Un po' (molto po') di me

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Sono una wannabe-molte cose: giornalista, fotografa, animatrice, interprete, scrittrice, designer. O per meglio dire sono una WANTED TO, visto che ho scelto una carriera da creativa che mi ha portato al niente disoccupazionale. MA sono anche: figlia unica (e assenteista), moglie mutevole; riciclona seriale con tendenza compulsiva all'ammucchio negli angoli, amica leale, tendente alla puntualità cronica e alla lacrima+sigaretta, professionalmente impeccabile. Contraddittoria e mutevole. Cinica e creativa. Stronza, nella maggior parte dei casi.

lunedì 29 ottobre 2012

Innamorata fradicia

Ti ho vista sudare lacrime da ogni poro, stretta abbracciata a te stessa come un mocio appena strizzato. Innamorata fradicia nonostante tutto. E c'entra lui, il tuo amico di una vita, il mio amico, il confessore, quello che mi getta sempre il salvagente mentre galleggio a malapena nei miei macelli. L'angelo di un sacco di persone. Quello che lo guardo e sorrido, e mi sale la voglia di cantare, e penso che se avessi la possibilità di volere un figlio vorrei che fosse lui. Che se avessi una figlia femmina gliela regalerei. Che non riesco a non adorare. Sensibile, puro, un dono del cielo per chi riesce a far incrociare la vita con la sua. E tu lo sai quanto me quanto vale, lo abbiamo scoperto assieme quel tesoro benedetto. Solo che tu te ne sei innamorata, e hai faticato, smontando i mattoni di una vita che sfracellava; ti sei fatta bella dentro nell'attesa, ti sei resa pronta a ricominciare, meritevole di lui: sei diventata la donna che hai sempre voluto essere. E poi gliel'hai presentata come se lui non la conoscesse già, sotto quel mucchio di cenci con cui una volta coprivi le tue ali.

Ma ieri il mocio con gli occhi da panda mi ha girato lo specchio di quegli occhi verdi in cui ci siamo riflesse così spesso. Non ti vuole, non ti vorrà mai. Ti ama di quell'amore di testa, di ossa, di cuore che sembra che gli venga così spontaneo, e sembra anche di leggere tra le righe che non ce ne potrà essere uno più intenso, ma c'è eccome e tu lo vuoi, quell'amore della carne, lo vuoi chiudere quel cerchio e poi scopri che è un quadrato e corri via e maledici tutto il cielo in una volta sola, perchè lui è gay. E nessuno lo ha mai saputo, ma a te la deve, questa sferzata di verità, ti deve quel suo cuore adesso aperto e gonfio che ti pesa addosso al diaframma, ti toglie il fiato ma non si lascia afferrare. 

E cosa devo dirti io? Che lui non ti vuole ma non per questo non ti vuole bene, non ti stima? Non attacca, è un contentino. Che se davvero lo ami devi riuscire a volere il suo bene, anche se il suo bene non sei tu. Ma non ti basta, non ti basta essere importante, tu vuoi una vita a due con lui, non riesci a capacitarti che un giorno sarai gelosa di un uomo che farà con lui tutti i percorsi che volevi fare tu. E piango anche io sale liquido, per le tue lacrime e per le sue, infinite volte che ha pianto con me e non sapevo perchè. E perchè nel mio cervellino di pollo ho sempre desiderato una Donna con la D maiuscola accanto ad un uomo così stupendo, senza sapere che stavo volendo la cosa sbagliata, che l'ho sempre visto nei panni sbagliati, che non l'ho mai capito per bene e chissà quante volte l'ho ferito. E chissà quante volte l'ha ferito la vita stessa con i suoi schemi asfittici.
Cosa ti devo dire, che in fondo non ti sta facendo del male apposta? Che te ne avrebbe fatto di meno se avesse potuto prevedere quanto diverso era il tuo bene dal suo? Tanto poi non riesci ad odiarlo e non riesci a cambiarlo e neppure puoi, dannazione a noi e a tutte queste frittelle mentali da etero che non ammettono eccezioni personali. Che devi stargli lontano? Ma come puoi? E non ti ha deluso, no, non puoi dirlo: non l'ha voluto lui, non l'ha scelto; il suo cuore non se n'è mai andato da qualcosa, ma ha seguito la sua strada e basta *. E tu ti senti alla deriva perchè hai vinto la competizione con tutte le altre femmine ma sei comunque fuori dai giochi. Non ti basta essere quella che sei per lui, finchè non sei il suo tutto.
Io lo so quant'è difficile sentirsi rifiutate, non all'altezza, o forse così troppo all'altezza da aver passato il range di scelta, come quando al gioco dell'oca ti mancano tre caselle e fai quattro ai dadi. Troppo o troppo poco, non sei tu che gli circoli nelle vene, punto. Ma deve essere terribile essere sbagliate in partenza. Deve suonare come una menomazione, e non ti so dare spalle abbastanza grosse o parole azzeccate, sono solo buona a dire 'non lo so' e rimbalzare su questo mio materasso di ignoranza. Ché nel mondo dei maggiorenni&vaccinati a me non frega niente di chi si diverte con chi, di come vengono usati i corpi altrui e nemmeno i cuori, i cuori non sono etero e gay, fanculo. Adotto i cuori io, ci faccio l'amore in mille modi con le teste degli altri, quello che c'è dentro le mutande non è affare mio. E se qualcuno mi si piazza dentro non sto a censirlo nelle mutande, ma spero solo che trovi la felicità che merita, che sia almeno quanto ne dà a me la sua presenza. E anche tu sei così.

Però non sono io quella innamorata fradicia sotto una pioggia di impossibilità. E stai diventando piccola piccola, quasi invisibile, assorbita dal rumore che ti porta via a fare finta che non sia successo nulla.

ti ricordi? è come quando mi prendevi in giro perchè seguivo fedelmente la Juve in B nonostante tutto il merdone in cui stava sguazzando. Ma la Juve è la Juve, ci sono nata così. (ehi, lo so che non è la stessa cosa e che vuoi ammazzarmi, lo so che tra amore e tifo c'è una dozzina di galassie. Non sono così cretina da dire seriamente, volevo solo cambiare registro e l'ho fatto male, malissimo)

2 commenti:

  1. Un post che aleggia a metà tra una poesia e un libro di Baricco. Bello

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dimmi, dai... anche se devi insultarmi o darmi della cretina...