Un po' (molto po') di me

La mia foto
Sono una wannabe-molte cose: giornalista, fotografa, animatrice, interprete, scrittrice, designer. O per meglio dire sono una WANTED TO, visto che ho scelto una carriera da creativa che mi ha portato al niente disoccupazionale. MA sono anche: figlia unica (e assenteista), moglie mutevole; riciclona seriale con tendenza compulsiva all'ammucchio negli angoli, amica leale, tendente alla puntualità cronica e alla lacrima+sigaretta, professionalmente impeccabile. Contraddittoria e mutevole. Cinica e creativa. Stronza, nella maggior parte dei casi.

venerdì 19 dicembre 2014

Cuspide

Oggi sarebbe stato il tuo compleanno.
Ogni anno me ne ricordo da quando ci siamo conosciuti lì in quella terza fila di accenti misti alla lezione crudele e pallosa del giovedì mattina alle 8. Settimana Enigmistica per aspettare svegli il prof con diversi quarti accademici, rubrica dell'oroscopo. "Devo controllare se per caso nel 79 il Capricorno è entrato prima... saresti cuspide!" "Ah. Beh. Che me ne fotte a mmé. Manco ci credo"

Amico mio, fetta del mio cuore, sprone e zavorra degli esami più neri, quante risate e quante lacrime io e te. Il tuo nido da arredare a pochi giorni dall'arrivo del tuo amore grande, quello scricciolino spaurito con gli occhiali spessi che ha tirato subito fuori artigli e sangue bollente della vostra terra "di confine", finché ha capito che non ti avrei portato via da lei.
Vendemmiare assieme e schiacciare coi culi stanchi altra uva rimasta addosso in quel pandino che era diventato cogestito nei weekend oramai. "Sono sotto casa tua... ora guidi tu che nevica" "Ma io la neve la conosco solo in foto". Sbornie prese a turno e quella volta che mi hai trattenuto dal picchiare una mano morta, mi hai calmato, mi hai fatto respirare e poi l'hai picchiato tu "picchì non voglio che ti sporchi 'i mani". E quella domenica che avevi il boiler rotto e sei stato da me quattro giorni e con mamma giocavi a briscola e le insegnavi il tuo dialetto e babbo ti portava il rispetto che non avevo mai visto in lui per uno della mia età. Eri un mio amico ma un suo pari.
Amico all'antica, amico disincantato e terreno, amico pilastro e defibrillatore del mio umore volatile, difensore mio accorato, mio primo fan e complice onestissimo, dai planning agli abiti da sposa. Alla mia laurea mi hai pianto addosso, credevo fosse gioia e quel "chemminchia vai a fare lassù che fa fridd". Al funerale di mia mamma ho pianto io addosso a te, potevo afflosciarmi lì sulla tua scrivania senza sentirmi stupida.
Poi il tuo citofono ha cambiato nome, il tuo numero ha smesso di esistere. Ho pensato fossi entrato in crisi, neppure lo scricciolo rispondeva più. E dove ti ritrovo per restituirti il favore, mannaggia a te. Ok, mi richiamerai prima o poi... ho ancora il tuo codice penale... dovrai dirmi imbarazzato e fiero che vi sposate, prima o poi.

Qualche mese fa passo dalla Prof e nei suoi annali trovo i tuoi occhi in una foto del mio corso. Prof, ma lui se lo ricorda? Sa quando s'è laureato, che fine ha fatto?
Brutta fine. Solo questo dice. Scappo, corro dal tuo relatore.
Hai scoperto di avere la SLA mentre eravamo in tesi, io agli sgoccioli e tu al debutto. Hai taciuto tutto, hai portato fino alla laurea il tuo scricciolino e poi l'hai aiutata a fare carriera e alla tua non hai più pensato. Hai lasciato che lei spiccasse il volo e quando ti sei sentito un peso per lei, per i tuoi, per tua sorella te ne sei andato, zitto, portandoti via il vostro futuro iniziato sui banchi di scuola. Un tetto, un volo. Tu che avevi paura solo di una cosa nella vita: di volare... non di fallire, non di morire, non di invecchiare. E io che avevo paura di tutto rimango qui e non so a chi fare gli auguri oggi, non so a chi dire che ho una spina di traverso nel cuore e che il tuo passaggio nella mia vita è tra le cose più vere e preziose che ho vissuto.
Che mi sei mancato per dieci anni, che non smetterai mai di mancarmi e che non ti dimentico.

martedì 9 dicembre 2014

Tornare

Torno a dire... che cosa dovrei dire?

Non è vero che se si chiude una porta si apre un portone. Se si chiude una porta si rimane fuori, al freddo sottozero di Dicembre, con la fame la sete e magari scappa anche la pipì.
Per fortuna pare che la porta non sia del tutto chiusa, per ora. Odio dire "per ora", è come chiedere di galleggiare su una tinozza che imbarca acqua ma "per ora" non affogo. 
Per fortuna pare che chi deve decidere del futuro di 150 dipendenti sia tornato sui suoi passi e che non stia sbaraccando il tutto, ma c'è comunque una spada di Damocle bella pesa che sta lì a ricordarci che questo mese lo stipendio arriverà (magari tutto, probabilmente a metà) ma dall'anno nuovo ogni mese potrebbe essere l'ultimo. Ed ecco che ci si arrabatta, si ricomincia - ma io a dire il vero non ricordo di aver mai smesso - a mandare cv, a spulciare annunci, ad accattonare spifferate di gente che forse si trasferisce forse va in pensione forse viene silurata e mi faccio un po' schifo ad applicare quell'homo homini lupus che non mi andava giù neppure a doverlo raccontare ad un prof, ma poi mi dico che è Darwin, che sopravvive il più forte ed il meglio adattabile, e dovrei fregarmene se quelli che rimangono indietro hanno figli mutuo vita propria da portare avanti, ché tanto loro a me mica pensano quando chiudono la porta di casa alle spalle la sera e si mettono a cena. Quindi azzanno, passo avanti, ma mi faccio ugualmente schifo e so che non dovrei perché devo sopravvivere pure io, solo che vorrei far meno male possibile. 
No, non propinerò ora il segone politicizzato. Non mi va di fare la disfattista.
Rimane il fatto bello consistente che, smosso qualche investimento che avrei tanto voluto rimanesse dov'era e cercata qualche forma alternativa - ma poco affidabile - di introito, siamo ancora qui, lui ed io, sulla tinozza. Ha cercato in tutti i modi di convincermi a tornare nel porto sicuro che mi aspetta sempre (tutto spesato) al paese natio, mentre lui si sarebbe rintanato a mangiare merda di design dal suo parentado, invece no, costi quel che costi noi rimarremo assieme e se dovremo affondare affonderemo, e se dovremo galleggiare galleggeremo, e con un bel nastro di scotch bianco e rosso segnaleremo che tutti i nostri progetti in divenire sono fermi che più fermi non si può, addio (per ora) al figlio, al cambio della carretta che porta i nostri culi a spasso, stop a quelle due cartelle equitalia che ci guardano in cagnesco e possono anche scordarsi di essere mosse dal posto dove le ho schedate. Torniamo agli irrisolti, ai progetti sospesi, torniamo ad aver fatto metà di qualcosa che a conti fatti non è nulla se non arriva a fare uno.
Ma torniamo assieme e non ci sono cazzi.

giovedì 23 ottobre 2014

Lavoro che vieni, lavoro che vai.


Fulmini a cielo ben nuvoloso.
Consorte probabilmente a fine anno rimane disoccupato per chiusura dell'impresa.
Come me, insomma.
E il lavoretto part-time che avevo opzionato da tempo presso quella ditta che mi aveva a malincuore non rinnovato dopo il terzo coccodè... beh, niente, hanno preferito un ventiquattrenne che sarà il nuovo apprendista, che gli garantirà di non chiedere mai una maternità, che pagheranno meno e a cuore più leggero in sintesi.

Dove sbatteremo la testa, proprio non lo so.

martedì 14 ottobre 2014

3 di notte di un giorno qualunque

Una settimana fa ci siamo sentiti ed eri nel panico per il mancato arrivo delle contrazioni della tua donna, ché tra due settimane scade il tempo e ancora niente e questo maschietto si farà attendere, ma forse no. E tu nel panico. Ed io ugualmente preoccupata, ed anche oberata di casini scadenze e impegni gommosi per tappare le falle di questa vita che tracima. 
Tu non hai paura che io porti via l'aria che respirate voi quattro, mi fa strano dirlo che tu non hai mai avuto paura di me, non mi hai mai cacciato, non mi hai mai evitato.

martedì 23 settembre 2014

Inshallah

Qualche giorno fa ero in fila in Posta. Sudaticcia, appiccicaticcia, piedi gonfi come solo quest'estate tardiva sa rendermi.


Si infila nella porta una testa velata accompagnata dal padre, baffoni nero pece e sorriso sghembo ma sincero, che mi saluta con calore. Allora, come te la passi? Come me la passo? Famiglia, lavoro, studi, sei tornato in patria, piccoli puntelli di una conversazione cordiale tra semisconosciuti che sono stati affiancati anni fa da un lavoro piùcheprecario e che poc'altro hanno in comune.

lunedì 15 settembre 2014

Amori corrosivi

Un cellulare in mano, di quelli moderni, e dal collo in giù sotto le coperte. Cazzeggio del pre-dormita campale. Un link, delle foto. Bimbi e bimbe con i loro papà.
Piangere come una bambina, posso? Il viso di mio padre sovrapposto a quelli sconosciuti delle foto. Quella consapevolezza infida, strisciante, sbieca e fredda come una biscia che si infila dall'orlo del pigiama e fa contrarre i muscoli in piccoli spasmi. Lacrime di questa figlia che non si capacita di non saperlo essere, di non sapersi prendere cura nel modo giusto di questo padre anziano, solo, rustico e monello, che per ogni passo che s'avvicina ne fa due in direzione opposta, per non pesare, per non intralciare, chiedendo di rimanere nello sfondo come una carta da parati polverosa.

martedì 2 settembre 2014

Minestrone

Ho 4 post in bozza che non vogliono uscire, gli altri li ho cancellati proprio. Questa stitichezza verbale mi lascia davvero senza parole, ma non posso pretendere che esistano lassativi per bloggher reticenti.

(iniziamo male... continuiamo peggio)

E' arrivato Settembre, alleluja. Non odiatemi, lo so bene che tutti si sono dati da fare per dire in più social possibile che è arrivato Settembre, che è iniziato di lunedì e via dicendo, ma questo per me è davvero un sollievo (vedi post precedente: definire questa un'estate di merda è un eufemismo).

venerdì 8 agosto 2014

es(i)tate 2014

Esisto e resisto.
Ed esito pure. Ho una dozzina di post in bozza e neppure uno ha fine. Perdo subito la voglia di lanciarmi in qualcosa... ultimamente anche nelle cose importanti. Se sono urgenti, poi, le nego proprio.
La mia batteria mentale dev'essersi scaricata.



Buone ferie se le fate, buona resistenza se rimanete.
Buoni sogni se avete il coraggio di sognare, buon risveglio a chi vive negli incubi.
Vado a raccogliere i calcinacci dell'atterraggio delle stelle cadenti. Poi torno...

giovedì 3 luglio 2014

Traguardi


Sono orgogliosa della Famiglia che ho scelto di formare con tutti gli angeli e i diavolacci che ho scelto come Fratelli e Sorelle di questo viaggio.
Sono loro i miei specchi, le mie medicine, i miei confessionali.


E quando uno di loro è felice di quella felicità che sembrava non dovesse mai arrivare nonostante si sia sputato sangue e veleno per averne una briciola... perdinci, a me vengono i lucciconi.

martedì 27 maggio 2014

C'era una volta

Passano i mesi, passano gli anni, ci passano via sedie sotto il culo e muri da intonacare, ma siamo sempre noi, tu ed io, la roccia che viene guardata con ammirazione, un blocco solido che nessuno sa quanto sia poroso.

Ed eccolo lì il tuo amico che ti viene a dire che ci invidia tanto, noi con la nostra casa di proprietà e con le nostre entrate stabili e soddisfacenti, tu arrivato professionalmente a poter scegliere un minimo (che è un lusso, lo so, lo sappiamo tutti) ed io che non ho neppure bisogno di spaccarmi la schiena ogni giorno all'alba come fa sua moglie.

venerdì 25 aprile 2014

Elastici



Tu ed io non ci siamo mai scelti, anzi ci siamo scontrati e rimbalzati ed ammaccati.
Tu ed io, senti? Sei più piccolo di pochi mesi ma sei tu ad avere la meglio, anche se da fuori sembrerebbe che sia io ad aver sempre tirato i fili.

Tu imberbe ed io con zero tette a studiarci l'odore reciprocamente come animali cauti.

Tu coi brufoli e io con gli amorazzi - ma anche viceversa - a lanciarci molliche di confidenza, prendendoci per il culo sfidando la ritrosia.

venerdì 18 aprile 2014

post letterario - e fatemela tirare un po'...

Torno qui poco, sono presissima dalla coltivazione sterminio delle piantine nuove e dicono che ci devo parlare... poverine, logorroica come sono periranno a breve!

Ad ogni modo, senza divagare, prendo al volo il nuovo post di Patalice e vi ammorbo con questo test di letteratura...

La BBC afferma che la maggior parte delle persone ha letto solo 6 dei 100 libri presenti nella seguente lista.” Istruzioni:Copia la lista e condividila sul tuo Blog. Se non hai un blog puoi commentare qui con quanti libri hai letto e quanti hai lasciato in sospeso.: Letto
X: Non Finito/Abbandonato
Il Profeta – Kahlil Gibran 
Harry Potter – JK Rowling 
Se questo è un uomo – Primo Levi  
La Bibbia 
Cime Tempestose – Emily Bronte 
1984 – George Orwell 
I Promessi Sposi – Alessandro Manzoni 
Orgoglio e Pregiudizio – Jane Austen  
La Divina Commedia – Dante Alighieri 
Piccole Donne – Louisa M Alcott 
Lessico Familiare – Natalia Ginzburg
Comma 22 – Joseph Heller
Il Signore degli Anelli – J.R.R. Tolkien 
L’opera completa di Shakespeare  
Il Giardino dei Finzi Contini – Giorgio Bassani   
Lo Hobbit – JRR Tolkien 
Il Nome della Rosa – Umberto Eco 
Il Gattopardo – Tommasi di Lampedusa 
Il Processo – Franz Kafka
Le Affinità Elettive – Goethe
Via col Vento – Margaret Mitchell 
Il Grande Gatsby – F. Scott Fitzgerald 
Bleak House – Charles Dickens
Guerra e Pace – Leo Tolstoy
Guida Galattica per Autostoppisti – Douglas Adams
Brideshead Revisited – Evelyn Waugh
Delitto e Castigo – Fyodor Dostoyevsky 
Odissea – Omero 
Alice nel Paese delle Meraviglie – Lewis Carroll 
L’insostenibile leggerezza dell’essere – Milan Kundera 
Anna Karenina – Leo Tolstoj
David Copperfield – Charles Dickens
Le Cronache di Narnia – CS Lewis 
Emma – Jane Austen 
Cuore – Edmondo de Amicis 
La Coscienza di Zeno – Italo Svevo 
Il Cacciatore di Aquiloni – Khaled Hosseini 
Il Mandolino del Capitano Corelli – Louis De Berniere
Memorie di una Geisha – Arthur Golden 
Winnie the Pooh – AA Milne
La Fattoria degli Animali – George Orwell 
Il Codice da Vinci – Dan Brown 
Cento Anni di Solitudine – Gabriel Garcia Marquez 
Il Barone Rampante – Italo Calvino 
Gli Indifferenti – Alberto Moravia
Memorie di Adriano – Marguerite Yourcenar
I Malavoglia – Giovanni Verga 
Il Fu Mattia Pascal – Luigi Pirandello 
Il Signore delle Mosche – William Golding
Cristo si è fermato ad Eboli – Carlo Levi
Vita di Pi – Yann Martel
Il Vecchio e il Mare – Ernest Hemingway 
Don Chisciotte della Mancia – Cervantes 
I Dolori del Giovane Werther – J. W. Goethe 
Le Avventure di Pinocchio – Collodi 
L’ombra del vento – Carlos Ruiz Zafon 
Siddharta – Hermann Hesse 
Il mondo nuovo – Aldous Huxley
Lo strano caso del cane ucciso a mezzanotte – Mark Haddon 
L’Amore ai Tempi del Colera – Gabriel Garcia Marquez 
Uomini e topi – John Steinbeck
Lolita – Vladimir Nabokov
Il Commissario Maigret – George Simenon
Amabili resti – Alice Sebold 
Il Conte di Monte Cristo – Alexandre Dumas 
Sulla Strada – Jack Kerouac
La luna e i Falò – Cesare Pavese
Il Diario di Bridget Jones – Helen Fielding 
I figli della mezzanotte – Salman Rushdie
Moby Dick – Herman Melville 
Oliver Twist – Charles Dickens 
Dracula – Bram Stoker 
Tre Uomini in Barca – Jerome K. Jerome 
Notes From A Small Island – Bill Bryson
Ulisse – James Joyce
I Buddenbroock – Thomas Mann
Il buio oltre la siepe – Harper Lee 
Germinale – Emile Zola
La fiera delle vanità – William Makepeace Thackeray
Possession – AS Byatt
A Christmas Carol – Charles Dickens 
Il Ritratto di Dorian Gray – Oscar Wilde 
Il Colore Viola – Alice Walker
Quel che resta del giorno – Kazuo Ishiguro
Madame Bovary – Gustave Flaubert 
A Fine Balance – Rohinton Mistry
Charlotte’s Web – EB White
Il Rosso e il Nero – Stendhal 
Le Avventure di Sherlock Holmes – Sir Arthur Conan Doyle 
The Faraway Tree Collection – Enid Blyton
Cuore di tenebra – Joseph Conrad 
Il Piccolo Principe– Antoine De Saint-Exupery 
The Wasp Factory – Iain Banks
Niente di nuovo sul fronte occidentale – Remarque
Un Uomo – Oriana Fallaci
Il Giovane Holden – Salinger 
I Tre Moschettieri – Alexandre Dumas
Amleto– William Shakespeare 
La fabbrica di cioccolato – Roald Dahl 
I Miserabili – Victor Hugo
70... ottimo direi per una bibliofila convinta.
Non sono molti i titoli recenti perché nella lista ve ne sono realmente pochi e perché la maggior parte del tempo speso a leggere si concentra in un periodo datato 10-15 anni fa quando, vuoi per la scuola vuoi per costruirmi uno straccio di cultura. macinavo pagine su pagine (anche in lingua originale... vi consiglio Wilde a questo proposito: delizioso!) ...
A voi continuare o meno il minisondaggio e dimostrare alla BBC che non siamo una generazione di capre al pascolo.


mercoledì 16 aprile 2014

E qualcosa rimane

Rimangono i nostri risolini isterici a contorno della birra più brodosa della nostra vita
il bene che ti voglio e che mai, per nessuna ragione al mondo, neppure se ti farai odiare, potrò dimenticare - né da dov'è scaturito e quanto mi ha mosso
Rimane la voglia di saperti amato alla maniera che tu hai chiesto da una vita
quei grandi immensi abbracci come buchi neri e gli angoli della bocca arricciati a dosare masochismo
Rimane la mia Fiducia con la F piùchemaiuscola e la sensazione che le tue mani nelle mie tasche abbiano imparato ogni angolo.

martedì 18 marzo 2014

tutto bene


o quasi.
Tra pochi giorni si ricomincia la salita, forse.
O è salita o è un burrone.

E io non voglio pensarci ma mentre cerco di fare il vuoto mentale ci penso e azzanno patatine e nutella come se non ci fosse un domani. E non è un modo di dire: mi vedo senza domani - anzi senza dopodomani - se domani avrò una risposta negativa.
Mi stavo rassegnando al buio. Poi l'Amica è entrata in punta di piedi ed ha acceso la luce, un lumino eh, mica un neon sparato sugli occhi... ma quanto basta per non farmi più addormentare. E ora sono sveglia e con il cervello acceso e fitto di paure e speranze.
Mi è ancora concesso di avere speranze?
In quella clinica si gioca tutto, tutto. Non solo dalla vita in giù ma dalla vita in là.

lunedì 17 febbraio 2014

Stella Polare

Ti guardo. Anche quando non lo sai.
Ti guardo e vedo l'uomo che sei mentre ti fai prendere dallo sconforto del tempo che vola e non ti basta mai, mentre devi fronteggiare la qui presente campionessa del tempo perso. 
Sei caldo come la tua terra, accogliente rifugio dove posso annegare tutta intera abbracciandoti fin tanto che le braccia mi bastano e vorrei delle prolunghe per cingerti tutto intero come fai tu. Sei soffice e sai mimetizzare gli spigoli dove sbatterei altrimenti più spesso di quanto non faccia già, e sorridi con gli occhi come sorridevi sempre anche allora, senza quelle rughe e quegli affanni che ti scavano le orbite. Lo sai, sei bello, ora più di ieri. Ti fa bello la fatica, il sudore e gli sbuffi dell'impazienza che sento addosso nella sacca della biancheria dove dominano le tue tracce di giorni faticati e sozzi per darci un qualcosa in più... per guadagnarci un premietto ogni giorno.
Mi piace guardarti mentre dormi nel bozzolo che mi rubi, in quelle posizioni contorte che mi chiedo in quale geroglifico hai trovato. Mi piace entrare in bagno dopo che sei passato tu e scovare nella nube del tuo profumo i segni di quel passaggio che tutte le volte mi fa un po' sorridere e un po' arrabbiare, ma non ti cambio, non ci sono mai riuscita se non nei particolari che hai accettato di patteggiare.
E mi piace e mi fa arrabbiare il tuo solletico, il tuo schivare il mio. La tua forza usata per farmi rassegnare alle piccole angherie, mentre tu non ti rassegni mai. Più che ottimismo è cocciutaggine, ma ci porta comunque avanti. Siamo una coppia infertile, ma la fertilità è tutta nelle tue mani e nelle mie che fanno assieme, che si intrecciano e coordinano allenate dagli sforzi e dalla pratica.
Mi piaci... nonostante la nostra vita non sia perfetta e nonostante quello che desideriamo non ci sia mai piovuto dal cielo perché siamo maestri nell'arte del boicottaggio inconsapevole. Nonostante a noi la vita non abbia mai fatto sconti. Noi proviamo, proviamo ogni benedetto giorno e che bello poi che è guardarti e scoppiare in una risata liberatoria guardandoci sfatti e soddisfatti. Non avevo idea di come fosse la vita con te... che c'erano tante piccole fregature nel pacchetto; ma non sapevo proprio niente della vita allora. Ho deciso, ho scelto te. Ho fatto cazzate, mi sono pentita, ho cercato di scappare da te e da me stessa. Poi ho scelto ancora te e mi sono accorta che non avevo mai smesso di guardarti. Come la stella polare.
Brilla, brilla ancora. Brillami addosso, sempre.

lunedì 13 gennaio 2014

lista dell'acredine


Giorni convulsi.
Mi tornano a galla troppi spigoli delle Feste (ma quali feste?!), devo vuotare il sacco.
Io ODIO:
  1. le lungaggini burocratiche e il lento risveglio dal letargo del Natale.
  2. chi usa i social per lodarsi e sbrodarsi con i selfies ritoccatissimi stile "quanto so' figa". Vita vuota, vuota davvero, piena solo in superficie.
  3. chi ti ingozza nei giorni comandati e poi si dimentica di te quando avresti bisogno. Vedi alla voce "famiglia del Consorte".
  4. chi non capisce che sei in un tunnel di scadenze e ritmi serrati e pascola beatamente intorno intralciando il cammino.
  5. il buonismo, "è un periodo ma passerà se ci credi".
  6. chi urla sapendo di urlare per prevaricare chi non sa violentare gli altri con le parole.
  7. la nebbia delle 10 di mattina.
  8. il wireless chiuso degli hotspot comunali.
  9. i jeans con le tasche scucite che perdono pezzi di vita.
  10. le persone che si creano handicap laddove non ce ne sono per il puro gusto di pesare sulle spalle del prossimo.
Passo e chiudo, per ora.

venerdì 3 gennaio 2014

sadomasocurious

C'era una volta la Brooke, alias Giulia. Una personcina deliziosa da quanto leggo (e anche da quanto infila tra le righe di quello che scrive) che abbocca spietatamente alle mie catene. E io abbocco alle sue!
Ecco quindi, con più che sommo ritardo, la seconda puntata...

1. quel qualcosa che porti sempre con te
intenzionalmente, direi i documenti. sono così maniacale che anche per scendere la mondezza (apprezzate, vi prego, l'idioma ruspante) infilo nelle tasche/mutande/reggipuppe la carta d'identità.

2. devi scegliere un libro, uno solo, da consigliare, quale scegli?
per quanto non sia uno dei miei preferiti, quello che consiglierei a colpo sicuro è

3. quella cosa che ti riprometti sempre di fare, ma non hai ancora fatto
entrare in una palestra, portare i capelli a spazzola, tornare sui tacchi a spillo

4. il personaggio famoso che vorresti conoscere
la Lucianina

5. una città nella quale andresti a vivere
Norwich

6. l'ultima chiamata fatta e l'ultima ricevuta sul tuo cellulare
mia suocera e il mio commercialista

7. il primo, primissimo pensiero, quando scendi dal letto al mattino
miiinchia no, mi sono svegliata anche oggi troppo X (presto/tardi/stanca/acciaccata - completare la frase a piacere)... 

9. la canzone che va in loop nel tuo ipod?
I-cheeeeeeeeeeeeeee?? la sola e unica fonte di musica trasportabile della mia vita è stata il walkman!!

10. quella cosa che quando la fai pensi: "sembro mia mamma/mio padre"
sembro mia mamma quando blatero frasi acide contro Consorte che si ribella al mio perfezionismo (raro e fuoriluogo) del tipo "e se trovo ancora i calzini sporchi nel bidet te li cucino per cena!"
sembro mio padre quando, prima di aprire per la prima volta una confezione, sgombro il tavolo, alzo delicatamente le linguette e spargo tutto il contenuto sul tavolo, istruzioni alla mano, per verificare che non manchi nulla.

11. cosa stavi facendo un attimo prima di leggere questo post?
tentavo di mettere lo smalto... invano!

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Non inserirò altre 11 domande (e nemmeno 10 come ha fatto Brooke, bluffando )
Quindi buona lettura... io vado a tirar giù due moccoli contro la caldaia... e buon inizio d'anno eh, che non sono un cazzo ottimista visto com'è iniziato...