Un po' (molto po') di me

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Sono una wannabe-molte cose: giornalista, fotografa, animatrice, interprete, scrittrice, designer. O per meglio dire sono una WANTED TO, visto che ho scelto una carriera da creativa che mi ha portato al niente disoccupazionale. MA sono anche: figlia unica (e assenteista), moglie mutevole; riciclona seriale con tendenza compulsiva all'ammucchio negli angoli, amica leale, tendente alla puntualità cronica e alla lacrima+sigaretta, professionalmente impeccabile. Contraddittoria e mutevole. Cinica e creativa. Stronza, nella maggior parte dei casi.

martedì 24 giugno 2008

Capitolo chiuso (!/?)

E così siamo giunti sul ring.

FATTO:


Dopo una sua intro da "sono cascato dal pero", ha ammesso che non sopporta più le mie assenze e mi ha accusato di averlo costretto ad una relazione clandestina alla sua giovane età, ed ora giustamente reclama la sua parte di felicità.
L'ho detto io, perchè Lui non ne ha le palle, che la sua è una cotta bell'e buona: è inutile fare lA struzzA. Gli ho detto che credevo che due persone che stanno assieme lottano assieme verso la stessa meta, non che mettono la freccia e svoltano pensando che questo non porti conseguenze. Si mettesse nei miei panni, non tollererebbe il gioco sporco. Lui mi informa che per quanto ne sa anche io potrei pensare a qualcun'altro, e lì mi incazzo e gli chiedo di non cercare scuse. 
Lui mi chiede di sputare fuori tutto il veleno, io mi mostro comprensiva perchè la mia non è un'accusa contro di Lui, ma solamente la constatazione che nella sua vita sono di troppo. Lui dice che sto facendo tutto io, io replico che io sono quella che non ha fatto e non è in potere di fare nulla, ma è Lui che ha preso iniziative (mentali, cardiache, ecc.) in cui io non sono più inclusa. Semplicemente, non posso fare finta di non vedere, non sentire, non leggere. L'ho salutato e lui ha protestato che non mi sarei fatta viva.


POSTUMI:

Emicrania tutto il giorno, sigarette a manetta, uno svenimento in pieno centro, zero fame, zero sonno, un cuscino zuppo di lacrime. Perchè, nonostante me la sia cercata alla grande, non riesco ad accettare che non avrò più le sue coccole, i sui buongiorno e buonanotte, la sua complicità. Mi sto privando di una spina nel fianco, ma anche del mio amante migliore. Non sentirò più le sue lamentele puerili, e nemmeno le frasi dolcissime sussurrate ad occhi chiusi.


Vigliacca. Volevo mangiarmelo. E invece sono stata calma, razionale, incredibilmente comprensiva. Non l'ho lasciato e basta: l'ho lasciato libero di trovare la felicità con un'altra. E nel frattempo son più di 24 ore che penso al messaggio da mandargli, alla mail da scrivergli, ascolto le canzoni che fanno male, anche la "nostra", e il trucco cola sulla faccia da panda che mi ritrovo. (E di tutto questo il poco-gentil-consorte non si è accorto affatto...)



C'ho il cuore che piglia a schiaffi il cervello, insomma.
Quanto brucia...

4 commenti:

  1. Commento di un senza palle con le persone di cui non gliene importa nulla, e che invece di palle ne potrebbe dare a nolo con le persone a cui tiene: Bastardooooo! Fase assurda, quella del ripercorrere i luoghi, fisici e telematici, dove sei stata con lui... Odio le persone che hanno un così grande potere su di me. Sono le persone che mi costringono a lasciare la porta aperta per loro, anche se non ne ho voglia.

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  2. Esattamente. Sento di non aver chiuso bene la porta, anzi di non avrla voluta chiudere. Quattro giorni fa ero convinta di volerlo fare e di buttare la chiave, ed ora... no.

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  3. la porta non e' ancora il momento di chiuderla ..tutti gli sforzi per chiuderla ora e di forza ..non servono a nulla si spalanca di nuovo...ne so' qualcosa..ma sti MARITI CAZZUTI... non e' ke non si accorgono fingono di non vedere conviene di piu....

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  4. Da quella porta ora tira una grande aria... una tempesta direi, una tempesta salvifica....

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dimmi, dai... anche se devi insultarmi o darmi della cretina...