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Un po' (molto po') di me

La mia foto
Sono una wannabe-molte cose: giornalista, fotografa, animatrice, interprete, scrittrice, designer. O per meglio dire sono una WANTED TO, visto che ho scelto una carriera da creativa che mi ha portato al niente disoccupazionale. MA sono anche: figlia unica (e assenteista), moglie mutevole; riciclona seriale con tendenza compulsiva all'ammucchio negli angoli, amica leale, tendente alla puntualità cronica e alla lacrima+sigaretta, professionalmente impeccabile. Contraddittoria e mutevole. Cinica e creativa. Stronza, nella maggior parte dei casi.
Visualizzazione post con etichetta frivoloèbello. Mostra tutti i post
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venerdì 3 gennaio 2014

sadomasocurious

C'era una volta la Brooke, alias Giulia. Una personcina deliziosa da quanto leggo (e anche da quanto infila tra le righe di quello che scrive) che abbocca spietatamente alle mie catene. E io abbocco alle sue!
Ecco quindi, con più che sommo ritardo, la seconda puntata...

1. quel qualcosa che porti sempre con te
intenzionalmente, direi i documenti. sono così maniacale che anche per scendere la mondezza (apprezzate, vi prego, l'idioma ruspante) infilo nelle tasche/mutande/reggipuppe la carta d'identità.

2. devi scegliere un libro, uno solo, da consigliare, quale scegli?
per quanto non sia uno dei miei preferiti, quello che consiglierei a colpo sicuro è

3. quella cosa che ti riprometti sempre di fare, ma non hai ancora fatto
entrare in una palestra, portare i capelli a spazzola, tornare sui tacchi a spillo

4. il personaggio famoso che vorresti conoscere
la Lucianina

5. una città nella quale andresti a vivere
Norwich

6. l'ultima chiamata fatta e l'ultima ricevuta sul tuo cellulare
mia suocera e il mio commercialista

7. il primo, primissimo pensiero, quando scendi dal letto al mattino
miiinchia no, mi sono svegliata anche oggi troppo X (presto/tardi/stanca/acciaccata - completare la frase a piacere)... 

9. la canzone che va in loop nel tuo ipod?
I-cheeeeeeeeeeeeeee?? la sola e unica fonte di musica trasportabile della mia vita è stata il walkman!!

10. quella cosa che quando la fai pensi: "sembro mia mamma/mio padre"
sembro mia mamma quando blatero frasi acide contro Consorte che si ribella al mio perfezionismo (raro e fuoriluogo) del tipo "e se trovo ancora i calzini sporchi nel bidet te li cucino per cena!"
sembro mio padre quando, prima di aprire per la prima volta una confezione, sgombro il tavolo, alzo delicatamente le linguette e spargo tutto il contenuto sul tavolo, istruzioni alla mano, per verificare che non manchi nulla.

11. cosa stavi facendo un attimo prima di leggere questo post?
tentavo di mettere lo smalto... invano!

*************************************
Non inserirò altre 11 domande (e nemmeno 10 come ha fatto Brooke, bluffando )
Quindi buona lettura... io vado a tirar giù due moccoli contro la caldaia... e buon inizio d'anno eh, che non sono un cazzo ottimista visto com'è iniziato...

giovedì 21 novembre 2013

oggi, ora (SOUNDTRACK OF MY LIFE #43)

Non vi tedierò sul perché sono assente da un bel po'.
Tanto non è successo nulla di troppo bello né di troppo brutto che valga la pena un reportage dettagliato.

Ma oggi mi sento così. L'ultima volta è stata un bel po' di anni fa...



E neppure io so perché, ma me la godo e basta.

venerdì 25 ottobre 2013

leggére da lèggere (SOUNDTRACK OF MY LIFE #41)


Mi è capitato quel quaderno in mano oggi, e c'era un nome ricorrente. Un nome che avrebbe anche potuto non esserci, visto che non mi era stata data alcuna speranza al di là della data di scadenza apposta sul retro dalla macchinetta della prenotazione.
Ma mi logoravi lo stesso, proprio perché sapevo di volere e potere ma di non potere. Perché tu volevi ma non potevi, e quindi non potevi. E tu mi avresti dimenticato, ma non così facilmente, ed io ti avrei dimenticato ancor peggio, e ci saremmo potuti incolpare a vicenda di aver, un giorno, mollato la presa - ci hai rinunciato prima tu - no, prima tu - no tu... E ci saremmo scritti (e io avrei subìto le tue Asenz'Acca e tu la carta da lettere NajOleari), una volta al giorno una volta a settimana una volta al mese e poi gli auguri di Natale e poi cambiare via, cambiare città, cambiare vita. E la vita sarebbe andata su e giù da sola per i suoi tornanti e un po' quell'affetto mi avrebbe abbracciato ancora con quel suo effluvio di gratitudine, disincanto, tenerezza. Storie leggere dell'età, cantano, e di leggero non hanno nulla in quel momento, mentre ora sembrano piumine.
Quello che non sapevo è il sapore di quelle due lacrime piombate a tradimento nel sorriso della mia calligrafia di quattordicenne stecchina. Quella voglia di rivederti ora, magari stempiato, magari con una nidiata di bimbi biondissimi e un'auto che gracchia portandosi via i vostri culi inguainati nei costumi come quella vecchia scatoletta color ocra di tua mamma vent'anni fa si portò via te. Dirti grazie, dirti che mi hai lasciato un bel ricordo e un'ottima piccola cicatrice che non fa male ma serve come appiglio per quando scivolo via di dosso a me stessa.

Dirti ciao. Come fosse ieri.

martedì 22 ottobre 2013

un premio di m**da!

Ringrazio Geggè (uno che, personalità multipla alla mano, ha ben TRE blog: Cronache di un PantofolaioScoopy e il defunto Pensieriecassate... venghino siori e siore, TRE blog... il multitasking  portato alla sua applicazione meglio riuscita!) , che mi ha premiato senza un'apparente motivazione che non sia la mia fidelity card virtuale nel commentarlo, leggerlo e percularlo.

Il premio è questo:



che, se ben ho capito, si traduce in un premio ai blog... come dire?... che stimolano la fuoriuscita di roba solida, oltre che di pensieri.


E il premio va approfondito e concatenato,
quindi rispondo a queste dieci domande:

1) Ti capita mai di controllare quello che hai emesso?
direi proprio di no... certo, non tiro lo sciacquone da seduta quindi di sfuggita vedo qualcosa... ma a che pro? è come soffiarsi il naso e poi cercare diamanti nel mocciolo.

2) Consumi tanta carta?
il minimo indispensabile.

3) Il tuo tempo medio, da seduto ad alzato?
da 20 secondi a mezz'ora (dipende da quello che mi distrae nel frattempo: giochicchio, leggo, mi limo le unghie, mi pettino, mi lavo i denti, telefono - sì, io telefono nel mentre. non si sente nulla, giuro, almeno non finché non inventeranno il telefono che trasmette odori... )

4) Quando sei costretto a farla in qualche locale pubblico, usi qualche tecnica particolare?
geneticamente abbrutita da anni di addominali per non appoggiarsi sulla tavoletta, applico la tecnica egregiamente.

5) L'hai mai fatta Viola?
probabilmente dopo un pasto a base di solo radicchio sì.

6) Se un giorno un coprografo te lo proponesse , gli venderesti il tuo prodotto?
beh, se l'alternativa è farlo finire nelle fogne... perché no?!

7) Ed a quanto all'etto?
credo molto.

8) Ti è mai capitato che per il Principio di Archimede un corpo immerso in un liquido ti facesse bagnare le chiappe?
non è il mio caso.

9) C'è qualche alimento che appeno lo mangi sbatabam?
il MerDonald... credo che sia rinomato.
ma la peggiore è la ormai strasfruttata formula magica sigacaffè.

10) Resti ancora stupito quando ci trovi del mais, pur sapendo di aver mangiato mais la sera prima?
non controllo, quindi come faccio a sapere cosa c'è?...


Distribuisci il premio ad altri cinque blogger che lo meritano:


e ora dove li trovo cinque malcapitati che vogliono... ehm, approfondire il discorso?!
Ragazzi miei, se leggete e avete voglia di continuare l'indagine, fate vobis.

lunedì 16 settembre 2013

366


Buon compleanno a questo blog, + 1 giorno.
Anzi, buon noncompleanno!


E grazie ai lettori che commentano, discutono, aggiungono, dicono la loro e mi fanno sentire ad un immenso pigiama-party (marshmellow e sigarette compresi).
Mò spengo le candeline... e poi via di torta e buon colesterolo a tutti.

venerdì 16 agosto 2013

a cazzo di cane

... e mi si perdonerà la licenza poetica!
Sono nella mia città natale da tre giorni.
A prescindere dagli incontri piú o meno graditi ed opportuni, la regressione all'adolescenza è una di quelle sensazioni che cerco qui. E, nell'ordine:
  • Complice la casa vuota, ho fumato la rituale sigaretta notturna al davanzale della mia camera. Ah, quanto passato c'è in questa piccola trasgressione!
  • Ho mangiato e sbrodolato uno stecco all'anice sul gradino del portone di casa con la mia dirimpettaia come quasi tutte le sere estive di pigrizia di almeno dieci anni di fila.

  • Mi sono ritrovata addosso il vecchio gilet di pelle con le frange de liceo. Dico solo BABBABIA!!! (Grazie a Personne, l'avevo tralasciato)

  • Mi sono messa a rileggere le mie poesie adolescenziali. Troppi sospiri sprecati in effetti. Piccola me, com'eri sanguigna.

  • Ho rammendato una gonnellona sul tavolo del tinello in quella posizione scomoda e contorta che mi ha reso le gambe così inverosimilmente flessibili.

  • Ho sventolato saluti ai vicini dalla finestra del bagno mentre lavavo i vetri, con tanto di carta di giornale très chic.

  • Ho abbracciato i miei orsacchiotti una notte intera come se fossero tutta la mia vita.

  • Mi sono portata il caffè, nero, bollente, amaro in bagno e mi sono tolta le ciabatte per sentire il contrasto netto del freddo delle mattonelle.

  • Ho cambiato in modo sconclusionato l'ordine delle foto nei miei album d'infanzia.



  • Bentornata a casa.

    giovedì 1 agosto 2013

    perché castigo? (1991 SOUNDTRACK OF MY LIFE #33)

    (edit: no, il titolo non è riferito alla sentenza dell'anno)


    Il primo ciclo, il primo camposcuola e i primi terrori di mia mamma che si imbarazzava anche davanti al termine limonare.
    Ce ne sarebbero voluti ancora di anni prima che capissi quanto quelle parole pesassero sulla groppa dei miei e perché non volessero sentirmele canticchiare dal walkman in spiaggia, tra un'insalata di riso e i racchettoni. 
    Poi le ho capite ed è iniziata l'era dei segretini e segretoni, ma questa è un'altra storia e si dovrà raccontare un'altra volta (cit. Michael Ende, La Storia Infinita).

    lunedì 22 luglio 2013

    di elfi, api-fatine e una voce dal passato

    Metti che una vecchia conoscenza dell'adolescenza che tu ricordi coi baffi della nutella si intestardisca che vuole cantare, nella vita.


    Metti che cresca cresca, diventi grandicello e ci riesca, dopo qualche amena vicissitudine sul grande schermo >> e qualche critica e maldicenza che tutto sommato lo destabilizzano ma non troppo, ché è abituato da sempre alle prese in giro e a scrollarsele di dosso.

    Metti che ti faccia presente (perché tu sei svampita e non controlli mai periodicamente certe informazioni), in un qualsiasi pomeriggio di giugno che segue un << inverno un po' pieno di impegni di lavoro, che passerà dalle tue parti a fare serata, in beneficienza poi.
    Che fai? Non ci vai? Saresti una sòlaccia infame, oltre che un culo di cemento.
    (leggete, ve ne prego, il sarcasmo di questa autocommiserazione)


    Ecco quindi il mio sabato scorso.
    Le prove, madonna ma quanti ne sò? quei poverini sotto il sole dalla mattina che cantano, li sento da lontano mentre gli altoparlanti fischiano, il signorino cazzeggia e mi sventolo con la fotocopia più grossa che m'è rimasta infilata in fondo alla borsa. Sembro una via di mezzo tra una profuga e una profuga... ssst sono in incognito.
    E quelle robe lì, so' luminose, funzionano con... no, non ti seguo o forse tu non me le sai spiegare, forse dovrei chiedere ad un tecnico ma preferisco rimanere un'elfa e incantarmi quando si accenderà la magia.
    Sorrisi, battute, api moleste fin sul palco e the freddo al miele come se piovesse.
    Un completo (Zegna? hmmm) blu notte che a vederlo schiatto pure io. Cipria, cipria, tanto sudi lo stesso. E che te lo dico a fà!
    Sigaretta preparatoria mejo de no, tutti ai posti. Ahò l'esercito è carico, và li striscioni
    Una scaletta che si inceppa, sembrano sbarellati stasera: dimenticano canzoni e le riprendono e lui ci fa anche dell'autoironia. Via quella muta blu, è madido. Pantaloncini e cappellino da pischelletto e così si zompa meglio, no? Però con la barba non sei credibile.
    E da quand'è che suoni così?!



    E si muove e si dimena e le manda tutte nelle galassie sperdute degli ormoni latenti; gigionissimo, provocatore, ha imparato oramai a imputtanirsi in questo gioco di attese e di lustrini da elargire alle folle. La Maria Antonietta del regno degli elfi distribuisce brioches di ottima qualità con la voce e con i muscoli guizzanti, 'tacci sua. Ogni volta è meglio, ogni volta s'alza il pelo un po' di più. E' la prima volta che mi spatascia davanti tutto il concerto da così vicino, che me lo spoilera prima con navigata saccenza, eppure non c'è niente che tenga tese le mie corde: è sempre lui, magari cresciuto, ma non rovinato. Piange di pianto vero, cardiaco, è un bambino in mezzo al caos che riesce ancora a sentire battiti, vita oltre la spia dell'auricolare. 

    E si spengono i riflettori ma non è finita. Il mio stomaco vuoto mi fa sapere che ha mangiato così tanta musica e sensazioni positive che sì, vado a cena e continuo a sentirlo sparare una cazzata dietro l'altra e neppure si risparmia sulla voce, come se fosse appena uscito dalla doccia fischiettando, ma quell'insalata mi si strozza in gola dalle risate intanto che lui si scofana anche le gambe dei tavoli. Eddaje non me fà le foto co la bocca piena!
    E davanti ad una Marlboro consolatoria ti dico buonanotte. Riposa, ché domani la carovana si rimette in moto. Tieni bene la voce. Tieni bene il cuore, piccoletto.

    mercoledì 17 luglio 2013

    the cat is on the rainbow

    Arrivano belle notizie oggi; incoraggianti piccole luci in fondo a tubi di scarico.


    matrimonio gay gran bretagna sì camera dei comuni regina

    Elisabetta ha firmato a favore dei matrimoni egualitari. La signora in ________ (colore a vostra discrezione, tanto ha indossato l'intero colorimetro Pantone) si sta dimostrando, anno dopo anno, sempre più distante dalla vecchia babbiona aviopenica che era nella prima metà del suo regno. Ha fatto passi da gigante in molte direzioni (malignamente, direi "da quando è scomparsa ladyD") e, chissà se occorre ringraziare lei personalmente o il suo entourage, ci sta guadagnando in credibilità e in rispetto dei suoi sudditi.
    Parallelamente, è un altro paese che si apre alla non discriminazione nel diritto. E l'Italia che fa? Si gratta le democratiche chiappe sotto un ombrellone a Vaticano Beach e non si cura di loro. Schifìo.


    * * * * *
    E' che non volevo fare una rubrichina di attualità oggi. 
    Senza scomodare gli anonimati reciproci, posso accennare a due piccole grandi conquiste della mia cerchia di amicizie.
    Un progetto che sta facendo scaldare i motori a qualcuno e di cui posso andare sensibilmente fiera.
    Un traguardo raggiunto da un qualcuno che aveva perso la speranza.
    Per entrambi una bella sporta di ottimismo.

    Poi magari va a finire che piove e piove e piove fino a sabato che ho un incontro al vertice col Pischello che ha vinto SanScemo.
    Ma chissenefrega...
    let it rain.

    domenica 7 luglio 2013

    phototest

    Mi piacciono i test, gli award e tutto quel ciarpame celebrativo ed autocelebrativo, che ci posso fare? E così quando Mareva ha postato quel phototest, non sono riuscita a resistere.
    Pur mantenendo il mio solito anonimato, eccovi il risultato. 

    1. Una foto di te un anno fa

    nonostante la penuria di dettagli, pregasi apprezzare il fatto che ho avuto il coraggio di fotografarmi prima della pulizia del viso e con quell'orrendo mogano nei capelli.
















    2. Una foto che ti rende felice

    il mio orgoglio fa saltare le coronarie talvolta. Marcolì, smettila mò.


















    3. Una foto dell'ultimo posto dove sei stata in vacanza

    amo le città del centro, medievali al punto giusto, di notte si accendono di luce propria (e non parlo dell'elettricità)
















    4. Una tua foto (interpreto come"scattata da me")

    adoro fare foto sena significato (muri, pavimenti, pattern in generale.

















    5.  Una foto che ti fa ridere

    e mi fa ridere MOLTOASSAI.


















    6. Una foto di qualcuno che ami

    dire che la amo è riduttivo. è la presenza più miracolosa nella mia vita.

















    7. Una tua foto da bambina

    piede dondolante con calzino, 1983.


















    8.  Una foto dei tuoi migliori amici

    se non sapessero essere idioti assieme a me, non saremmo amici.

















    9. Una foto di te con qualcuno che ami


    il mio angelo custode.
    ha anche bei gomiti, nè?
    io invece ho il culo piatto.

















    10. La foto di una delle ultime feste a cui sei andata

    posso chiamarla festa?


















    11. Una fotografia di qualcosa che ti piace fare

    al quarto corso (5 con quello online) mi sento abbastanza ferrata.

















    12. Una foto in cui i tuoi capelli sono belli 

    - CHE E' GIA' DI PER SE' RARO - ma qui erano luuuunghi e più sani. ero ad una rievocazione.

















    13. Una foto di una notte che hai amato

    "ma quella è un'alba" direte voi.
    eeeeeeeeeeeeeeeh quella notte non avevo tempo per fare foto sensu strictu, ma la videocamera mentale fondeva.
















    14. Una foto dove eri felice


    ero felice sì: ero in vacanza con gli zii e potevo essere liberamente maschiaccio. 

    giovedì 4 luglio 2013

    I like to move it (SOUNDTRACK OF MY LIFE #29)

    Adolescente bimbaminkia. Metteteci anche: tendente al grasso, amante della buona cucina, obbligata da un infortunio ad essere un'ex-sportiva (quell'"EX", chi l'ha provato, sa cosa vuol dire fisicamente e mentalmente).
    Poi ricominciai con l'aerobica e arrivarono i sottofondi trendy da tamarra. Diventai fiqa, un culetto alto e sodo, pancia piatta, tette sode (che fuor d'aerobica si sparava metal e grunge).

    Poi ho smesso: mancava il tempo, mancavano i soldi. E sono diventata il budino molle di ora. Ma al grunge non ho rinunciato.

    martedì 2 luglio 2013

    frattempeggiando

    Avevo voglia di rinnovare i locali, di cambiare la tappezzeria.
    Vi piace? Non vi piace? Chissene. Oh, senza offesa!
    Sto lavorando su layout coi colori così saturi, così "sparati", che quando vengo qui a trovare me stessa ho soltanto voglia di relax.
    Questo potrebbe essere la boiserie di una baita e io potrei polleggiare su di una sedia a dondolo, affondando i piedi nel pelo di una pelliccia stesa a terra (ecologica, magari).
    Oppure potrebbe essere il pavimento di una terrazza che dà sul mare e potrei sorseggiare mojito e scacciare pigramente vespe mentre mi diletto nell'ennesimo sudoku.
    Comunque millemiglia lontana da qui, da questo lavoro in nero sottopagato che mi fa sudare e che usa i miei occhi lessi come puntaspilli. Vacanze non pervenute e non previste, s'era forse capito?
    Chevvelodicoaffà.

    giovedì 27 giugno 2013

    troppo piccola (SOUNDTRACK OF MY LIFE #28)

     per capire la portata di quell'evento che un paio di cugini urlanti sbavavano per poter vedere dal vivo unendoci anche il sogno del viaggio a Londra. Per avere i biglietti che altro che paghetta e marciare fin lì a discapito della mamma italica ansiosa e dei primi interrail che facevano fico, ma nella provincia pseudoterrona facevano solo paura a chi doveva darti il nulla osta.
    Ma io, dicevo, io ero troppo piccola perfino per uscire in bici da sola oltre il cortile di casa mia. Potevo solo tifare silenziosamente per i cugini e pensare mioddio mioddio se ci riescono loro un giorno ci riuscirò anche io a vedere dal vivo quelli lì che mi riempiono il walkman di musica vera, mica BimBumBam.


    E quando l'ho capito sapevo già che non avrei mai più avuto l'occasione di fare quello che i miei cugini quasi riuscirono a fare. Scappando di casa però, nella preistoria senza telefonini che erano gli anni '80. E arrivando a Londra trulli trulli per poi non trovare modo di entrare. Una sfiga che ci ho pianto con tutto il cuore tenero della settenne mollacciosa che ero, anche se ascoltavo i Queen. Una sfiga che per un anno non han visto le chiavi di casa né l'auto, così alla fine siamo stati pari per un po'.

    venerdì 21 giugno 2013

    Summer Survey / Antòfacaldo!!


    Le regole sono poche e semplici:
    Elencare 10 cose che ami della stagione più calda dell’anno e passare il testimone ad altri 8 blog.
    1. essere obbligata a depilarmi costantemente (perché d'inverno, ammettiamolo, siamo più tolleranti verso il peletto).
    2. i gelatiiii - lo so, non dovrei, ma facciamo finta che.
    3. luce, luce fino a tardi, luce da mettere il cappellone di paglia anche per buttare il rusco.
    4. occhiali da sole obbligatori, ne sono una fanatica/collezionista.
    5. spalle nude, cipria abbronzante e reggiseno a fascia. Ora ditemi se d'inverno vi riesce. No, in discoteca non ci vado quindi non frequento locali così caldi.
    6. incontrare in centro frotte di turisti palliducci venuti da lontano e sentirmi sempre quella con la faccia da multilingue, visto che li attiro.
    7. dare aria alla bici e suonare il campanello per le viuzze deserte come se non ci fosse un domani.
    8. usare la panchina dei giardinetti per leggere ore di fila senza sentirmi chiedere dal vecchietto col cane "va tutto bene?" (ma se sulla panchina ci sto d'inverno che ti cambia?!)
    9. non sentire i geloni ai piedi
    10. sterminare sadicamente zanzare come se Tarantino potesse vedermi ed essere fiero di me - oh, tanto esistono, non posso fare finta di niente; tanto vale cercare il lato positivo della loro presenza nei miei paraggi.
    Mi sono risposta di getto... spero gradiate.
    Ora, eliminando quelle già "scomodate" dalla Brooke, che ringrazio assaimila, vado a tirarvi in mezzo:


    giovedì 13 giugno 2013

    autodidatta e invasata (SOUNDTRACK OF MY LIFE #27)


    Prima della Canzone del Sole, prima del giro di Do, prima dei duetti con il pianoforte di quella sorella impacciata, c'era questa nelle mie corde di seconda mano.
    1994.

    venerdì 31 maggio 2013

    You have got mail, Madam

    Scendere fuori di casa per buttare il rusco all'ora di cena e trovare posta. Toh.
    Ci vuole questo dopo una giornata iniziata di merda e diventata ora dopo ora un Merdone con la M maiuscolissima.
    Ci vuole un biglietto dalla tua amica lontanissima che non vedi da tantissimo e che senti vicinissima. Quella donnina di 40kg bagnati a cui vuoi bene come ad un tuo organo.

    giovedì 30 maggio 2013

    jukebox (SOUNDTRACK OF MY LIFE #25)


    Quelle serate di ritorno dalle prove, infilate noi - e le sigarette, e le chiacchiere che non bastavano mai - nella vecchia carcassa della tua auto che scorrazzava e scorreggiava per tutta la tangenziale.
    E questa canzone qui, che giudicavo martellante, urticante, e che tu per tutta risposta adoravi e gracchiavi mentre tenevi il volante.



    Era il 2007 se non erro e noi ci eravamo scoperte due anime affini, distanziate negli anni e nella provenienza ma identiche nei traguardi, negli scopi, nell'interpretazione della nostra realtà.
    Tu a dormire da me, io a mangiare da te, ognuna ad inaugurare luoghi e persone nuovi nella vita dell'altra; noi due assieme come due sorelle legate a doppio filo, e sembrava strano trovare l'una senza l'altra in quelle rare volte che ci separavamo.
    E le scorribande che sono seguite, quelle sono negli annali e già ci compiaciamo di raccontarle con quell'incipit, tiricordiquellavolta?, che ci fa partire in contemporanea la risata di cuore e l'occhiata nervosa, che nessun sarcofago venga aperto mi raccomando.
    E questa voce che canta, che ho imparato ad amare, che parla dell'accettazione, delle idee che si plasmano per compiacere. Noi non ci siamo mai compiaciute anche a costo di scornarci e scordarci, ma torniamo sempre nei nostri abbracci.

    sabato 18 maggio 2013

    succede che (nuovo post cazzone)

    Riflettevo su questo: quanto di noi, qui nella blogosfera, rimane dietro al nickname come un bambino che, timido e impaurito, abbraccia da dietro le gambe della madre e fa cucù con la testolina? Quanto vogliamo far uscire di noi, quanto ci sentiamo liberi di parlare?
    Ovviamente è una scelta farlo e la percentuale di verità... o meglio franchezza che ci concediamo viene fuori volta per volta da una corsa ad ostacoli con i filtri del nostro "supposto" anonimato. Supposto perché alcuni di noi mettono nome, cognome, codice fiscale e numero di scarpe, altri il profilo di FB e il Twitter, mentre io no, io filtro tutto: in questo blog (e nel precedente, che è linkato sotto il menu) ho scelto di essere sincera con me stessa per quanto concerne le mie sensazioni - quelle non le filtro, perché mi farei un torto se non mi concedessi di mollare il guinzaglio qui su questa carta virtuale - a discapito della mia riconoscibilità e del vostro dare un nome e una faccia a me che scrivo (come anche a tutti i personaggi del mio palco). La scelta era ed è quotidianamente tra questo e mettere nome e cognome ma dover scrivere di me in modo falsato.

    E' per questo che ho aggiunto qui di fianco un modulino per i messaggi privati, in modo che chi vuole possa comunque comunicare con me in separata sede. Non dirò "non ho niente da nascondere" perché da nascondere ho, come quasi tutti, quella fetta di sacrosanti cazzi miei che non voglio dare in pasto alle mie quotidiane frequentazioni - cielo, sclero così spesso su di loro che mi troverei immersa in una enorme vendetta collettiva se mi facessi leggere! - ma che qui nella blogosfera posso rilasciare a prendere aria, certa che i suddetti cazzi miei rimarranno miei anche se li leggete voi, per un tacito compromesso tra lettori - stavo per scrivere peccatori... sì, un confessionale di gruppo - che pare funzionare. Alcuni blogger di esperienze passate sono entrati nella mia vita con nome cognome e riferimenti personali eloquenti, ci siamo stretti un po' di più, con alcuni ho condiviso caffè sigarette uromaki gelati suole consumate, con altri ho chattato mezze nottate di frivolezze e massimi sistemi, altri ancora mi hanno testato come semplice amica-dei-tempi-morti. E con alcuni rincorriamo senza disperare un incontro che si procrastina nel tempo. Belle personcine e storie vere, concrete dietro di loro. Speciali e normali, speciali perché normali, come tutti qui dentro, tutti quelli che hanno qualcosa da dire senza bisogno di un faro puntato addosso.

    Dicevo questo in merito ad una riflessione sulla sincerità che mi è uscita fuori qualche sera fa in un pomeriggio solo-donne attorno ad un tavolino di un hammam. Ci si chiedeva se siamo sincere tra noi cinque e quanto, invece,  filtriamo e taciamo perché abbiamo paura del giudizio di chi ci è davanti - che ci conosce da una vita, beninteso, e che ci ha visto fare cose indicibili in passato (per alcune questo passato è prossimo). Eppure qualcuna di noi, colta da improvvisa disinibizione, riesce comunque a sorprenderci - e, ecco, io sono quella della riformulazione/edulcorazione dei pensieri, del sarcasmo come stile di vita. Non ho solitamente la faccia di parlare così nella forma e nella sostanza, magari preferirei scriverlo, ma anche no... magari accennerei come ne accenno dal vivo se proprio devo. Magari fatemi inciuccare e poi restatemi a sentire, coglietemi in un quarto d'ora incazzatissimo da camallo-mode:ON, magari ascoltatemi allo stadio (stendiamo un velo pietoso sul Mr Hyde che lo stadio tira fuori da me) ma sottoscrivete che nulla verrà tramandato ai posteri, per favore.
    Lascio degli stralci di conversazione-post-hammam a imperitura memoria di noi cinque, della disinibizione unita al sarcasmo (comune) ed alla possibilità di essere un po' spietate.
    - l'altra sera ero mezza appisolata sul divano da sola e ho tirato giù una puzza che levati, lui dopo un po' ha scostato il plaid tutto ingrifato per infilarmi le mani sotto il pigiama e c'è rimasto di merda!
    - eh, sarà stato ispirato dall'eau de cacarel.
    - e comunque il mio ultimo p_mp_no puzzava di morto.
    - (A) ma hai controllato che fosse vivo, sì?
    - (B) sui polsi c'era anche la puzza dei fiori della camera mortuaria?
    - (C) non oso immaginare togliergli le scarpe.
    - e quindi sta stronza di suocera* chiama mentre faccio lo spezzatino e si autoinvita per il caffè, a quell'ora!
    - e tu non hai saputo dire di no?!
    - beh, quando mi sono accorta che nella casseruola ci stava ancora della carne e //frase interrotta
    - o cazzo, ma sei una cannibale.
    - ma non l'avrei fatta a pezzi da viva. L'avrei soffocata, prima. Un po' di delicatezza.
    Se qualcuno mi conoscerà attraverso mezzi più personali, non se ne abbia a male ma, quando imposto un rapporto su un certo (alto) grado di sincerità, questo è quel che ne esce.

    Se volete vi presento le mie amiche.

    *ridondanza.

    venerdì 10 maggio 2013

    post cazzone

    ... ché non sono così tristognola e incline alla lacrima come si potrebbe intuire.
    Quindi  oggi si va di cazzate!



    Un gruppo di indiani cattura un cowboy e se lo portano al campo per incontrare il capo.
    Il capo dice al cowboy: "Stai per morire. Ma ci sentiamo dispiaciuti per te, così ti daremo un desiderio al giorno, per tre giorni. Al tramonto del terzo giorno, morirai. Qual e' il primo desiderio?"                                   

    Il cowboy risponde: "Voglio vedere il mio cavallo"

    Gli indiani gli portano il cavallo. Il cowboy si avvicina all'orecchio e ci bisbiglia dentro qualcosa, quindi gli da' una pacca sul posteriore. Il cavallo parte a razzo. Due ore più tardi, il cavallo e' di ritorno con una bionda, nuda. 
    Gli indiani si guardano tra loro: "Tipico uomo bianco riesce a pensare solo a una cosa" 
    Il secondo giorno, il capo gli chiede: "Il tuo desiderio di oggi qual e'?" 
    Il cowboy dice: "Voglio vedere di nuovo il mio cavallo"
    Gli indiani gli portano il cavallo. Il cowboy si piega verso il  cavallo e gli bisbiglia qualcosa nelle orecchie, quindi gli da' una pacca sul posteriore. Due ore più tardi, il cavallo e' di ritorno con una rossa, nuda.
    Gli indiani scuotono la testa "Tipico uomo bianco - domani morirà e riesce a pensare solo a una cosa" 
    Arriva l'ultimo giorno, e il capo chiede: "Questo e' il tuo ultimo desiderio, uomo bianco. Che cosa vuoi?"
    Il cowboy risponde: "Voglio vedere di nuovo il mio cavallo"
    Gli indiani gli portano il cavallo. Il cowboy lo afferra per entrambe le orecchie, gliele torce con forza e grida: "Gnorant! Leggimi le labbra! FUGA, dannazione! F-U-G-A!... Con la U, Stupet"



    ok... c'ho provato!
    e ora una cosa seria. 

    RIDERE non inquina, apre la mente, galvanizza il sistema immunitario, ci rende superiori alle macchine, è erotico, rivoluzionario, socializzante, piacevole. Ridere è meglio!