Un po' (molto po') di me

La mia foto
Sono una wannabe-molte cose: giornalista, fotografa, animatrice, interprete, scrittrice, designer. O per meglio dire sono una WANTED TO, visto che ho scelto una carriera da creativa che mi ha portato al niente disoccupazionale. MA sono anche: figlia unica (e assenteista), moglie mutevole; riciclona seriale con tendenza compulsiva all'ammucchio negli angoli, amica leale, tendente alla puntualità cronica e alla lacrima+sigaretta, professionalmente impeccabile. Contraddittoria e mutevole. Cinica e creativa. Stronza, nella maggior parte dei casi.

martedì 14 ottobre 2014

3 di notte di un giorno qualunque

Una settimana fa ci siamo sentiti ed eri nel panico per il mancato arrivo delle contrazioni della tua donna, ché tra due settimane scade il tempo e ancora niente e questo maschietto si farà attendere, ma forse no. E tu nel panico. Ed io ugualmente preoccupata, ed anche oberata di casini scadenze e impegni gommosi per tappare le falle di questa vita che tracima. 
Tu non hai paura che io porti via l'aria che respirate voi quattro, mi fa strano dirlo che tu non hai mai avuto paura di me, non mi hai mai cacciato, non mi hai mai evitato.
Tu hai sempre aperto le tue braccia grandi ed il tuo cuore pulsante come una cattedrale piena di preziosi ma dalle porte spalancate per me nel deserto più deserto e appannato che puoi, non hai temuto che passassi a saccheggiare la tua felicità per recuperare la mia, e sei stato forse l'unico che non ha letto in me invidia, rivalità, attaccamento morboso. Lo abbiamo sempre chiamato con il suo nome, questo amore ancestrale che partiva dalle scarpine Primigi imbrattate della stessa erba e passava alle canne che tu riempivi e io chiudevo, e che corre fin qui dentro al cavo telefonico da un modem all'altro e ci fa rubare i cinque minuti della tua pausa caffè per aprire rubinetti che non riuscivano manco a gocciolare. 
Perché non hai mai avuto riserve con me?, vorrei chiederti. Perché sei stato l'unico al mondo che non si è difeso dai miei nervi, dalle manie, che non è fuggito da quell'imprinting che nessun altro ha mai voluto. Perché continui a resistere nelle mie giornate che non conosci negli spazi e nei sapori, ma dove vuoi entrare per farmi sorridere, sorreggermi, farmi sputare i peggiori rospi mai puntati in gola, quelli che con nessuno avrei la faccia di tirar fuori ma basta un tuo ciao di là della chat e mi sembra di sentirla la voce, e gli occhi buoni che mi fanno la permanente mentre ti chini a chiedermi di non filtrarmi, non con te.
Vorrei chiederti tante cose, quella metà delle mie domande che ancora non hai anticipato tu nei nostri deliri insonni. Dove finiremo quando i chilometri tra di noi saranno ore di fuso orario, e come è possibile che si riesca a vivere bene divisi così, tu ed io, senza impazzire. Vorrei domandare a qualcuno di allenato con le statistiche e coi calcoli come si fa a quantificare questo amore immenso, come si fa a contenerlo, come si fa a spiegare che non poteva essere altrimenti. Vorrei sapere quando e come ho imparato a farmi addomesticare da te, io selvaggia nell'animo, e a lasciar andare quella voglia matta di individuare cosa volevi da me per adeguarmi di conseguenza, per una volta senza essere schiava di quel gioco inutile delle aspettative. Non mi sono mai aspettata nulla da te ed è arrivato tutto un mondo, non mi sono mai sentita sotto pressione, mai inadeguata, mai di troppo nella tua vita. Vorrei capire, vorrei spiegarmelo. Non mi sono ancora abituata a quant'è bello, e strano, e esaltante sapere TE qui.



E mentre mi schianto il cuore nella tua stessa attesa e rimango zittina e buonina ad aspettare quello che aspetti tu e a fare tutti gli scongiuri a memoria come te come una vecchia poesia imparata da piccoli, aggiorno facebook.
E tu hai appena messo la nostra "canzone della paranoia". Quella dei quindici, sedici, diciassette, diciotto anni e tutto il resto a venire, quella dell'angoscia esistenziale, dell'attesa fremente, della voglia scalpitante del nostro abbraccio a distanza.

Ciao Fratellone. Anche stanotte non dormiamo, anche stanotte ci abbracciamo nei pensieri, ci guardiamo dritto negli occhi, e so come stai, e sai come sto. Senza una parola.

18 commenti:

  1. "Anche stanotte non dormiamo, anche stanotte ci abbracciamo nei pensieri, ci guardiamo dritto negli occhi, e so come stai, e sai come sto. Senza una parola."
    Amica carissima. Quante possono dire di aver vissuto un amore -perchè è amore- cosi?
    E la potenza delle tue parole arriva al cuore e l'abbraccio non è più solo nei pensieri, io credo e forse lo so, che nel freddo della sua angoscia lui ha sentito un soffio caldo e tu sei arrivata fino a li.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. anche lo lo credo e spero, certe notti non vogliono mai finire...

      Elimina
  2. Sei fortunata ad avere un amore così nella tua vita, credimi.
    Ti abbraccio

    RispondiElimina
  3. Conosco l'amore fraterno, non quello di sangue ma quello di cuore. Ed è bellissimo. :)

    RispondiElimina
    Risposte
    1. esiste altro amore che non sia di cuore?

      Elimina
  4. Non mi ricordo se te l'ho già già scritto, in caso perdonami. Ce l'avevo anche io e poi puff.. come nella più banale delle storie, a poche settimane dalla mia convivenza "non se la sentiva più"...e il resto è inutile che te lo scriva credo.
    Mi manca. me ne sono accorta adesso leggendo il tuo post, mi fa male lì in fondo allo stomaco, lì dietro.
    Hai una fortuna, tienitela stretta.

    Un abbraccio cara

    RispondiElimina
    Risposte
    1. immagino l'amarezza, lo sconforto, le aspettative deluse. perché "non sentirsela" suona come uno schiaffo all'amore che si è provato.
      converti questa mancanza in ricchezza e forza, Micol. ti abbraccio

      Elimina
  5. Cioè, volevo dire, che bello sarebbe stato avere un fratello.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. a volte la natura non ci da dei fratelli, ma ce li regala la vita!

      Elimina
  6. Un amore così è cosa assai rara. Trascende lo spazio ed il tempo. La cosa più bella è che so essere possibile.

    RispondiElimina
  7. è possibile sì, ed è una fortuna incalcolabile.

    RispondiElimina
  8. ho una sorella, ed è splendido avere la fortuna di viverla.
    un fratello, quando ero una ragazzina, mi sarebbe molto piaciuto.
    poi ne ho trovato uno, e poi un secondo, e mi hanno cambiato la vita... con il loro essere ed il loro esistere!

    RispondiElimina
    Risposte
    1. tu e tua sorella siete davvero uniche!
      io avrei tanto voluto, fratello o sorella non importava... ma nulla. ci ha pensato la vita :) hai ragione, la loro presenza migliora e arricchisce ogni nostro attimo.

      Elimina
  9. Persone così sono pietre preziose... Ma rapporti che legano così stretto e in nodi tanto resistenti non sono mai merito di un lato solo
    ;) ti bacio!

    RispondiElimina
    Risposte
    1. eppure io mi sento graziata. non riesco a rintracciare nulla che me lo abbia fatto meritare, a parte volergli un bene sovraumano.

      Elimina
  10. Che belle parole, mi piace il tuo modo di scrivere..se hai voglia passa da me ^^
    A presto.. Dream Teller ^^

    RispondiElimina

dimmi, dai... anche se devi insultarmi o darmi della cretina...