Un po' (molto po') di me

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Sono una wannabe-molte cose: giornalista, fotografa, animatrice, interprete, scrittrice, designer. O per meglio dire sono una WANTED TO, visto che ho scelto una carriera da creativa che mi ha portato al niente disoccupazionale. MA sono anche: figlia unica (e assenteista), moglie mutevole; riciclona seriale con tendenza compulsiva all'ammucchio negli angoli, amica leale, tendente alla puntualità cronica e alla lacrima+sigaretta, professionalmente impeccabile. Contraddittoria e mutevole. Cinica e creativa. Stronza, nella maggior parte dei casi.

venerdì 2 gennaio 2009

Vecchiume

E' un pianto che mi tengo dentro dal pomeriggio del 31, un pianto per qualcosa di semischifoso che finisce e di un qualcosa che si presume lo segua a ruota. Ora è scoppiato.

E' che a Natale si è tutti più buoni, ma fingere per 48 ore un grande affetto ed una grande stima verso persone che ti hanno fatto ingioiare veleno non mi sta bene. Ed io come al solito non ho le palle per sganciare la bomba e poi fischiettare via. Allora fingo e taccio, che è il modo più semplice che conosco di chetare polemiche e litigi. Sì, però, che schifo. E dovrei volerle bene come ad una madre?

E' che tuo marito ti fa intendere di volerti coccolare un po' e tu ci provi, nelle sue mani, a diventare di nuovo creta molle, ma l'impasto si disfa, ti senti altrove e non c'è modo di tornare lì dove hai lasciato la tua carne. Non ti coinvolgi, il tuo istinto non viene interpellato, e torni a sentirti una puttana.

E' che non si può alzare il calice, sparare i botti, zompettare come un'ochetta giuliva se per augurare buon anno a tua mamma devi guardare il cielo e sforzarti di bucare i margini di questo mondo, e vorresti avere un numero, anche dall'altra parte del globo, da chiamare per poter sentire la sua voce, ma quel numero non esiste. E allora ti fai prendere la tosse con tuo padre per non dovergli spiegare che ti viene il groppo in gola a non festeggiare più con loro due.

E' che tutti erano troppo lontani, indisturbabili, presi dalle novità, dai cambiamenti, dalle visite per potergli chiedere di ritagliare 10 minuti di immersione nel tuo piatto e immutevole mondo. Non hai niente di nuovo da dire, non hai niente di bello da annunciare. Hai la noia di questa vecchiaia mentale che incombe e che ti fa paura per la rassegnazione che porta con sé.

E' che sentire i bilanci di fine anno e gli interrogatori da parte delle solite pepie ti divertono, riesci a sviare, a svolgere di fronte a loro un bel gomitolo di nulla. Sì, però, le palle di urlargli in faccia che non te ne frega nulla della loro telefonata proforma, dove sono? E allora smangiucchi le briciole che sanno di soddisfazione, le hai prese ancora una volta in giro, e forse l'anno prossimo non ti chiameranno più.


Quest'anno ne farai 30, bella mia.
E' già una buona scusa per guardarti allo specchio e cercare dove stai cedendo.

8 commenti:

  1. 30 anche per me.ti abbraccio forte forte

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  2.  sicura di aver preso in giro loro?
     

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  3. anche io come ario mi chiedo se non stai prenndendo in giro te stessa. ma te lo dice una che con se stessa, forse, lo fa continuamente.

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  4. Quelle pepie, le prendo in giro come voglio, senza dubbio: da un lato mi diverto anche, a tenerle un'ora in una conversazione in cui loro ficcanasano e io svio con garbo. E alla fine credono di aver sentito tutto quel che 'era da sapere su di me.
    Quanto al resto... l'ho detto all'inizio, no? "fingo e taccio, che è il modo più semplice"

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  5. Quante attrici da Oscar in ogni casa! Non te la prendere...trenta sono pochi per cominciare a parlare di vecchiaia! Questo sarà l'anno buono per accumulare annunci e notizie da divulgare con gioia, ne sono certa. Dovrai imparare un'altra parte per il prossimo Natale!!!

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  6. hey cara trent'anni sono troppo pochi per lasciarti andare...la vita ti ha riservato brutte sorprese ma non devi mollare...reagisci!!!

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  7. 30 pure io...porca paletta, ma il tempo x smettere di fingere arriverà...

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  8. anch'io 30. anch'io in una fase semi amara. Non ci lasciamo vincere però dal brutto della vita, che di bello, stiamone certe, ce n'è anche per noi.

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dimmi, dai... anche se devi insultarmi o darmi della cretina...