Mi è capitato quel quaderno in mano oggi, e c'era un nome ricorrente. Un nome che avrebbe anche potuto non esserci, visto che non mi era stata data alcuna speranza al di là della data di scadenza apposta sul retro dalla macchinetta della prenotazione.
Ma mi logoravi lo stesso, proprio perché sapevo di volere e potere ma di non potere. Perché tu volevi ma non potevi, e quindi non potevi. E tu mi avresti dimenticato, ma non così facilmente, ed io ti avrei dimenticato ancor peggio, e ci saremmo potuti incolpare a vicenda di aver, un giorno, mollato la presa - ci hai rinunciato prima tu - no, prima tu - no tu... E ci saremmo scritti (e io avrei subìto le tue Asenz'Acca e tu la carta da lettere NajOleari), una volta al giorno una volta a settimana una volta al mese e poi gli auguri di Natale e poi cambiare via, cambiare città, cambiare vita. E la vita sarebbe andata su e giù da sola per i suoi tornanti e un po' quell'affetto mi avrebbe abbracciato ancora con quel suo effluvio di gratitudine, disincanto, tenerezza. Storie leggere dell'età, cantano, e di leggero non hanno nulla in quel momento, mentre ora sembrano piumine.
Ma mi logoravi lo stesso, proprio perché sapevo di volere e potere ma di non potere. Perché tu volevi ma non potevi, e quindi non potevi. E tu mi avresti dimenticato, ma non così facilmente, ed io ti avrei dimenticato ancor peggio, e ci saremmo potuti incolpare a vicenda di aver, un giorno, mollato la presa - ci hai rinunciato prima tu - no, prima tu - no tu... E ci saremmo scritti (e io avrei subìto le tue Asenz'Acca e tu la carta da lettere NajOleari), una volta al giorno una volta a settimana una volta al mese e poi gli auguri di Natale e poi cambiare via, cambiare città, cambiare vita. E la vita sarebbe andata su e giù da sola per i suoi tornanti e un po' quell'affetto mi avrebbe abbracciato ancora con quel suo effluvio di gratitudine, disincanto, tenerezza. Storie leggere dell'età, cantano, e di leggero non hanno nulla in quel momento, mentre ora sembrano piumine.
Quello che non sapevo è il sapore di quelle due lacrime piombate a tradimento nel sorriso della mia calligrafia di quattordicenne stecchina. Quella voglia di rivederti ora, magari stempiato, magari con una nidiata di bimbi biondissimi e un'auto che gracchia portandosi via i vostri culi inguainati nei costumi come quella vecchia scatoletta color ocra di tua mamma vent'anni fa si portò via te. Dirti grazie, dirti che mi hai lasciato un bel ricordo e un'ottima piccola cicatrice che non fa male ma serve come appiglio per quando scivolo via di dosso a me stessa.
Dirti ciao. Come fosse ieri.














