le medicine.
Tu che giudichi, che pontifichi, che parli della mia vita come di un errore dietro l'altro, come di un delitto dietro l'altro contro chi vorresti difendere da me mentre io cerco di difenderli da te. Tu che urli "vergogna" e non sai quanto rimorso ci sia già al suo posto, ma è un rimorso privato e non ti concedo di parlarne, neppure di pensarlo, non ne sei degna.
Tu che sputi sentenze sul mio utero vuoto, sui figli che *fortunatamente* non avrò, tu che ridi e godi della mia tragedia e ne fai una commedia da inzuppare nel veleno del tuo tè, che se t'andasse di traverso sarebbe fin poco.
Tu buona a dare alle mie parole cento sensi diversi, alle mie scelte un fine unico e ovviamente maligno, tu incapace di leggere nel cuore lacero ma velocissima nello strisciare bancomat altrui.
Tu che non dai diritto di replica perché i diritti si danno ai buoni e le colpe ai cattivi e a te serve che io sia cattiva, pessima, una merda.
Tu che sei peggio di me e peggio della merda, tu che stanotte mi toglierai il sonno e l'appetito per i giorni a venire, tu cirrosi nella mia pancia e cancro nei miei pensieri, e solo pensare che tu possa essere estirpata e smettere di far del male mi consolerà.
Ti auguro un sacco di cose indicibili, brutta bastarda.

giovedì 10 ottobre 2013

mi condurrai a casa (SOUNDTRACK OF MY LIFE #39)

Qualcuno mi ha chiesto perché non parlo di te.


E' che ti sto ancora sperimentando, e penso che non smetterò mai.


giovedì 3 ottobre 2013

switch-off (SOUNDTRACK OF MY LIFE #39)




Ahia! Cos'è questa palla di luce che mi è entrata sottopelle infiltrandosi nell'angolo estremo dell'occhio? Perché le mie palpebre non sigillano bene il mondo fuori di me, il più lontano possibile?

Vi prego, voi altri che siete lì, fuori di queste coperte, fuori da questa casa-scudo a guidare auto, a fare la fila al mercato, voi con le scarpe allacciate bene e i sorrisi pret-à-porter, non arrivate fin qui. Lasciatemi stare, Lasciatemi morire ogni attimo di più qui sotto, dentro questo utero caldo che mi fa desiderare di sprofondare e diventare un tutt'uno con le molle del materasso.

Non voglio uscire. Accendere il fornello sotto la moka, aprire le finestre, ritirare i panni impregnati di smog. Girovagare per la casa, una casa aliena che vorrei mi somigliasse e invece non prende il mio odore. Rispondere al telefono e fare sì con la testa giochicchiando con l'accendino mentre mi viene servito un altro panegirico del dolore che si prova quando.

Sensazione di pesantezza a manetta, non riesco a saltare neppure da un piede all'altro. Indolenzita, legata. Muscoli sedati, udito sedato, spostare la riga dei capelli mi costa una fatica immane.


Lasciate che bruci il sugo, lasciatemi ignorare le matasse di polvere e capelli dall'angolo dietro la porta del bagno. Posso avere anche io la licenza di far finta di non esistere, per piacere? Almeno finché non rimetterò piede nel letto, al buio, e farò le prove di apnea.

2006 - mia madre se n'era andata da un mese pocopiù