Un po' (molto po') di me
- Nonsense
- Sono una wannabe-molte cose: giornalista, fotografa, animatrice, interprete, scrittrice, designer. O per meglio dire sono una WANTED TO, visto che ho scelto una carriera da creativa che mi ha portato al niente disoccupazionale. MA sono anche: figlia unica (e assenteista), moglie mutevole; riciclona seriale con tendenza compulsiva all'ammucchio negli angoli, amica leale, tendente alla puntualità cronica e alla lacrima+sigaretta, professionalmente impeccabile. Contraddittoria e mutevole. Cinica e creativa. Stronza, nella maggior parte dei casi.
domenica 27 febbraio 2011
giovedì 3 febbraio 2011
mercoledì 29 dicembre 2010
Attesa e nervi
Ecco, è tutto fatto. Ho il camion sotto casa e la mia vita negli imballi.
Adesso, dite anche voi una preghierina ai vostri Dei, affinchè la compagnia telefonica si sbrighi ad attivare la linea nella casa nuova, altrimenti io impazzisco e non posso lavorare. Dite due parole anche per preservarmi da un esaurimento, perché se questo Natale non ho ucciso nessuno è solamente colpa della mancanza di armi - proprie e non.
Tutto quel che non doveva succedere è successo, e ci han rimesso i miei cari, oltre che io. Ma vabbè... se sto scrivendo vuol dire che nonostante tutto sopravvivo. Il mio fegato un po' meno.
Buon inizio d'anno, splendido condominio!
giovedì 23 dicembre 2010
Breve-mente
Intanto auguro a tutti/e
Buon Natale!
poi ci rivediamo tra qualche giorno, se sopravvivo anche quest'anno ai tre giorni d'inferno (che saranno 4 però)
lunedì 20 dicembre 2010
Numero privato
Sul vecchio numero della ditta, rispondo sempre ai numeri anonimi. Qualche vecchio cliente, qualche risposta ai curriculum inviati... non si sa mai.
E invece, lui: a volte ritornano.
"Sai, volevo farti gli auguri per Natale"
... oddio, sembra quasi cresciuto. Ponderato, per azzardare un giudizio dopo poche parole.
"... ed annunciarti che mia madre è nuovamente ricoverata, e dirti grazie per tutto il tempo che ho sprecato dietro a te invece che curare lei"
E ti pareva. Gli ricordo, allora, che si è sempre lamentato del POCO tempo che ci dedicavamo. Che io non ho MAI anteposto me a sua madre, altrimenti ora non so come farei a guardarmi in faccia. Che i suoi errori di valutazione e le sue perdite di tempo non devono ricadere su di me.
"E certo, per te è facile fare quella che non sa, che non c'entra"
Ma come? Se sono stata io ad informarmi per le cure necessarie, a chiamare consultori, ad andare in avanscoperta con gli specialisti, cartelle cliniche alla mano? Che se non avessi trovato io le parole, in quella casa sarebbero andati avanti con la testa nella sabbia fino al giorno del mai.
"Mi hai rovinato la vita, mi hai fatto sprecare tempo, soldi e anche occasioni"
Ah sì? Le corna che portavo mi ricordano che certe occasioni sono state colte al volo, invece, ma questo mi guardo bene dal dirglielo, perchè di accusa in accusa non si finirà certamente con un Buon Natale. Come ometto la considerazione che ciascuno è padrone del proprio tempo e dei propri soldi, che non l'ho mai obbligato né chiaramente e né con mezzi subdoli a spendere per me, anzi. Ma vabbè. Ci ero abituata, a queste recriminazioni.
Ma poi urla:
"Lasciami respirare, cazzo! Mi sento braccato! Voglio la mia vita e invece ovunque mi giro vedo segnali di te, delle cose che abbiamo fatto e che ci siamo detti! Maledetta tu!"
... sì, anche io vedo ogni tanto degli strascichi, anche se non fanno più male: semplicemente è storia. Frasi ripetute e che, dopo mezzo secondo, suonano con la sua voce. Posti visti assieme. Cose che una volta ci saremmo subito comunicati ma... ma glielo dico, che è finita per me e per lui, che una storia finisce anche solo per volontà di una parte, che si va avanti, che non ci si crogliola nel farsi male perchè così conviene e si ha sempre ragione, si viene sempre compatiti e l'altro è sempre un maledetto bastardo. Che sua mamma è intoccabile come ogni mamma che, ringraziando il cielo, è ancora accanto ai propri figli, e che non mi riesce di sentirmi in colpa per i suoi errori di figlio, visto che io gli ho sempre consigliato di dedicarsi a lei. Che mi spiace la situazione sia questa, ma non sono più nella posizione di poter fare qualcosa. Che non ha senso che lui urli, non lo aiuta a sentirsi meglio né a risolvere qualcosa, anzi lo avvicina ad una bestia senza alcun controllo razionale. Che può maledirmi quante volte vuole, ma che nonostante tutto io gli auguro solo di trovare una sua strada ed un suo equilibrio nella vita, senza dover più dare colpe e meriti agli altri, senza più fare la vittima, senza più recitare la parte del burattino.
Poi gli auguro buone feste e riaggancio.
E mi sono dimenticata di dirgli che chiamarmi con il numero anonimo non è una cosa molto intelligente.
Ma tanto, per lui, sbaglio sempre io. Sono la fonte di tutti i suoi mali.
Ma vaffanculo! ... altro che auguri...
sabato 11 dicembre 2010
A letto con...
seconda parte della wishlist natalizia,
ma stavolta mi do meno al frivolo e più all'intellettuale...
... ho seri dubbi, ma voglio leggerlo, almeno per metà, prima di giudicarlo male dal riassuntino online.
io adooooooooooooooooooooro De Carlo, da "Due di due" in poi. L'avete letto?
me ne ha parlato bene molta gente di cui condivido i gusti letterari, dunque sarà un successo!?!
vergognosamente non l'ho ancora letto. Lo consigliate? O lo riciclerò impunemente?
seguendo il blog dell'autrice, non posso che dichiararmi follemente innamorata di lei!
argh! Non l'ho ancora letto; della Allende mi manca solo questo, quasi...
Natale s'avvicina, io imballo (come si suol dire: sei in pista, allora IMballa!) e maledico vittime casuali e randomizzate, tanto per sfogare i nervi.
Che odio questo periodo. Devo anche tirare la cinghia sui regali, sennò col cavolo che riesco a fare le tende nuove entro Gennaio. Ovviamente io risico e il Consorte no (che lui pensa che il conto in banca sia profondo come una fossa delle marianne). Cazzo. Babbo Natale, se ci sei, accorcia le braccine del Consorte di almenoalmeno 10 cm l'una, così non può arrivare alle tasche. E poi dicono dei piemontesi eh...
Se rinasco lo voglio genovese.
Non voglio tutti quei regali. Voglio che sto periodo di sterco traballante come un budino passi alla svelta.
E nemmeno un panettone.
ma stavolta mi do meno al frivolo e più all'intellettuale...
Natale s'avvicina, io imballo (come si suol dire: sei in pista, allora IMballa!) e maledico vittime casuali e randomizzate, tanto per sfogare i nervi.
Che odio questo periodo. Devo anche tirare la cinghia sui regali, sennò col cavolo che riesco a fare le tende nuove entro Gennaio. Ovviamente io risico e il Consorte no (che lui pensa che il conto in banca sia profondo come una fossa delle marianne). Cazzo. Babbo Natale, se ci sei, accorcia le braccine del Consorte di almenoalmeno 10 cm l'una, così non può arrivare alle tasche. E poi dicono dei piemontesi eh...
Se rinasco lo voglio genovese.
Non voglio tutti quei regali. Voglio che sto periodo di sterco traballante come un budino passi alla svelta.
E nemmeno un panettone.
sabato 20 novembre 2010
Mano tesa
Gli serve il mio aiuto, oggi.
Tanto.
E che diritto ho di negarglielo?
Una delle giornate più importanti della sua vita... ed io ci sono.
Non è così scontato come sembra.
mercoledì 3 novembre 2010
In trasloco, e lo rifiuto.
E' che a noi donne dicono che non fa male, ci convincono che tutto può essere sopportato: dolori mestruali, dolori di testa, strazi del cuore. "Quello che non ammazza ingrassa" ci ripetono fin da bambine, ed allora mentre i nostri padri/mariti/fratelli/figli svengono davanti ad un 37.5 di febbre noi giriamo il mondo e facciamo la ruota con il ciclo e ci lanciamo col paracadute; e ovviamente le nostre preghiere di avere una giornata di 48 ore e due paia di braccia in più, come le statue indiane, non vengono nemmeno prese in considerazione dai Piani Alti.
Noi partoriamo con delle ostetriche che minimizzano le doglie, tanto "signora lei non è la prima né l'ultima e le assicuro che non ci si rimane secche". Diamo le tottò al gradino che, cattivo, ha ben pensato di scontrarsi con la testa d'un bimbo ai suoi primi passi, ma poi se incolliamo la mano nella guarnizione del forno "non è niente". Certe volte rimaniamo in posizione geroglifico dopo esserci fatte un shampoo o una ceretta, ma non fa niente nemmeno lì.
Posso dire che mi fa male qualcosa, invece? Che non c'è tachipirina o buscofen che serva?
Faccio una scatola e fa male. Ne faccio un'altra e fa un male porco. Le faccio da sola, non voglio nessuno attorno, perché mi porterebbero alla neuro se mi vedessero. Mi incazzo, mi stringo le ginocchia al petto e piango, seduta a terra tra uno scaldaceretta e un manubrio. Piango in questa casa che va a pezzi, nella mia vita che si smonta di qua e rimonta di là, proprio adesso che avevo iniziato a trovare un criterio logico - logico, ma MIO - per mettere ordine, fare in modo che sia tutto facile da trovare e da riporre, perfino cercando di arginare i danni della pigrizia cronica del Consorte. Queste mura iniziavano ad essere complete, coi giusti vuoti e i giusti pieni, pieni di me, del mio estro, degli accostamenti cromatici da daltonismo estremo, coi miei stencil e le mie manate unte attorno agli interruttori. Stavo scalfendo la pelle dell'edificio a forza di vivere ed assorbire questa casa.
Da pochi giorni ho iniziato, e adesso non c'è più niente di accogliente nella mia bombonierina, e forse non voglio neppure che sia accogliente la prossima. E' qui che voglio stare, se potessi fare come ne "La Fabbrica di Cioccolata", prendere una casa e portarla altrove tutta intera senza spostarle nemmeno una tegola. Non ho voglia di cambiare l'ordine dei cuscini sul divano, non ho voglia di imballare e disimballare tutti i libri e i dvd che sono già perfettamente in ordine tematico così, non ci penso nemmeno ad aggiungere dei moduli alla cucina o al mobile del salotto. E a stirare tutto il vestiario che dovrò impacchettare? Perchè io non vivo come una trslocanda, non ancora: impacchetto ma non troppo, sposto e smonto ma non troppo. Voglio stillare fino agli ultimi secondi il bene che voglio a questa casa e non tradirla così in anticipo, come se avessi fretta di lasciarla e di affezionarmi ad un altro spazio.
Ma chi me lo fa fare? Devo vivere per tre mesi in questa sensazione di provvisorio, di indefinito, di "sarà troppo tardi quando sarà tutto chiaro", di precedenze tra azioni. Non voglio dovermi spostare nell'ultimo punto della terra dove vorrei essere, legata mani e piedi alle decisioni altrui, controllata a vista, oppressa, mai sola... io voglio essere sola!, come lo sono qui, una faccia anonima tra mille. A me piace non incontrare conoscenti al super. Mi piace da matti. Mi soffoca già il pensiero di dover rinunciare al mio anonimato.
giovedì 14 ottobre 2010
Faziosa e gongolante
Sono quasi monotematica, ma che ce devo fà.
Quando il diamante si chiama Marco Mengoni.
Marco Mengoni, che dir si voglia, è un fuoriclasse. Uno che ti cambia lo Show, come Maradona vinceva le partite da solo. Uno che, nonostante le malelingue, è riuscito a farsi i fattacci propri, proteggendo il Marco che vive dietro le telecamere (sì proteggendo, non nascondendo) con assoluta capacità artistica di creare il dubbio intorno a sè, come solo i Maestri di un tempo sapevano fare. Mengoni è l'anti copertina. E' uno a cui frega poco dell'apparenza e di tutte le cazzate che ne derivano. Sempre a testa bassa, occhi timidi che non sanno dove guardare, spalle dimesse in segno di rispetto. L'umiltà autentica di chi è grande, e forse non sa ancora di esserlo. Mi auguro che possa maturare e perfezionare il suo stile, magari con melodie meno commerciali, che (ahimè) gli derivano un po' dalla provenienza televisiva, ma soprattutto da un Paese che punta molto su una discografia leziosa e acchiappadodicenne. Quando si distaccherà dalle consuetudini di marketing e i suoi produttori gli lasceranno carta bianca, diventerà il numero uno in Italia. E forse, anche un po' più in là.
Sale sul palco e se ne va, lui se ne va, chissà dove, mentre canta. E' bambino, è uomo, è ragazzo, è adulto, è cantante, è mattatore.
Mantieni il diamante dentro di te, Marco, e non venderlo mai. A nessun prezzo.
Guai a chi lo tocca, quel bambino adulto.
Se l'è guadagnato tutto, anno dopo anno, passo dopo passo, il rispetto. (cit. Fabri Fibra e quel nugolo di bocche parlanti)
mercoledì 13 ottobre 2010
Non sto nella pelle
E' iniziata la lunga, lunghissima compilazione!
(non del CUD... ma della wishlist natalizia)
E il mio cervello è in pappa!
Quindi, viste un po' di cose, soprattutto la mancanza di tempo e di dinè del Consorte e affini (ricordiamoci che sto vivendo tra gli scatoloni e che preventivo almeno metà del mio contocorrente per le spese necessarie nella nuova magione) ('fanculo!), mi permetto di sognare.
Con delle fikissime wishlist tematiche.
Pronte con la prima?
BORSEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEE
by Lanvin
by Jil Sander
by Gilli/Ferrero, ed. limitata
by Coccinelle
by Electrolux Design Lab 2008 (è una borsa cinetico-termica ma io la userei anche per l'aperitivo!)
by Marc Jacobs
by Momaboma
Notare che non ho messo i prezzi... non voglio saperli... tanto non me ne ariverà manco una!
(non del CUD... ma della wishlist natalizia)
E il mio cervello è in pappa!
Quindi, viste un po' di cose, soprattutto la mancanza di tempo e di dinè del Consorte e affini (ricordiamoci che sto vivendo tra gli scatoloni e che preventivo almeno metà del mio contocorrente per le spese necessarie nella nuova magione) ('fanculo!), mi permetto di sognare.
Con delle fikissime wishlist tematiche.
Pronte con la prima?
BORSEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEE
Notare che non ho messo i prezzi... non voglio saperli... tanto non me ne ariverà manco una!
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