Un po' (molto po') di me

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Sono una wannabe-molte cose: giornalista, fotografa, animatrice, interprete, scrittrice, designer. O per meglio dire sono una WANTED TO, visto che ho scelto una carriera da creativa che mi ha portato al niente disoccupazionale. MA sono anche: figlia unica (e assenteista), moglie mutevole; riciclona seriale con tendenza compulsiva all'ammucchio negli angoli, amica leale, tendente alla puntualità cronica e alla lacrima+sigaretta, professionalmente impeccabile. Contraddittoria e mutevole. Cinica e creativa. Stronza, nella maggior parte dei casi.

lunedì 15 settembre 2014

Amori corrosivi

Un cellulare in mano, di quelli moderni, e dal collo in giù sotto le coperte. Cazzeggio del pre-dormita campale. Un link, delle foto. Bimbi e bimbe con i loro papà.
Piangere come una bambina, posso? Il viso di mio padre sovrapposto a quelli sconosciuti delle foto. Quella consapevolezza infida, strisciante, sbieca e fredda come una biscia che si infila dall'orlo del pigiama e fa contrarre i muscoli in piccoli spasmi. Lacrime di questa figlia che non si capacita di non saperlo essere, di non sapersi prendere cura nel modo giusto di questo padre anziano, solo, rustico e monello, che per ogni passo che s'avvicina ne fa due in direzione opposta, per non pesare, per non intralciare, chiedendo di rimanere nello sfondo come una carta da parati polverosa.
Mio padre che prende polvere come non avrei mai pensato si potesse invecchiare, solo e sociopatico, lucidità persa, fiato perso, salute persa e il futuro è soltanto un peso, una bolletta con scadenza vaga che angoscia ogni risveglio. 
Com'è pensare al futuro sperando solo che si affretti a smettere di tediarti, babbo? Com'è guardare da lontano fin qui, le mie battaglie, i miei scazzi, le mie interminabili saghe di sfighe e di divertenti intermezzi senza di te, nascondendo tra una parola e un'altra quanto vorrei vederti tutti i giorni per non accorgermi ogni volta quanto peggio stai. Com'è guardare me e ricordarti di avermi preso in braccio quando ero poco più grande di un maialino da latte, risentire la risata cristallina di un mostriciattolo che ti correva incontro per le scale, il peso dolce dei piedini sulle tue spalle, e poi guardare questi piedi lunghi come i tuoi, i tuoi maglioni addosso a me, i miei tacchi che ti fanno diventare un nano. Com'è sapermi infelice e fare finta di non saperlo, non dirmelo, dirlo soltanto agli altri mentre con me fischietti via e magari pensi che sia umiliante per me ammetterlo. 
Per me è umiliante ammetterlo, caricarti del peso di questa insoddisfazione e vederti logorare nella consapevolezza che non puoi farci nulla. Questo è terribile: darti un dolore in più. Te ne sei già procurati troppi per farmi felice, per viziarmi quando ero una bambina, per farmi ottenere qualcosa che nella tua testa era sicuramente meglio del raccolto che mi vedi mietere ora. Ma non è colpa tua, non puoi farci nulla. E' questo che ti corrode e che corrode anche me. 

24 commenti:

  1. Un cuore grande, immenso e rosso per te.

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  2. Vedere i propri genitori che invecchiano è straziante... così indifesi, così consapevoli, così diversi dall'immagine che ne avevamo da bambini...

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    1. e a volte così testardi peggio di come li vedevamo da bambini.

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  3. ti leggo e non riesco a scriverti niente che sia all'altezza...
    ti posso abbracciare? forte?

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    1. di tuoi abbracci non mi stufo mai, dolcezza.

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  4. Come non comprenderti?
    Un abbraccio.

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    1. tutti noi abbiamo un qualcosa che somiglia a questo, in casa o vicino al nostro cuore.

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  5. Ti capisco benissimo, purtroppo.
    Un bacione :*

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  6. Quanto può essere infima la vita...

    Ti abbraccio forte.

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    1. "stronza" forse rende meglio.
      bacio bella citta!

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  7. Un abbraccione anche da parte mia. Sono passaggi duri da gestire...

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    1. ho paura di vedere dove porterà questo passaggio.
      abbraccio anche a te.

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  8. Mi pare di vederlo tuo padre.
    Un abbraccio a te che sei così bella e profonda, e lui di sicuro lo sa, un abbraccio a lui sperando che possa provare la gioia di vederti realizzata.

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    1. penso che lui lo intuisca soltanto quanto mi fa star male questa situazione. penso che lui mi veda più corazzata di quanto io sia realmente, ma forse è un bene.
      ti stringo forte forte, piccola.

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    1. non so quanto lui sappia e quanto immagini, Paola, e parlare chiaro farebbe ancora più male.

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  10. Un sorriso per l'inizio di autunno.
    ^__^

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  11. un genitore ti ama a prescindere.

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dimmi, dai... anche se devi insultarmi o darmi della cretina...