Si infila nella porta una testa velata accompagnata dal padre, baffoni nero pece e sorriso sghembo ma sincero, che mi saluta con calore. Allora, come te la passi? Come me la passo? Famiglia, lavoro, studi, sei tornato in patria, piccoli puntelli di una conversazione cordiale tra semisconosciuti che sono stati affiancati anni fa da un lavoro piùcheprecario e che poc'altro hanno in comune.
Un po' (molto po') di me
- Nonsense
- Sono una wannabe-molte cose: giornalista, fotografa, animatrice, interprete, scrittrice, designer. O per meglio dire sono una WANTED TO, visto che ho scelto una carriera da creativa che mi ha portato al niente disoccupazionale. MA sono anche: figlia unica (e assenteista), moglie mutevole; riciclona seriale con tendenza compulsiva all'ammucchio negli angoli, amica leale, tendente alla puntualità cronica e alla lacrima+sigaretta, professionalmente impeccabile. Contraddittoria e mutevole. Cinica e creativa. Stronza, nella maggior parte dei casi.
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martedì 23 settembre 2014
Inshallah
Qualche giorno fa ero in fila in Posta. Sudaticcia, appiccicaticcia, piedi gonfi come solo quest'estate tardiva sa rendermi.
martedì 10 dicembre 2013
December Blues
E lo so, che sono sempre io quella gramigna incontentabile che la vuole cotta e poi la vuole cruda.
E sono fortunata, sì, me lo ripeto da un po'. Fortunata per questo tetto sulla testa e per tutti quelli a venire, fortunata per un marito, per uno stipendio (il suo), per la salute - tutto sommato; per un guardaroba che trabocca e pentole con sempre qualcosa da metterci dentro.
Però babbo, anche quest'anno mi viene da piangere. Ogni anno piango quando arriva dicembre. Ogni cazzo di anno piango l'8 dicembre perché vedo troppe lucine e troppo rosso e mi danno allergia; piango a dirotto quando ho finito di scartare i regali, stacco la spina alle luminarie dell'albero, controllo il russare di Consorte e vado a inondare il bicchiere notturno di latte caldo.
Perché va bene, c'è sempre una busta bianca, e dentro c'è sempre, con calligrafia ogni anno più malferma, la dedica fittizia di te mio pezzo di carne, te unica fune che mi congiunge con la genetica di chi non c'è più. Te respiro mio, te mia dannazione e mia consolazione, te che quando sparirai sarò per davvero un pacco senza mittente e senza destinatario. Te a cui vorrei dare altra carne nella quale estenderti, per non smettere mai di sopravvivere alle tue malattie e alla vecchiaia che ti aggroviglia testa e gambe e ti cementa in una prigione di spettri e pastiglie. Ma non posso e sento le tue domande premere per bucare la guaina della distanza e del riserbo che vorrei non avere con te se solo avessi la speranza di non trasmetterti un ennesimo patema.
E nella tua dedica fittizia c'è tutto questo che tu non mi dici ma so che lo pensi, ed io dediche non ne scrivo mai, non spendo parole per giustificare un regalo. Tu lasci che la dedica sia la parte bella del regalo e il resto mancia. Sui soldi non posso dire nulla, babbo, lo sai. Sono io la figlia dalla parte sbagliata, della generazione sbagliata, del sesso sbagliato, con il curriculum sbagliato al momento sbagliato. Sono io quella che raccoglie a malincuore i frutti insapori e insensati di tutto il benessere dorato che la tua generazione ha coltivato per quelli della mia età. Però quanto vorrei qualcos'altro, babbo.
Quanto vorrei una dedica in meno e qualche attimo in più... quegli attimi in cui dai aria al tuo cervello - e sarebbe un bello sforzo da fare, ma penso di potertelo chiedere una volta tanto - e pensi. Pensi a me. A me come persona, non come quella che ha bisogno di soldi, quella che "cazzo ne so cos'è ha nell'armadio", quella così genialmente presa dai gusti tutti suoi... perché c'è anche il mio comodino da sbirciare se vuoi sapere cosa leggo, ci sono le mie amiche da chiamare per indagare, c'è tuo genero che può imbeccarti... ci sarebbe tanto da ascoltare in quello che senti dalla mia voce al telefono, se solo tu ascoltassi. Se solo ti sforzassi di non vedermi come una neonata ai cui bisogni primari bisogna provvedere, e poi alle coccole ci pensano gli altri.
Non sei un ente assistenziale, sei mio padre.
I regali che mi piacciono non sono quelli che posso comperarmi in boutique, ma quelli che troveresti tu su un banco del mercato, magari della taglia sbagliata e del colore più orribile che io possa immaginare.
Ma tu vuoi che io usi i tuoi soldi per comperarmi qualcosa che desidero. Ecco, io desidero una tua mezza mattinata, un tuo pensiero, un tuo dubbio di gusto.
Un paio di parigine a scacchi fucsia, magari coi glitter e i pon pon, che secondo te stanno bene con le mie DrMartens...
... che non ho più da 10 anni, ma te ne accorgeresti?!
... che non ho più da 10 anni, ma te ne accorgeresti?!
martedì 15 ottobre 2013
anatemi
Che tu sia maledetta, tu brutta cagna attaccata ai soldi, e tutte le volte che li spenderai ti servissero per le medicine.
Tu che giudichi, che pontifichi, che parli della mia vita come di un errore dietro l'altro, come di un delitto dietro l'altro contro chi vorresti difendere da me mentre io cerco di difenderli da te. Tu che urli "vergogna" e non sai quanto rimorso ci sia già al suo posto, ma è un rimorso privato e non ti concedo di parlarne, neppure di pensarlo, non ne sei degna.
Tu che sputi sentenze sul mio utero vuoto, sui figli che *fortunatamente* non avrò, tu che ridi e godi della mia tragedia e ne fai una commedia da inzuppare nel veleno del tuo tè, che se t'andasse di traverso sarebbe fin poco.
Tu buona a dare alle mie parole cento sensi diversi, alle mie scelte un fine unico e ovviamente maligno, tu incapace di leggere nel cuore lacero ma velocissima nello strisciare bancomat altrui.
Tu che non dai diritto di replica perché i diritti si danno ai buoni e le colpe ai cattivi e a te serve che io sia cattiva, pessima, una merda.
Tu che sei peggio di me e peggio della merda, tu che stanotte mi toglierai il sonno e l'appetito per i giorni a venire, tu cirrosi nella mia pancia e cancro nei miei pensieri, e solo pensare che tu possa essere estirpata e smettere di far del male mi consolerà.
Ti auguro un sacco di cose indicibili, brutta bastarda.
Ti auguro un sacco di cose indicibili, brutta bastarda.
martedì 2 luglio 2013
frattempeggiando
Avevo voglia di rinnovare i locali, di cambiare la tappezzeria.
Vi piace? Non vi piace? Chissene. Oh, senza offesa!
Sto lavorando su layout coi colori così saturi, così "sparati", che quando vengo qui a trovare me stessa ho soltanto voglia di relax.
Questo potrebbe essere la boiserie di una baita e io potrei polleggiare su di una sedia a dondolo, affondando i piedi nel pelo di una pelliccia stesa a terra (ecologica, magari).
Oppure potrebbe essere il pavimento di una terrazza che dà sul mare e potrei sorseggiare mojito e scacciare pigramente vespe mentre mi diletto nell'ennesimo sudoku.
Comunque millemiglia lontana da qui, da questo lavoro in nero sottopagato che mi fa sudare e che usa i miei occhi lessi come puntaspilli. Vacanze non pervenute e non previste, s'era forse capito?
Chevvelodicoaffà.
Chevvelodicoaffà.
giovedì 7 marzo 2013
lungomare (SOUNDTRACK OF MY LIFE #13)
1996, estate.
Occhi bistrati di pece che si affacciavano su di un mondo nuovo.
Cambidge e poi Norwich e la contea. Occhi francesi, belli da ammutolire e arricciare le erre ad ogni parola, incartare fiato caldo nella sabbia e crogiolarsi come lucertole sotto il vento del'east. Occhi canadesi verdi che ti veniva spontaneo ridefinire la parola "verde", vicinivicini e da tutt'altra parte come spiritelli capricciosi. Occhi inglesi, cupi, nuvolosi, abbracciati a lentiggini ironiche e a sigarette sempre un po' più cariche. Mettevo i rollerbade e via, occhiocchiocchiocchi - crossroad - occhiocchiocchiocchi - subway - occhiocchiocchiocchi. Le mani della mia amica del cuore da stringere forte ad ogni semaforo pericoloso, ad ogni vetrina che metteva in mostra quel cd che, quel poster di.
Un viale lungo la spiaggia, panchine cotte dal sole, birre in lattina e tovaglie di carta rapite dalla brezza lungo quel mattonato che pareva infinito, ospitava aquiloni garruli e pascolo di vite giovani come noi. Canoe da pulire e campanelli da suonare. Indirizzi da scambiare per raccontarci che torneremo ancora qui a cantare fumati sdraiati sulla moquette lercia di un appartamento di chissà chi che sa d'incenso e scopate, e correremo fino al pontile inventando parole a metà strada, e noleggeremo un po' di felicità come facevamo allora.
sabato 29 dicembre 2012
I Centomila e il buco alla cintura
Giunge voce che una moglie divorziata si faccia pagare 100mila eurini al giorno di mantenimento per poter continuare a condurre lo stesso stile di vita vissuto durante il matrimonio... ma stiamo scherzando? Io a questa moglie farei fare un mesetto di fabbrica e di bollette e di benzinai (magari in serrata), tanto per pescare dal cilindro delle magie natalizie, tanto per farle assaggiare qualche stilla di vita. Chissà che non le faccia reazione e le sciolga gli zigomi plasticati.
E intanto al TG partono le apocalittiche visioni sul tracollo italico.
E i miei amici abbandonano la barca mentre affonda: all'estero è meglio, all'estero non c'è tutto questo schifo.
E io potrei finire per votare uno schieramento politico che, dicevo, non avrebbe mai avuto il mio voto... votare il male minore, si dice, votare a rovescio - perchè votare CONTRO e giocare a eliminazione no, dicono che non sia possibile - tutto questo pur di non ritrovarmi con facce a cui darei volentierissimo sprangate fino a spappolarle (scusate i toni soft, ma ho abusato di Tarantino in questi giorni).
Tutto questo per dire che... in sostanza, la punta dell'iceberg di sterco è che ci chiedono un altro anno di rinunce.
Ok, due sigarette al giorno me le concedo, di nascosto peraltro. Sono i miei 10 minuti di silenzio e filosofia spicciola.
Al cinema vado... hmmm ogni 3 mesi in media. Consorte non lo ama, combinare amiche+film degno+serata favorevole+arrivo dei soldi sul conto è un'impresa che riesce sempre peggio.
Concerti? Teatro? ... what's? Il mio ultimo teatro (all'aperto e con tessera sconto) risale a 18 mesi fa. Concerti solo se gratuiti.
Parrucchiere: ogni 12 mesi.
Estetista: fieramente non c'ho MAI messo piede e riesco ancora a sopravvivere.
Unghie fatte in casa, trucco idem.
Ultimo shopping pervenuto per abbigliamento e accessori (escludendo regali a terzi): Luglio 2012, saldi. Consisteva in borsa + scarpe (totale 55€) per matrimonio di amici, quindi una spesa obbligata. Uh no... sto sbagliando: sabato al mercato mi sono comperata dei collant 50denari, 4x10€. E NON compero in boutique: sono un'abbonata di H&M et similia. Dai cinesi non compro manco se costretta: diversi guai alla salute di gente che conosco sono ufficialmente stati causati da materiali e colorazioni che dio solo sa come sono stati fatti: non voglio cercarmele...
Ristorante: ogni due mesi (perchè in questa cittadina pietosa non c'è nulla che valga la pena mangiare fuori, e spostarmi di 70km verso il mio ristorante preferito, menù fisso 9.90, avviene raramente).
Auto: una in due. Per fortuna non guido. Abbonamento bus sotto i 20€/mese: ci può stare.
Altri viaggi/spostamenti: non pervenuti.
Giochi/lotterie/grattaevinci: non pervenuti.
Spesa alimentare: con i g.a.s. e gli sconti a rotazione nei quattro iper della zona, penso di essere oculata. Non parliamo poi di quello che faccio in casa, invece che comperarlo pronto.
Altre spese: mi dovrò pur mettere un idratante in faccia, dovrò pur farmi la doccia, lavare i piatti e il pavimento, farmi un bidet, disinfettare i sanitari, deodorarmi le ascelle, lucidarmi gli stivali, far fare la barba al Consorte... suvvia, tutti sappiamo quanto queste cose incidono sulla spesa.
Altre spese: mi dovrò pur mettere un idratante in faccia, dovrò pur farmi la doccia, lavare i piatti e il pavimento, farmi un bidet, disinfettare i sanitari, deodorarmi le ascelle, lucidarmi gli stivali, far fare la barba al Consorte... suvvia, tutti sappiamo quanto queste cose incidono sulla spesa.
Pause caffè/colazioni al bar: non ho questo vizio, manco se offre il capo.
Spese mediche: cazzodevofarelapuliziadeidenti! La dentista mi crederà morta, sono 3 anni che non mi vede. Rimando perchè so che quando andrò ci lascerò i miei ultimi spiccioli.
Visite ginecologiche/senologiche/optometriche/dermatologiche + analisi: una l'anno. Consorte idem.
Visite ginecologiche/senologiche/optometriche/dermatologiche + analisi: una l'anno. Consorte idem.
Pago le bollette, il condominio, le multe quando Consorte svariona, la tarsu.
Pago, pago, pago.
Ah beh, poi le multe: alzeranno le tariffe per adeguarle con "il costo della vita". Basta che non sia la vita della signora sopracitata. O che, in extrema ratio, adeguino anche gli stipendi di noi poracci™.
Qualcuno mi sa dire cosa dovrei tagliare?
Mi sa che chiedo al Consorte se si lascia crescere la barba, così non devo più comperare le lamette.
E via di candele, ché l'ENEL non intende fare sconti.
Mi sa che chiedo al Consorte se si lascia crescere la barba, così non devo più comperare le lamette.
E via di candele, ché l'ENEL non intende fare sconti.
Buon 2013.
Visto che vedrò fin troppi rossi il prossimo anno, le mutande le metto azzurre. Tié.
sabato 11 dicembre 2010
A letto con...
seconda parte della wishlist natalizia,
ma stavolta mi do meno al frivolo e più all'intellettuale...
... ho seri dubbi, ma voglio leggerlo, almeno per metà, prima di giudicarlo male dal riassuntino online.
io adooooooooooooooooooooro De Carlo, da "Due di due" in poi. L'avete letto?
me ne ha parlato bene molta gente di cui condivido i gusti letterari, dunque sarà un successo!?!
vergognosamente non l'ho ancora letto. Lo consigliate? O lo riciclerò impunemente?
seguendo il blog dell'autrice, non posso che dichiararmi follemente innamorata di lei!
argh! Non l'ho ancora letto; della Allende mi manca solo questo, quasi...
Natale s'avvicina, io imballo (come si suol dire: sei in pista, allora IMballa!) e maledico vittime casuali e randomizzate, tanto per sfogare i nervi.
Che odio questo periodo. Devo anche tirare la cinghia sui regali, sennò col cavolo che riesco a fare le tende nuove entro Gennaio. Ovviamente io risico e il Consorte no (che lui pensa che il conto in banca sia profondo come una fossa delle marianne). Cazzo. Babbo Natale, se ci sei, accorcia le braccine del Consorte di almenoalmeno 10 cm l'una, così non può arrivare alle tasche. E poi dicono dei piemontesi eh...
Se rinasco lo voglio genovese.
Non voglio tutti quei regali. Voglio che sto periodo di sterco traballante come un budino passi alla svelta.
E nemmeno un panettone.
ma stavolta mi do meno al frivolo e più all'intellettuale...
Natale s'avvicina, io imballo (come si suol dire: sei in pista, allora IMballa!) e maledico vittime casuali e randomizzate, tanto per sfogare i nervi.
Che odio questo periodo. Devo anche tirare la cinghia sui regali, sennò col cavolo che riesco a fare le tende nuove entro Gennaio. Ovviamente io risico e il Consorte no (che lui pensa che il conto in banca sia profondo come una fossa delle marianne). Cazzo. Babbo Natale, se ci sei, accorcia le braccine del Consorte di almenoalmeno 10 cm l'una, così non può arrivare alle tasche. E poi dicono dei piemontesi eh...
Se rinasco lo voglio genovese.
Non voglio tutti quei regali. Voglio che sto periodo di sterco traballante come un budino passi alla svelta.
E nemmeno un panettone.
mercoledì 13 ottobre 2010
Non sto nella pelle
E' iniziata la lunga, lunghissima compilazione!
(non del CUD... ma della wishlist natalizia)
E il mio cervello è in pappa!
Quindi, viste un po' di cose, soprattutto la mancanza di tempo e di dinè del Consorte e affini (ricordiamoci che sto vivendo tra gli scatoloni e che preventivo almeno metà del mio contocorrente per le spese necessarie nella nuova magione) ('fanculo!), mi permetto di sognare.
Con delle fikissime wishlist tematiche.
Pronte con la prima?
BORSEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEE
by Lanvin
by Jil Sander
by Gilli/Ferrero, ed. limitata
by Coccinelle
by Electrolux Design Lab 2008 (è una borsa cinetico-termica ma io la userei anche per l'aperitivo!)
by Marc Jacobs
by Momaboma
Notare che non ho messo i prezzi... non voglio saperli... tanto non me ne ariverà manco una!
(non del CUD... ma della wishlist natalizia)
E il mio cervello è in pappa!
Quindi, viste un po' di cose, soprattutto la mancanza di tempo e di dinè del Consorte e affini (ricordiamoci che sto vivendo tra gli scatoloni e che preventivo almeno metà del mio contocorrente per le spese necessarie nella nuova magione) ('fanculo!), mi permetto di sognare.
Con delle fikissime wishlist tematiche.
Pronte con la prima?
BORSEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEE
Notare che non ho messo i prezzi... non voglio saperli... tanto non me ne ariverà manco una!
venerdì 20 novembre 2009
Più frivola o più sadica?
Posso permettermi, per una volta, di parlare di frivolezze?
Non vi ammorberò con il cambio delle tende, o con la nuova lingerie color pesca matura. No. PEGGIO.
Navigando ad minchiam, ho visto questo:
Ora... So che lo voglio. A tutti i costi.
Ha lo stesso effetto calamita di una Birkin. Forse anche di più perché, Signore mie,
RIUSCITE AD IMMAGINARE
IL SADICO SOTTILE INTRIGANTE PIACERE
DI RIPORRE IL COLTELLO?
giovedì 7 agosto 2008
Agosto, tranquillità non ti conosco
Mi taglia le gambe, questo caldo afoso. Ieri però ha piovuto di brutto ...figurarsi, pur di alleviare un po' la pena mi sono messa come un soprammobile a prendere acqua in balcone. Qualche passante s'è fermato guardandomi dalla strada come si guarderebbe Prezzemolo a Gardaland. Ok, sono anche fatta a pera, devo aspettarmi di diventare verde?
Oggi poi, qualche km di giri in centro a piedi con Lui - che pazienza che ha con me, se pur di rivedermi mi fa da assistente!! - non ho ancora collaborato attivamente ai saldi e, beh, ci vuole.
Necessità impellenti: zeppe di sughero, capri neri, top a fazzoletto, almeno due bracciali rigidi etnici. Se rimango nei 100 merito davvero un bel premio, che so, stasera sbatto il tappetino idromassaggio nella vasca e mi addormento così, lessa come una gallina in brodo, una sigaretta in mano e i telefoni spenti. Stralusso.
E poi, beh, ci vuole la nota stonata. Come tutti gli imprenditoroni e imprenditorini del belpaese è arrivato il salasso dell'inps.
...sento già mio marito dire che sono una sciupona. Come se non lavorassi a mille, come se non evitassi la donna delle pulizie, come se non facessi la spesa al mercato per risparmiare. Come se non avessi rinunciato alle ferie, ai weekend al mare, ai concerti. Come se non rinunciassi agli sfizi per far quadrare un bilancio a cui, invece, gli piace tanto dare scossoni con gli sfizi che, LUI, non si nega mai. Ma vabbè, guadagno meno di lui e devo stare zitta, ma non tacerò a vita, questo è sicuro. D'altronde tutte sapete cosa significa arrivare al 7 agosto senza aver fatto un giro shopping. E' un segno bruttissimo, quasi una maledizione, o forse il suo esatto opposto: l'antidoto contro le tentazioni, con la facilitazione di non trovare più le taglie peraltro.
Ma sono io l'unica cretina che va a fare shopping sperando di non trovare nulla?
giovedì 19 giugno 2008
Dolci sbadigli a stomaco vuoto
Eccomi qui, sigaretta e smalto fresco sulle unghie.
Ora è il momento di festeggiare la mia lotta contro il pc e contro i programmi che complicano la vita - e sì che è il mio lavoro questa lotta infinita alla Don Chisciotte! Uffa. E sottolineo: uffa. Mi sento un po' incapace quando prometto ai clienti e poi devo arrabattarmi a inventarmi professionista - parola che su di me ha l'effetto del blu sul marrone - come se dicessi strafiga.
Però mi sento strafiga, la dieta inizia a dare i suoi frutti (e anche le sue verdure, abbondanti e oramai nauseanti, ma c'est la vie!) e questo smalto mi sta da dio, o così voglio credere. Sorridi, sorridi al tuo smalto e la vita ti sorriderà.
Sono in carenza di sonno, ma ora mi preparo e riparto, altro giro altra corsa, e vado a fare un po' di sana attività fisico-casalinga (pulizie straordinarie) che è come il cacio sui maccheroni. Hmmmmmmm, i maccheroni....
[omissis]
In settimana prevedo un premio-shopping. Alla facciazza dei professionisti troppo occupati per concederselo.
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