Un po' (molto po') di me

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Sono una wannabe-molte cose: giornalista, fotografa, animatrice, interprete, scrittrice, designer. O per meglio dire sono una WANTED TO, visto che ho scelto una carriera da creativa che mi ha portato al niente disoccupazionale. MA sono anche: figlia unica (e assenteista), moglie mutevole; riciclona seriale con tendenza compulsiva all'ammucchio negli angoli, amica leale, tendente alla puntualità cronica e alla lacrima+sigaretta, professionalmente impeccabile. Contraddittoria e mutevole. Cinica e creativa. Stronza, nella maggior parte dei casi.

mercoledì 9 luglio 2008

Persiane socchiuse e sigarette veloci

E' qualche giorno che ci penso. Devo scriverlo e vuotare il sacco.

E prima che qualcuna, bempensante o semplicemente scrupolosa, parta in quarta pensando le peggiori nefandezze di me, me lo dico da sola.

Sfasciafamiglie. Puttana. Facile, a dir poco. Doppiogiochista. CinicaFalsa. Opportunista. Egocentrica. Vendicativa.

Potrà bastare, credo, come intro.

Sta di fatto che quelle 6 ore passate con Lui, a ritrovarci i nostri odori addosso, a piangere&ridere&sussultare&stancarci&lenire, beh mi hanno tolto vent'anni dal groppone (il che mi porterebbe dritta in quarta elementare, ma sono semplici dettagli trascurabilissimi). Ci siamo passeggiati sulla pelle, mentre sole e pioggia si davano il cambio nell'invecchiare quegli attimi lunghi secoli, e non eravamo stanchi di unirci con le mani i piedi la faccia i denti i sessi le unghie, semmai stanchi lo siamo diventati di colpo quando ci siamo dovuti salutare per l'ennesima volta, con la voglia che arrivi prima o poi il momento di non salutarci più.

E ora guardo il letto delle nostre dolcezze infinite e mi trattengo dall'urlare a mio marito che quel letto non è più suo, che vorrei avvelenargli la sua metà e la metà di tutta questa casa-prigione. Vorrei scappare, non per forza con Lui; solamente, scappare dalle catene invisibili di un matrimonio tra coinquilini, ed essere libera di decidere con chi essere felice, o da chi farmi rovinare la vita - questione di punti di vista. Maledico quel giorno in cui mi sono sentita meno sposa e più pagliaccio, ed è così scomoda la fede nuziale che non sopporto di tenerla al dito più di qualche secondo (potrebbe averla avvelenata lui a me?!) ... cosa ci tiene ancora legati a parte il suo bisogno di una colf e le mie entrate troppo basse per viverne? La facciata di un matrimonio da favola per i più, che invece ogni giorno annaspa tra grida, indifferenza, ricatti e un sesso da puttane e puttanieri, tralaltro soddisfacente come innaffiare una pianta di plastica.

Eppure la mia vittoria su questo scenario apocalittico l'ho avuta: non mi ha inaridito. Anzi: mi da la misura di come dovrebbe essere equamente ridistribuito il mio interesse. Iniziando da chi sa strapparmi sospiri dal cuore.

... dimenticavo di aggiungere alla lista dei nomi: Stronza.

7 commenti:

  1. A me viene da pensare che manchi all'appello un ulteriore aggettivo: VIVA

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  2. giuro mi sono riletta ...mi sembra di essere io quella del tuo post... io le ho tutte le "fantastiche " qualita' elencate nessuna esclusa...e' un bordello stasituazioneTI CAPISCO (parlo seriamente)..consiglio da chi come te vi e' dentro mani e piedi...VIVI rosicchia i tuoi spazi gli attimi non perdere nemmeno un minuto fai tutto quello ke ti senti senza sensi di colpa..Lasciati vivere e vibra finche' puoi..ne hai il diritto e il dovere .Ora fai in modo ke Tu sia per te stessa la cosa piu' importante...e tutto cio' ke ti fa star bene lascialo entrare dammi retta...un bacio
    p.s io la fede non l'ho mai portata  se non i primi mesi ..forse qualche dubbio per quel gesto inconscio di ribellione doveva venirmi....

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  3. Condizioni per ottenere il divorzio
    L'art. 1 della Legge n. 898/1970 afferma che «il giudice pronuncia lo scioglimento del matrimonio [...] quando [...] accerta che la comunione spirituale e materiale tra i coniugi non può essere mantenuta o ricostituita».
    Il Tribunale prima di dichiarare lo scioglimento del vincolo matrimoniale (se si tratta di matrimonio solo civile, cioè celebrato davanti all’Ufficiale dello stato civile) o la cessazione degli effetti civili del matrimonio (se si tratta di matrimonio concordatario), dovrà accertare l’esistenza di due condizioni.

    La prima, di natura soggettiva, è costituita dalla fine:

    della comunione materiale tra i coniugi, costituita dalla stabile convivenza, da un'organizzazione domestica comune, dal reciproco aiuto personale e dalla presenza di rapporti sessuali;
    della comunione spirituale consistente nell'affetto reciproco, nell'ascolto, nell'aiuto e nel sostegno psicologico reciproci, nella comprensione e nella condivisione dei problemi, su cui si fonda l'affectio coniugalis che li lega in una vera comunanza di vita e di spirito.


    La seconda, di natura oggettiva, costituita dall'esistenza di una delle cause tassativamente previste dalla legge (art.3 Legge 898/1970):

    che sia stata omologata la separazione consensuale oppure sia stata pronunciata, con sentenza definitiva, la separazione giudiziale e siano trascorsi almeno tre anni dall'udienza presidenziale (che è la prima udienza, in ambedue i casi);
    che uno dei coniugi sia stato condannato all'ergastolo o a qualsiasi pena detentiva per reati di particolare gravità;
    che uno dei coniugi, cittadino straniero, abbia ottenuto nel suo paese l'annullamento o lo scioglimento del matrimonio ovvero abbia contratto nuovo matrimonio;
    che il matrimonio non sia stato consumato;
    che sia stato dichiarato giudizialmente il mutamento di sesso di uno dei coniugi.



    Il divorzio è ammesso sia per il matrimonio civileche per quello concordatario: in quest'ultimo caso, però, il Tribunale può pronunciare solo la cessazione degli effetti civili (non lo scioglimento), in quanto quelli religiosi possono venire meno soltanto con la dichiarazione di nullita' del sacramento del matrimonio, che può essere pronunciato solo dall'Autorità ecclesiastica.
    La dichiarazione di nullità del matrimonio religioso comporta anche la cessazione degli effetti civili, tra cui l'obbligo al pagamento degli alimenti, fatti salvi gli effetti del matrimonio putativo.
    Per la legge italiana deve trascorrere un periodo minimo di 3 anni dalla separazione prima di ottenere il divorzio.
    da wikipedia
    P.S.: Pensaci!
    P.P.S.: Alla tua lista aggiungerei anche IGNORANTE!

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  4. io aggiungerei anche troppo triste

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  5. ma quanti anni hai? 15?

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  6. A parte che, oggettivamente fa anche un po' piacere avere un team di avvocati come pubblico, perchè, chi proclama libertà di parola, chi fa lezioni sulla legge sul divorzio...  Comunque concordo con quello che dice LaNotaStonata... sei VIVA, sei a COLORI, a volte cupi, a volte sgargianti. Tu Sei.

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dimmi, dai... anche se devi insultarmi o darmi della cretina...