Un po' (molto po') di me

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Sono una wannabe-molte cose: giornalista, fotografa, animatrice, interprete, scrittrice, designer. O per meglio dire sono una WANTED TO, visto che ho scelto una carriera da creativa che mi ha portato al niente disoccupazionale. MA sono anche: figlia unica (e assenteista), moglie mutevole; riciclona seriale con tendenza compulsiva all'ammucchio negli angoli, amica leale, tendente alla puntualità cronica e alla lacrima+sigaretta, professionalmente impeccabile. Contraddittoria e mutevole. Cinica e creativa. Stronza, nella maggior parte dei casi.

venerdì 28 agosto 2009

martedì 4 agosto 2009

Indoratura della pillola?


Ed è la prima volta che scrivo così apertamente di attualità.

Perchè non è qui che si deve discutere di diritto del feto, di vita intrauterina, di omicidio, di punizione divina, di intervento umano sulla genesi per mano divina e bla bla bla. Ognuna lo faccia come e quando vuole parlando tra sé e sé, benché già in troppi lo facciano davanti ad un microfono.

Perchè lo chiamano aborto dolce, ma ci vogliono palle ferme e non dolcezza per tirare lo sciacquone dopo l'ennesima dose di veleno per il figlio... "prodotto del concepimento", scusate.
Ed è comunque un aborto vissuto in noi, tra la coscia destra e la coscia sinistra. Può somigliare ad un'evacuazione, sì. Però se una donna deve o vuole dire addio a suo figlio, credo preferisca il wc di casa sua ad una sala operatoria e a decine di mani e metalli intrusi nel suo ventre.


Perchè le donne che decidono un aborto non hanno bisogno di intrusi nemmeno nel cervello, ingombranti voci di una coscienza non riconosciuta come propria. Le donne, che vengono messe in croce quando si tratta di non volerlo, additate come infanticide, e anche quando lo vogliono: bombardate di ormoni, costrette a prelievi di ovuli, inpossibilitate ad usare la genetica per uno scopo utile nella maniera migliore, donne in attesa ciclo dopo ciclo e pendenti dalle labbra di una legge che sa tanto di disincentivo a fare un figlio.

Perchè la legge 194 prevede "l’aggiornamento sull’uso delle tecniche più moderne, più rispettose dell’integrità fisica e psichica della donna e meno rischiose per l’interruzione della gravidanza". Sono bruscolini? Eppure qualcuno se lo scorda ed obietta, ed io quelli vorrei denunciarli: il loro dovere di assistere indiscriminatamente come medico, assieme al diritto di autodeterminazione del paziente, vengono prima delle remore personali della loro parte umana e privata. Cazzo, sono pagati per fare i medici... se non se la sentono, che non mettano i bastoni tra le ruote a chi, se chiede di ricorrere ad un aborto, *qualche* scazzo lo ha già di suo.

Perchè, semplicemente, poche volte nella vita mi sono ritrovata il terrore - terrore, leggete bene - di avere una gravidanza in atto. Non è il momento, non è il caso, non è quello giusto, non è l'età. Tutte negazioni. Per fortuna era un no anche il test di gravidanza. Però non auguro a nessuna di dover tenere un figlio per forza.

Eppure c'è chi dice ancora di no, c'è chi crea dei fantasmi su questa pratica. C'è chi vuole riportarci al Medioevo della caccia alle streghe.

Ed io continuo ancora a crederci. Non all'aborto in sè, ma alla  possibilità di scegliere se, come, dove, quando.