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Un po' (molto po') di me

La mia foto
Sono una wannabe-molte cose: giornalista, fotografa, animatrice, interprete, scrittrice, designer. O per meglio dire sono una WANTED TO, visto che ho scelto una carriera da creativa che mi ha portato al niente disoccupazionale. MA sono anche: figlia unica (e assenteista), moglie mutevole; riciclona seriale con tendenza compulsiva all'ammucchio negli angoli, amica leale, tendente alla puntualità cronica e alla lacrima+sigaretta, professionalmente impeccabile. Contraddittoria e mutevole. Cinica e creativa. Stronza, nella maggior parte dei casi.

sabato 20 settembre 2008

Buon Weekend

Io tirerò insonne dritto fino a domani sera e dovranno raccogliermi con il cucchiaino. Sono al 5° caffè e ho in circolo una quantità di caffeina che mi terrebbe sveglia per 24 ore buone (si vede da come scrivo, eh?!) . Ma in tutto ciò occorre puntualizzare che non ho ancora iniziato.

Eh no. Il mio weekend inizia alle 19. Sono le 16 e ho già le palle girate. Vorrei essere altrove, spegnere i cellulari, sdraiarmi a leggere un libro mentre osservo dei bambini gattonare su di un prato. O, in alternativa, chiamare un'amica, sederci sul divano a guardare i film che ci hanno fatto sognare al liceo, ordinare cibo cinese e tremare di freddo fumando sul balcone.

Ora doccia, capelli e una mano di stuccomagico (n.d.N.: trucco pesante che invecchia) e poi via, mi tuffo nell'armadio e chissà con cosa verrò fuori - per quanto me ne frega, sinceramente, potrei anche vestirmi al buio.


Ah, piccola nota. 

Ieri shopping; bottino: una baguettina rosso fuoco di vernice e ballerine coordinate; gonna di jeans effetto grunge lunga fino ai piedi, skinny di denim scuri con borchiette, panta-palazzo di jeans leggerissimo con risvolto a quadretti vichy azzurri, lupetto un cotone a costine verde acido con maniche a palloncino in lana crochet. Mi sento un'altra se mi penso lì dentro.



(ah, ma Lui? Ve lo chiederete. Lui mi sta ossessionando, effetto vinavil. Non glielo dico, perchè aspetto la scintilla per accendere la miccia. Però lo cago di meno, e non mi sento in colpa, affatto. Questione di sopravvivenza.)

martedì 16 settembre 2008

Lista e listoni


Cambiare la lampadina della lampada in carta di riso. Quasi che ci sono, la spolvererei anche dentro.
Riordinare le fatture, ordine cronologico magari; se le porto al SantissimoComm un'altra volta in ordine alfabetico mi cancella dall'elenco clienti.
Telefonare a R. che cerca lavoro, perchè nell'agenda ho 4-5 numeri che le saranno utili.
Togliere il puzzle incompleto da sotto il divano prima che mia suocera storca il naso.
Riempire la ciotolina dei cioccolatini. Con dei cioccolatini, ovviamnte. Sperando non sciolgano più oramai.
Piazzare un cartello tipo giardini pubblici (o in alternativa pratica tagliola da volpe) sull'asse del parquet che s'incassa e scatta, perchè lo sport preferito del consorte pare essere passare sul suddetto listone alle 6 di ogni mattina, svegliandomi con la sensazione che siano entrati i ladri.
Dare alla prozia l'ennesimo non-aggiornamento sul quesito esistenziale: quando rimarrò incinta? (l'utero è mio, per la precisione)
Buttare lo smalto secco nei flaconi e ricomperare altre lunette da french.
Portare in lavanderia il copri-divano. Dichiarare al consorte che se gli si appiccicano le chiappe pazienza, l'ha voluto lui in pelle.
Spedire una bella pianta a F. che ha appena avuto una femmina E un maschietto, e anche alla mamma di F. che è svenuta; offrire una spalla s sua sorella T. che cerca da 7 anni un figlio, ridere con P. che per empatia si è offerto di fare da babysitter ma ad uno solo dei due nanetti, alternativamente. Un mazzolino per C. che ha finito la tesi in 5 mesi e un bel "vaff" al suo moroso che non assisterà alla laurea perchè sarà in barca col papi.
Smontare le pareti del box doccia, pulirle, rimetterle. Fumare un pacchetto tra una fase e l'altra chiedendosi perchè tocca sempre a me.
Chiamare il tipografo e fargli saltare i timpani perchè aspetto da 6 mesi gli estremi del suo cc. Per pagarlo, eh...
Informare il dietologo che non sono dimagrita. Informare mio papà che ho ripreso a fumare in segreto. E non sarà più un segreto, ma forse ricordandosi che sono bell'e adulta non mi rimprovererà come se avessi 15 anni.


Annunciare al mondo che sono stanca, stufa, smemorata e che nonostante questo sulle dita di una mano sto reggendo una casa, una famiglia, un gruppo di amiche, un'azienda e anche il mio smisurato ma leggerissimo ego.

venerdì 12 settembre 2008

Punti di vista e di cecità

Vado dalla parrucchiera oggi, ma in 3 minuti vi racconto quello che m'è appena capitato!

Me le ha fatte di nuovo girare, Lui, l'uomo-che-non-dovrebbe-stare-nei-miei-pensieri-ma-c'è.


Chiacchierata sulle serate passate, ovviamente vissute in modi diametralmente opposti. Lui in sala giochi, io seguendo seminari online e lavorando. Eccezione: ieri sera ristorantino indo-thai con le amiche. 
Peccato che lui odi la cucina etnica senza averla MAI assaggiata.
(Riprova: il pollo al curry, fatto da me e spacciato per ricetta di mia zia, l'ha spolverato dal piatto)


Chiedo se, in futuro, potrà provare a togliersi questa fissa e tentare di assaggiare qualcosa di etnico. Risposta... i fulmini di Zeus erano carezze a confronto. Un'invettiva contro me, i miei gusti strani, la mia necessità di "fargli il lavaggio del cervello" (ipse dixit), il mio bisogno di spendere 30 euro per mangiare fuori.

Stellino mio, io durante il giorno lavoro. Non come te che da un anno hai mollato l'università perchè ti ho consigliato di non rimanere parcheggiato lì a vita, ed ora ti fai mantenere spudoratamente dai tuoi. E visto e considerato che tutto il giorno sono seduta ad una scrivania, che ho a che fare con bollette + commercialisti + tasse + clienti smaronati + concorrenza (ecc ecc) quando esco a cena voglio concedermi uno sfizio diverso dal solito MacDonald. Tu esci tutte le sacrosante sere che il Signore manda in terra, esci di mattina, esci nel tardo pomeriggio, il resto del tempo cazzeggi e non ti cerchi neppure un lavoro. La tua a 24 anni è la vita di un bimbetto di 14, anzi anche peggio: non hai la scuola e i compiti. La mia è *un tantino* differente. E se permetti, è lecito chiederti di provare, per una volta, a toglieti i paraocchi per scoprire qualcosa di nuovo. Non te l'ho imposto, ho fatto una propostina.

... e mentre glielo stavo spiegando via chat, eccolo che sbotta: "grazie, mi hai anche sconcentrato mentre giocavo a poker online e ho perso".

Come 
Volevasi 
Dimostrare

giovedì 11 settembre 2008

PORCAPALETTA!! (sintassi moooooooolto optional)

Ragazze/i... GRAZIEEEEEEE!


Il blog ha superato le 1000 visite in pocopiù di 3 mesi di vita...


anche se non era un traguardo che mi ero posta, anzi, non mi pongo mai traguardi, men che mai qui, però... URCA!!


Cioè, MILLE. Mille sguardi che hanno sbirciato nella mia vita, nelle avventure e disavventure di questa piccola me. MILLE passaggi in punta di piedi tra i miei pensieri. MILLE sorrisi, MILLE abbracci, MILLE pacche sulla spalla. Sbalorditivo. Sbalorditive anche le persone che ho conosciuto qui


(azz, sembra un discorso da campagna elettorale - smetto prima di sentirmi un'HillaryClinton dei poveri)


Mi resta solo da ripetere: GRAZIE. Di Cuore.

sabato 6 settembre 2008

Smemorandum (della pubblicità niente affatto occulta e della malinconia)

Il post che avevo preventivato una settimana fa s'è andato a far benedire, non ho più l'ispirazione mannaggia a me


Però stamattina m'è successa una cosa buffissima.

Ero dal cartolaio a fare una scorta provvidenziale di buste con finestra, bloc notes, correttore a nastro (ché l'ultimo ordine dal grossista è straordinariamente finito con tre mesi d'anticipo, chiaro sintomo della mia cancelleriofagia acuta)

Fatto sta che mentre la vecchina cercava la penna Replay per il nipote che vuole cancellare le note dal quaderno, eccola lì. L'oggetto del desiderio, appagato, per 7 lunghissimi anni.


La SMEMO. Quella 16 mesi, versione piccinachepiùpiccinanonsipuò (addirittura più piccola di quanto la ricordassi, ipotesi confermata dal cartolaio: l'hanno rimpicciolita ancora). E sotto, impilate elegantemente, le 16 mesi grandi, formato ciscrivodituttoedipiù. 
MITICA agenda, ma agenda è un termine riduttivo: lì avevo la mia vita, per intero, nessuna censura, nessun filtro, così semplicemente io e lei, e una barriera fisica e psicologica rispetto agli ospiti indesiderati. Fisica: sì, l'avevo chiusa con catenaccio e lucchetto per portarla a scuola per timore che qualcuno sbirciasse. E solo agli amici fidati la prestavo, non solo una mezzora durante le interrogazioni, ma anche per dei weekend interi, o addirittura prima che iniziasse la scuola (sì, perchè la compravo appena usciva) la facevo girare tra i miei amici di vacanze, amorazzi compresi. E riprendendola tra le mani, che emozione spulciare pagina per pagina, leggere le dediche, i disegni, gli auguri sui giorni dei compleanni importanti. Sì, chè fungeva da collante sociale. In classe chi non aveva la smemo con le dediche e le firme di almeno "quelli che contano" - n.d.N.: il 50% di questi era di quinto, ovviamente - era un perdente, uno sfigato, un'"ameba" come usavamo dire.


E poi nelle domeniche le foto dei cantanti, degli attori, degli amici, le canzoni, i ritagli di giornale...c'era davvero di tutto, perfino fiori secchi e ombretti sbriciolati: era il surrogato della mia camera, che volevo mi rispecchiasse e che invece un'ostinata e - ora lo capisco - sensata mamma mi costringeva a tenere in maniera sufficientemente presentabile. Era il mio caos, le mie insicurezze, le mie passioni.

Un amore iniziato in prima liceo, un liceo dove non conoscevo anima viva ma in cui sfidavo me stessa, timida impacciata e già fuori di testa. Mi ha accompagnato crescendo, tanto che me la sono portata fino al terzo anno di università, piena zeppa di fogli volanti con appunti, date di appelli, numeri di prof, nomi e codici dei libri delle biblioteche, flyer dei locali.

Ed ora? Ora muoio di invidia e malinconia, vorrei tornare al liceo e comperarla di nuovo, toccarla ancora vergine e poi iniziare ad imbrattarla con la mia brutta scrittura maschile, addobbarla ed acconciarla ancora per altri 9 mesi di avventura.

Beata adolescenza.

sabato 30 agosto 2008

Post-it al volo.


Buon weekend a tutti/e, intanto. 
Io sono in partenza per un w-e in famiglia; non vorrei fare la Cassandra ma so già che sarà uno shakeramento di palle immenso. ... bonjour finesse... che ci posso fare, parlo così.


Intanto vi dico che quando sarò di ritorno avrò qualcosa da scrivere, qualcosa su cui ho rimuginato per qualche giorno ma che non ho ancora messo giù nero su bianco (anzi: font su notepad) visto che odio sosprendere la scrittura e doversi poi tornare su. A pensarci bene è una delle poche cose che non so fare se non di getto. Che poi so che rileggere, limare, disassemblare e rimontare tutto, con raziocinio e ars retorica, è il miglior modo per rendere uno scritto universalmente apprezzato, ma non ho velleità da novella Hugo e ho limato incastrato e ponderato fin troppi scritti altrui, per lavoro, finora, e di fare la vivisezione ai miei mi è passa la voglia da millenni.

Vabbè, sto divagando, volevo essere breve...

 Lo sarò.
Ci rivediamo lunedì e speriamo che non mi succeda qualche disavventura tipica dei weekend.



(no, giuro, stavolta il menisco* lo lascio a casa per precauzione)


*leggasi post del 16/08

domenica 24 agosto 2008

Nervi, frustrazione & affini


Fanculo.

Il poco gentil consorte, accaldato e pingue, spalanca la finestra nel bel mezzo d'una tormenta di foglie. Grazie, ora sì che posso dirmi soddisfatta d'aver tirato a lucido la casa ieri pomeriggio. Ed io a salmodiare in aramaico mentre in cucina mi divido come la dea Kalì tra forno e pignatte - perchè il viziatello oggi ha ordinato un menù ricco alla cuoca. E sudo, grondo, e con le braccia aggiuntive del mio Kalì-power son già a ramazzare l'intera casa (salmodiando ancora) e lui? Il piccolo Buddha flaccido, svaccato come un re, protesta (!!!) perchè gli tolgo la visuale della tv. Non gli balena nel suo cervelletto gallinaceo che sto riparando IO ai danni SUOI. E se glielo facessi notare so già cosa m'arriverebbe: "è compito tuo" - peccato che dimentichi i suoi di compiti, ça va sans dire.

Ditemi, ma oggi è domenica? Quel giorno in cui anche il Principale s'è riposato? E tutto ciò vuol dire che a me han chiesto degli straordinari?... hmm. Schifo. Cacca.

Poi, chiudo gli occhi umidi di rabbia e sudore che pizzica, e penso: presto, il prima possibile, tra le Sue braccia. Dove posso tornare ad essere donna, ad essere amata, ad allontanarmi a più non posso dal compito di governante. E chi se ne frega se agli occhi del mondo sono una puttana: cerco solamente un'oasi di felicità, cercando di limitare i danni al male minore.

sabato 16 agosto 2008

Ferragosto e dintorni

Vigilia di Ferragosto: mercatino rionale. Bottino: 8 kg 8 di zucchine (scorta per qualche mese), 5 kg 5 di albicocche (sono come miele per me in questo periodo), ovviamente contrattando sul prezzo. E per premiarmi dell'arguzia e del savoir-faire, una bella borsa per quest'inverno, bianca in pelle morbidissima, enorme, immensa, proprio come ne ho bisogno, e abbastanza senza forma per celare bene le forme, appunto, di quello che ci infilerò. Adoro il bianco, ora voglio provare ad osarlo anche d'inverno, voi pensate che mi donerà?

Post-Ferragosto: mi ritrovo con un menisco in meno (quanto pesa un menisco? qualche etto in meno? posso dire di essere dimagrita?) e con un gran mal di testa dato dal ciclo. E non dormo nemmeno bene da almeno 15 giorni. Su tutte le beghe, un'unica domanda: quando lo rivedrò?

lunedì 11 agosto 2008

Domenica


Le mie spalle sono dorate, calde, morbide di crema al the rosso. Le bacerei io stessa, in mancanza di qualcuno che mi elargisse certe attenzioni. I miei movimenti nell'acqua, goffi come quelli di un orso marsicano, non me li invidieranno sicuramente, ma so divertirmi anche così, senza per forza la necessità di essere ammirata, ochieggiata, studiata. Anzi, mi piace galleggiare e polleggiare così, ozio e menefreghismo, lontana dai giudizi altrui, lontana dalle voci e dagli sguardi che spostano il mio baricentro. Non ho bisogno di critiche, non ho bisogno di approvazione. Tra acqua e cielo, sospesa così, mi ritrovo a seguire solamente il rumore liquido nelle mie orecchie; pare canto di sirene, o scricchiolio di antichi solai.

giovedì 7 agosto 2008

Agosto, tranquillità non ti conosco

Mi taglia le gambe, questo caldo afoso. Ieri però ha piovuto di brutto ...figurarsi, pur di alleviare un po' la pena mi sono messa come un soprammobile a prendere acqua in balcone. Qualche passante s'è fermato guardandomi dalla strada come si guarderebbe Prezzemolo a Gardaland. Ok, sono anche fatta a pera, devo aspettarmi di diventare verde?


Oggi poi, qualche km di giri in centro a piedi con Lui - che pazienza che ha con me, se pur di rivedermi mi fa da assistente!! - non ho ancora collaborato attivamente ai saldi e, beh, ci vuole. 
Necessità impellenti: zeppe di sughero, capri neri, top a fazzoletto, almeno due bracciali rigidi etnici. Se rimango nei 100 merito davvero un bel premio, che so, stasera sbatto il tappetino idromassaggio nella vasca e mi addormento così, lessa come una gallina in brodo, una sigaretta in mano e i telefoni spenti. Stralusso.



E poi, beh, ci vuole la nota stonata. Come tutti gli imprenditoroni e imprenditorini del belpaese è arrivato il salasso dell'inps. 
...sento già mio marito dire che sono una sciupona. Come se non lavorassi a mille, come se non evitassi la donna delle pulizie, come se non facessi la spesa al mercato per risparmiare. Come se non avessi rinunciato alle ferie, ai weekend al mare, ai concerti. Come se non rinunciassi agli sfizi per far quadrare un bilancio a cui, invece, gli piace tanto dare scossoni con gli sfizi che, LUI, non si nega mai. Ma vabbè, guadagno meno di lui e devo stare zitta, ma non tacerò a vita, questo è sicuro. D'altronde tutte sapete cosa significa arrivare al 7 agosto senza aver fatto un giro shopping. E' un segno bruttissimo, quasi una maledizione, o forse il suo esatto opposto: l'antidoto contro le tentazioni, con la facilitazione di non trovare più le taglie peraltro.


Ma sono io l'unica cretina che va a fare shopping sperando di non trovare nulla?