Un po' (molto po') di me

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Sono una wannabe-molte cose: giornalista, fotografa, animatrice, interprete, scrittrice, designer. O per meglio dire sono una WANTED TO, visto che ho scelto una carriera da creativa che mi ha portato al niente disoccupazionale. MA sono anche: figlia unica (e assenteista), moglie mutevole; riciclona seriale con tendenza compulsiva all'ammucchio negli angoli, amica leale, tendente alla puntualità cronica e alla lacrima+sigaretta, professionalmente impeccabile. Contraddittoria e mutevole. Cinica e creativa. Stronza, nella maggior parte dei casi.

mercoledì 4 febbraio 2015

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I vantaggi dell'abitare in una casa isolata dove nessuno sente e nessuno chiama l'igiene mentale: quando alle 9 di sera il tuo maritino stakanovista è ancora in ufficio e tu hai passato la giornata ad accarezzare le testoline morbide e lanuginose dei bimbi degli altri, puoi concederti il lusso di sedere in cucina e fissare un punto appena dietro il lampadario, urlando con tutta la rabbia e la debolezza che hai in corpo il nome di tua madre, chiedendole duemila cose con il pensiero e piangendo per tutto quello che non otterrai mai salvo miracoli, per le esperienze che ti vengono negate, per l'intera casa e tutto quello che contiene che vorresti ti si sfracellasse addosso e ti portasse via, lontano da questa morsa di impossibilità che non si allenta mai, e il pensiero di non potere è così forte che ti senti ancora piccola, ancora bisognosa di sedere sulle sue ginocchia e affondare la testa nei suoi maglioni che sapevano di cannella e conforto... è tutto quello che vorresti ora, e piangi e piangi ed urli cose a casaccio mentre parli con il soffitto e gli occhi gonfi non sanno vedere oltre, e ti senti inadatta a viverla, questa baraonda, senza una madre e senza qualcuno che ti chiami madre.