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Un po' (molto po') di me

La mia foto
Sono una wannabe-molte cose: giornalista, fotografa, animatrice, interprete, scrittrice, designer. O per meglio dire sono una WANTED TO, visto che ho scelto una carriera da creativa che mi ha portato al niente disoccupazionale. MA sono anche: figlia unica (e assenteista), moglie mutevole; riciclona seriale con tendenza compulsiva all'ammucchio negli angoli, amica leale, tendente alla puntualità cronica e alla lacrima+sigaretta, professionalmente impeccabile. Contraddittoria e mutevole. Cinica e creativa. Stronza, nella maggior parte dei casi.

lunedì 17 febbraio 2014

Stella Polare

Ti guardo. Anche quando non lo sai.
Ti guardo e vedo l'uomo che sei mentre ti fai prendere dallo sconforto del tempo che vola e non ti basta mai, mentre devi fronteggiare la qui presente campionessa del tempo perso. 
Sei caldo come la tua terra, accogliente rifugio dove posso annegare tutta intera abbracciandoti fin tanto che le braccia mi bastano e vorrei delle prolunghe per cingerti tutto intero come fai tu. Sei soffice e sai mimetizzare gli spigoli dove sbatterei altrimenti più spesso di quanto non faccia già, e sorridi con gli occhi come sorridevi sempre anche allora, senza quelle rughe e quegli affanni che ti scavano le orbite. Lo sai, sei bello, ora più di ieri. Ti fa bello la fatica, il sudore e gli sbuffi dell'impazienza che sento addosso nella sacca della biancheria dove dominano le tue tracce di giorni faticati e sozzi per darci un qualcosa in più... per guadagnarci un premietto ogni giorno.
Mi piace guardarti mentre dormi nel bozzolo che mi rubi, in quelle posizioni contorte che mi chiedo in quale geroglifico hai trovato. Mi piace entrare in bagno dopo che sei passato tu e scovare nella nube del tuo profumo i segni di quel passaggio che tutte le volte mi fa un po' sorridere e un po' arrabbiare, ma non ti cambio, non ci sono mai riuscita se non nei particolari che hai accettato di patteggiare.
E mi piace e mi fa arrabbiare il tuo solletico, il tuo schivare il mio. La tua forza usata per farmi rassegnare alle piccole angherie, mentre tu non ti rassegni mai. Più che ottimismo è cocciutaggine, ma ci porta comunque avanti. Siamo una coppia infertile, ma la fertilità è tutta nelle tue mani e nelle mie che fanno assieme, che si intrecciano e coordinano allenate dagli sforzi e dalla pratica.
Mi piaci... nonostante la nostra vita non sia perfetta e nonostante quello che desideriamo non ci sia mai piovuto dal cielo perché siamo maestri nell'arte del boicottaggio inconsapevole. Nonostante a noi la vita non abbia mai fatto sconti. Noi proviamo, proviamo ogni benedetto giorno e che bello poi che è guardarti e scoppiare in una risata liberatoria guardandoci sfatti e soddisfatti. Non avevo idea di come fosse la vita con te... che c'erano tante piccole fregature nel pacchetto; ma non sapevo proprio niente della vita allora. Ho deciso, ho scelto te. Ho fatto cazzate, mi sono pentita, ho cercato di scappare da te e da me stessa. Poi ho scelto ancora te e mi sono accorta che non avevo mai smesso di guardarti. Come la stella polare.
Brilla, brilla ancora. Brillami addosso, sempre.

lunedì 13 gennaio 2014

lista dell'acredine


Giorni convulsi.
Mi tornano a galla troppi spigoli delle Feste (ma quali feste?!), devo vuotare il sacco.
Io ODIO:
  1. le lungaggini burocratiche e il lento risveglio dal letargo del Natale.
  2. chi usa i social per lodarsi e sbrodarsi con i selfies ritoccatissimi stile "quanto so' figa". Vita vuota, vuota davvero, piena solo in superficie.
  3. chi ti ingozza nei giorni comandati e poi si dimentica di te quando avresti bisogno. Vedi alla voce "famiglia del Consorte".
  4. chi non capisce che sei in un tunnel di scadenze e ritmi serrati e pascola beatamente intorno intralciando il cammino.
  5. il buonismo, "è un periodo ma passerà se ci credi".
  6. chi urla sapendo di urlare per prevaricare chi non sa violentare gli altri con le parole.
  7. la nebbia delle 10 di mattina.
  8. il wireless chiuso degli hotspot comunali.
  9. i jeans con le tasche scucite che perdono pezzi di vita.
  10. le persone che si creano handicap laddove non ce ne sono per il puro gusto di pesare sulle spalle del prossimo.
Passo e chiudo, per ora.

venerdì 3 gennaio 2014

sadomasocurious

C'era una volta la Brooke, alias Giulia. Una personcina deliziosa da quanto leggo (e anche da quanto infila tra le righe di quello che scrive) che abbocca spietatamente alle mie catene. E io abbocco alle sue!
Ecco quindi, con più che sommo ritardo, la seconda puntata...

1. quel qualcosa che porti sempre con te
intenzionalmente, direi i documenti. sono così maniacale che anche per scendere la mondezza (apprezzate, vi prego, l'idioma ruspante) infilo nelle tasche/mutande/reggipuppe la carta d'identità.

2. devi scegliere un libro, uno solo, da consigliare, quale scegli?
per quanto non sia uno dei miei preferiti, quello che consiglierei a colpo sicuro è

3. quella cosa che ti riprometti sempre di fare, ma non hai ancora fatto
entrare in una palestra, portare i capelli a spazzola, tornare sui tacchi a spillo

4. il personaggio famoso che vorresti conoscere
la Lucianina

5. una città nella quale andresti a vivere
Norwich

6. l'ultima chiamata fatta e l'ultima ricevuta sul tuo cellulare
mia suocera e il mio commercialista

7. il primo, primissimo pensiero, quando scendi dal letto al mattino
miiinchia no, mi sono svegliata anche oggi troppo X (presto/tardi/stanca/acciaccata - completare la frase a piacere)... 

9. la canzone che va in loop nel tuo ipod?
I-cheeeeeeeeeeeeeee?? la sola e unica fonte di musica trasportabile della mia vita è stata il walkman!!

10. quella cosa che quando la fai pensi: "sembro mia mamma/mio padre"
sembro mia mamma quando blatero frasi acide contro Consorte che si ribella al mio perfezionismo (raro e fuoriluogo) del tipo "e se trovo ancora i calzini sporchi nel bidet te li cucino per cena!"
sembro mio padre quando, prima di aprire per la prima volta una confezione, sgombro il tavolo, alzo delicatamente le linguette e spargo tutto il contenuto sul tavolo, istruzioni alla mano, per verificare che non manchi nulla.

11. cosa stavi facendo un attimo prima di leggere questo post?
tentavo di mettere lo smalto... invano!

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Non inserirò altre 11 domande (e nemmeno 10 come ha fatto Brooke, bluffando )
Quindi buona lettura... io vado a tirar giù due moccoli contro la caldaia... e buon inizio d'anno eh, che non sono un cazzo ottimista visto com'è iniziato...

sabato 28 dicembre 2013

disauguri


Mezzanotte e quarantaquattro del 28 dicembre: quasi l'attimo perfetto a cavallo tra il rossorubino del Natale e il glitter del Capodanno.
Bene, se festeggiate, che siano festeggiamenti degni e (in)decorosi... questo vi auguro.
Io non festeggio perché non ho di che festeggiare, perché lo spirito mi manca e perché l'allergia alle feste quest'anno è arrivata al suo picco estremo. Però vi auguro di passare giorni sereni e un po' zuccherosi e amari come l'amore e la verità.
E bon, ci vediamo alla Befana se non avrò altro da dire - se farò il bilancio di Capodanno, per pietà, uccidetemi! Magari scriverò del carbone.

martedì 10 dicembre 2013

December Blues


E lo so, che sono sempre io quella gramigna incontentabile che la vuole cotta e poi la vuole cruda.
E sono fortunata, sì, me lo ripeto da un po'. Fortunata per questo tetto sulla testa e per tutti quelli a venire, fortunata per un marito, per uno stipendio (il suo), per la salute - tutto sommato; per un guardaroba che trabocca e pentole con sempre qualcosa da metterci dentro.

Però babbo, anche quest'anno mi viene da piangere. Ogni anno piango quando arriva dicembre. Ogni cazzo di anno piango l'8 dicembre perché vedo troppe lucine e troppo rosso e mi danno allergia; piango a dirotto quando ho finito di scartare i regali, stacco la spina alle luminarie dell'albero, controllo il russare di Consorte e vado a inondare il bicchiere notturno di latte caldo.
Perché va bene, c'è sempre una busta bianca, e dentro c'è sempre, con calligrafia ogni anno più malferma, la dedica fittizia di te mio pezzo di carne, te unica fune che mi congiunge con la genetica di chi non c'è più. Te respiro mio, te mia dannazione e mia consolazione, te che quando sparirai sarò per davvero un pacco senza mittente e senza destinatario. Te a cui vorrei dare altra carne nella quale estenderti, per non smettere mai di sopravvivere alle tue malattie e alla vecchiaia che ti aggroviglia testa e gambe e ti cementa in una prigione di spettri e pastiglie. Ma non posso e sento le tue domande premere per bucare la guaina della distanza e del riserbo che vorrei non avere con te se solo avessi la speranza di non trasmetterti un ennesimo patema.
E nella tua dedica fittizia c'è tutto questo che tu non mi dici ma so che lo pensi, ed io dediche non ne scrivo mai, non spendo parole per giustificare un regalo. Tu lasci che la dedica sia la parte bella del regalo e il resto mancia. Sui soldi non posso dire nulla, babbo, lo sai. Sono io la figlia dalla parte sbagliata, della generazione sbagliata, del sesso sbagliato, con il curriculum sbagliato al momento sbagliato. Sono io quella che raccoglie a malincuore i frutti insapori e insensati di tutto il benessere dorato che la tua generazione ha coltivato per quelli della mia età. Però quanto vorrei qualcos'altro, babbo.
Quanto vorrei una dedica in meno e qualche attimo in più... quegli attimi in cui dai aria al tuo cervello - e sarebbe un bello sforzo da fare, ma penso di potertelo chiedere una volta tanto - e pensi. Pensi a me. A me come persona, non come quella che ha bisogno di soldi, quella che "cazzo ne so cos'è ha nell'armadio", quella così genialmente presa dai gusti tutti suoi... perché c'è anche il mio comodino da sbirciare se vuoi sapere cosa leggo, ci sono le mie amiche da chiamare per indagare, c'è tuo genero che può imbeccarti... ci sarebbe tanto da ascoltare in quello che senti dalla mia voce al telefono, se solo tu ascoltassi. Se solo ti sforzassi di non vedermi come una neonata ai cui bisogni primari bisogna provvedere, e poi alle coccole ci pensano gli altri. 

Non sei un ente assistenziale, sei mio padre.
I regali che mi piacciono non sono quelli che posso comperarmi in boutique, ma quelli che troveresti tu su un banco del mercato, magari della taglia sbagliata e del colore più orribile che io possa immaginare.
Ma tu vuoi che io usi i tuoi soldi per comperarmi qualcosa che desidero. Ecco, io desidero una tua mezza mattinata, un tuo pensiero, un tuo dubbio di gusto.
Un paio di parigine a scacchi fucsia, magari coi glitter e i pon pon, che secondo te stanno bene con le mie DrMartens...

... che non ho più da 10 anni, ma te ne accorgeresti?!

giovedì 21 novembre 2013

oggi, ora (SOUNDTRACK OF MY LIFE #43)

Non vi tedierò sul perché sono assente da un bel po'.
Tanto non è successo nulla di troppo bello né di troppo brutto che valga la pena un reportage dettagliato.

Ma oggi mi sento così. L'ultima volta è stata un bel po' di anni fa...



E neppure io so perché, ma me la godo e basta.

giovedì 31 ottobre 2013

ricorrenze (SOUNDTRACK OF MY LIFE #42)


A te, alla nostra amicizia vecchia come noi, al tuo compleanno che, ovunque io sia nel mondo, non posso mai dimenticare di festeggiare con la tua voce, cuore mio grandissimo.


venerdì 25 ottobre 2013

leggére da lèggere (SOUNDTRACK OF MY LIFE #41)


Mi è capitato quel quaderno in mano oggi, e c'era un nome ricorrente. Un nome che avrebbe anche potuto non esserci, visto che non mi era stata data alcuna speranza al di là della data di scadenza apposta sul retro dalla macchinetta della prenotazione.
Ma mi logoravi lo stesso, proprio perché sapevo di volere e potere ma di non potere. Perché tu volevi ma non potevi, e quindi non potevi. E tu mi avresti dimenticato, ma non così facilmente, ed io ti avrei dimenticato ancor peggio, e ci saremmo potuti incolpare a vicenda di aver, un giorno, mollato la presa - ci hai rinunciato prima tu - no, prima tu - no tu... E ci saremmo scritti (e io avrei subìto le tue Asenz'Acca e tu la carta da lettere NajOleari), una volta al giorno una volta a settimana una volta al mese e poi gli auguri di Natale e poi cambiare via, cambiare città, cambiare vita. E la vita sarebbe andata su e giù da sola per i suoi tornanti e un po' quell'affetto mi avrebbe abbracciato ancora con quel suo effluvio di gratitudine, disincanto, tenerezza. Storie leggere dell'età, cantano, e di leggero non hanno nulla in quel momento, mentre ora sembrano piumine.
Quello che non sapevo è il sapore di quelle due lacrime piombate a tradimento nel sorriso della mia calligrafia di quattordicenne stecchina. Quella voglia di rivederti ora, magari stempiato, magari con una nidiata di bimbi biondissimi e un'auto che gracchia portandosi via i vostri culi inguainati nei costumi come quella vecchia scatoletta color ocra di tua mamma vent'anni fa si portò via te. Dirti grazie, dirti che mi hai lasciato un bel ricordo e un'ottima piccola cicatrice che non fa male ma serve come appiglio per quando scivolo via di dosso a me stessa.

Dirti ciao. Come fosse ieri.

martedì 22 ottobre 2013

un premio di m**da!

Ringrazio Geggè (uno che, personalità multipla alla mano, ha ben TRE blog: Cronache di un PantofolaioScoopy e il defunto Pensieriecassate... venghino siori e siore, TRE blog... il multitasking  portato alla sua applicazione meglio riuscita!) , che mi ha premiato senza un'apparente motivazione che non sia la mia fidelity card virtuale nel commentarlo, leggerlo e percularlo.

Il premio è questo:



che, se ben ho capito, si traduce in un premio ai blog... come dire?... che stimolano la fuoriuscita di roba solida, oltre che di pensieri.


E il premio va approfondito e concatenato,
quindi rispondo a queste dieci domande:

1) Ti capita mai di controllare quello che hai emesso?
direi proprio di no... certo, non tiro lo sciacquone da seduta quindi di sfuggita vedo qualcosa... ma a che pro? è come soffiarsi il naso e poi cercare diamanti nel mocciolo.

2) Consumi tanta carta?
il minimo indispensabile.

3) Il tuo tempo medio, da seduto ad alzato?
da 20 secondi a mezz'ora (dipende da quello che mi distrae nel frattempo: giochicchio, leggo, mi limo le unghie, mi pettino, mi lavo i denti, telefono - sì, io telefono nel mentre. non si sente nulla, giuro, almeno non finché non inventeranno il telefono che trasmette odori... )

4) Quando sei costretto a farla in qualche locale pubblico, usi qualche tecnica particolare?
geneticamente abbrutita da anni di addominali per non appoggiarsi sulla tavoletta, applico la tecnica egregiamente.

5) L'hai mai fatta Viola?
probabilmente dopo un pasto a base di solo radicchio sì.

6) Se un giorno un coprografo te lo proponesse , gli venderesti il tuo prodotto?
beh, se l'alternativa è farlo finire nelle fogne... perché no?!

7) Ed a quanto all'etto?
credo molto.

8) Ti è mai capitato che per il Principio di Archimede un corpo immerso in un liquido ti facesse bagnare le chiappe?
non è il mio caso.

9) C'è qualche alimento che appeno lo mangi sbatabam?
il MerDonald... credo che sia rinomato.
ma la peggiore è la ormai strasfruttata formula magica sigacaffè.

10) Resti ancora stupito quando ci trovi del mais, pur sapendo di aver mangiato mais la sera prima?
non controllo, quindi come faccio a sapere cosa c'è?...


Distribuisci il premio ad altri cinque blogger che lo meritano:


e ora dove li trovo cinque malcapitati che vogliono... ehm, approfondire il discorso?!
Ragazzi miei, se leggete e avete voglia di continuare l'indagine, fate vobis.

giovedì 17 ottobre 2013

despite all this mess (SOUNDTRACK OF MY LIFE #40)


... fanculo mondo, oggi ho vinto io. Poco, ma ho vinto lo stesso.
12 anni fa oggi mi hai mozzato le gambe e stamattina ti ho imbrigliato io.