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Un po' (molto po') di me

La mia foto
Sono una wannabe-molte cose: giornalista, fotografa, animatrice, interprete, scrittrice, designer. O per meglio dire sono una WANTED TO, visto che ho scelto una carriera da creativa che mi ha portato al niente disoccupazionale. MA sono anche: figlia unica (e assenteista), moglie mutevole; riciclona seriale con tendenza compulsiva all'ammucchio negli angoli, amica leale, tendente alla puntualità cronica e alla lacrima+sigaretta, professionalmente impeccabile. Contraddittoria e mutevole. Cinica e creativa. Stronza, nella maggior parte dei casi.

venerdì 20 novembre 2009

Più frivola o più sadica?


Posso permettermi, per una volta, di parlare di frivolezze?
Non vi ammorberò con il cambio delle tende, o con la nuova lingerie color pesca matura. No. PEGGIO.


Navigando ad minchiam, ho visto questo:


Ora... So che lo voglio. A tutti i costi. 
Ha lo stesso effetto calamita di una Birkin. Forse anche di più perché, Signore mie,


RIUSCITE AD IMMAGINARE
IL SADICO SOTTILE INTRIGANTE PIACERE
DI RIPORRE IL COLTELLO?


giovedì 19 novembre 2009

Think Yellow

Non metto il nastro giallo, però penso.

All'infanzia violata, mutilata, percossa, sottosopra che alcuni adulti riimpastano e non è più infanzia: è una tortura che si spera finisca presto, quando si saprà difendere, ma mai più recuperare.
Penso a quegli angeli senza ali che sono i bambini, a quanta verità e innocenza c'è nei loro sguardi limpidi, sguardi fieri che nessuno ha il diritto di sporcare.
Penso alle loro mani che quando stringono non hanno dubbi, ma si affidano, si lasciano sostenere e trascinare scevre di qualsiasi remora.

Penso troppo al modo più truce di far schizzare gli organi fuori dalla loro sede a chi questi angeli sporca e travia. Che sono stronza, lo so, ma non riesco a stare calma di fronte a questi ABOMINI che non hanno alcun diritto di chiamarsi uomini.

sabato 14 novembre 2009

Ciao ciao

E fu così che persi il lavoro.


Perchè uno, in quell'ufficio, non può nemmeno andare a pisciare. Non può avere un'emergenza. Non può avere la diarrea o il vomito o un colpo di tosse o la schiena bloccata o svenire in santa pace sulla tastiera. NO: deve solo occupare ogni secondo disponibile per fissare lo schermo e fatturare e fatturare e fatturare in culo alla correttezza. Premiano chi aumenta il fatturato, non chi cerca di non fottere platealmente il cliente.
Solo che io non son buona a fregare. Nemmeno a fregarmene. E quindi non rendevo, non dicevo abbastanza cazzate, non ero abbastanza spietata. Mah, sarà che conosco le implicazioni legali di quello che faccio... e sinceramente per questi pochi euro di elemosina non ci voglio finire dentro.



Quindi ciao ciao, io non piaccio a loro e loro non piacciono a me.
Ricomincio a cercare. Metto una croce su questo settore e via.

giovedì 12 novembre 2009

Dedicato a lei

Per chi si allontana

Per chi decide di stringere i denti e restare

Per chi in mezzora ha cambiato la sua vita senza possibilità di ritrattare
e smette di portare i tacchi alti, e smette di fare happy hour, ed inizia a cambiare pannolini

Per chi riesce ancora a piangere di gioia
dopo tre figli, tre lutti, due matrimoni e diciotto traslochi

Per me e i miei brividi di fronte agli occhi più limpidi mai visti

E per lei, che ancora non sa quanto amore le riserverà questa terribile avventura chiamata vita.




giovedì 5 novembre 2009

Five Thousand Of You

Non so come... ma mi sono appena accorta che ho superato le 5000 visite.

Com'è possibile?
Boh.

Vi abbraccio tutte e tutti... così mi tornerà la tendinite al polso, ovviamente!

lunedì 26 ottobre 2009

I hate Mondays (II)

E' solo Lunedì
e mi scoppiano le tempie come fosse fine settimana
non mi sono riposata un cavolo
dormo sempre meno e rendo sempre meno
e ho sempre più arretrati.
Cazzo che autunno.

sono stata nominata!

1. si ringrazia la persona che l'ha conferito
2. si copia il logo e lo si sistema da qualche parte
3. si linka la persona che ci ha premiato
4. si svelano 7 cose di noi che per i nostri lettori sono ancora ignote
5. si nominano 7 bloggers creativi
6. si linkano i fortunati vincitori
7. si avvisano i 7 premiati con un commento nei loro blogs


1. Grazie Finbar! 

2. 

3. tdlemonnovecento.style.it/


4. (1) conosco perfettamente parole e musica dell'inno nazionale inglese e so suonarlo con 4 strumenti diversi. E ovviamente mi commuovo quando lo sento.
(2) il ciuffo di capelli che parte dalla sommità del capo, nel punto più indietro della testa, non tiene alcuna piega riccia o liscia che sia. Si disfa in 3 minuti. In poche parole, ha vita propria..
(3) ho un vibratore verde acido nel comodino, sotto i calzettoni. Non lo uso, però: non sopporto il rumore.
(4) vado pazza per i capilettera miniati alla maniera medievale, specie se son caratteri antropomorfi o zoomorfi.
(5) il mio nome, così come citato all'anagrafe, è un errore di dettatura del nome che i miei volevano darmi.
(6) non ho mai imparato a calcolare i logaritmi. Il programma scolastico è arrivato a una nticchia, quando siamo stati gettati nell'ultima maturità a materie dove matematica non c'era - per fortuna.
(7) ho una collezione di santini da qualche parte nella mia vecchia cameretta. Diavola come sono, credo di tenerla ancora per 1) inerzia 2) spirito artistico fortemente kitsch 3) nostalgia del mio passato da catechismo-dipendente 4) perchè dicono che varrà una fortuna tra 50 anni.


(teribbile... escono cose di me che davvero, davvero vorrei portare nella tomba!!) 

5. La mia prima vittima (designata e rassegnata con ogni probabilità) è sempre lui, il mio socio di malaffare: http://leoresuccessive.style.it/

Viene poi una personcina... che è davvero un bijou: http://eos1979.style.it/ (sperando non sia stata già taggata altrove)

A seguire una "bestiaccia rara", che ammiro molto: http://flautaire.style.it/

Una mia coetanea da pochissimo (ancora auguri) http://autumnmoon.style.it/

Poi, il mio specchio virtuale: http://iome.style.it/

Una cattiva ragazza con una sensibilità unica: http://badgirl.style.it/

E poi la concittadina più sbullonata che conosco... http://mammasbullonata.style.it/

Questo non per questioni meritocratiche che mi fanno lasciare indietro delle altre, ma solo per un calcolo di non-taggamento (si dice così? insomma, perchè finora non le ho viste taggate altrove, e siccome odio ripetermi... ecco, sì, insomma: i fatti mi cosano).

Buon inizio di settimana!

lunedì 19 ottobre 2009

Sconnessioni

E' quando il freddo mi punta spilli in faccia, che mollo gli ormeggi e parte il pianto.

Tanto, da dietro gli occhialoni da sole, non si vede, no?

Perchè è arrivato lo stipendio, ma non è abbastanza, non lo è mai, per farmi respirare arie diverse. E il part-time è diventato doppio part-time, ma entrambi riescono male, malissimo. Cosa ho che non va? Perchè non riesco a rendere 8 ore come tutti gli esseri umani lavoranti? Mi sento davvero zavorrata: da me stessa, dalla casa trascurata, dal tempo che non basta mai per me, né tantomeno per Lui che reclama attenzioni: confessargli di preferire il sonno a parlare con Lui è così tanto egoistico?

E Lui ha trovato lavoro, forse. Sarebbe una bella beffa se riuscisse dove io fallisco ogni giorno. Ma Lui è giovane, è inesperto, è creta molle per gli imprenditorucoli della zona. La stessa creta molle che mi sento io tra le sue braccia. Sabato avevo le guance rosse di una bambina mentre giocavo a imboccargli il pranzo. Flash, attimi di vita, io e Lui confusi nella folla come una coppia normale. Sorella maggiore e fratellino, in alternativa. Quanto traspare di noi da come camminiamo abbracciati, da come parlottiamo, da come ci strattoniamo e guardiamo di sottecchi accendendoci una sigaretta?

Mi sento a metà, un acrobata alle prime armi che cammina su quel filo teso. Davanti ho una parata di facce che conosce e che mi giudicano, che litigano il mio sorriso tremolante mentre fingo spavalderia e, dentro, il terrore mi fotte. Sorriso, testa alta, è meglio non guardare giù. Lo so cosa c'è: la botta.

lunedì 21 settembre 2009

A voce bassa


Dicono che i morti bisogna lasciarli in pace. Che nella nostra testa bisogna lasciarli andare, via, per i loro lidi migliori dei nostri. Requiescat, no? 
Che finchè continuamo a tenerli legati alle nostre zavorre di sensi di colpa e di incompiute non troveranno mai pace.


E invece io non voglio che trovi pace, mia mamma. Voglio che divida con me la mia guerra, le mie guerre. Quelle che mi sono cercata e quelle che mi ha lasciato in eredità.
ì
Non posso fare finta che non sia così, che non debba spartire con lei il fardello. Se n'è andata troppo presto, ma sa che non può farla franca. Ogni cosa che le racconto, ogni volta che la chiamo, ogni volta che la imploro, è lei che torna in superficie: non glielo chiedo io. E' colpa del nostro legame, più forte di tutto. E' mia mamma (non ha senso dire "era"), è il mio amore più grande e il mio angelo: cosa posso tacerle?

Non le taccio di essere infelice: me l'ha sempre letto negli occhi anche quando mi sembrava di essere felice, ma lei vedeva più lungo. Non le taccio di voler scomparire certe volte, di voler sganciare ogni cosa che mi tiene legata qui, e magari raggiungere un posto neutro per riposare la testa. Non le taccio di avere delle speranze che non dovrei avere, perchè ho deciso di provare ad essere felice in salita invece che rassegnata in discesa. Riuscirei a nasconderle che aveva ragione a pronosticarmi tanta disgrazia a stare con un individuo del genere? E non mi ha visto sposarmi - anche se, in un momento ben preciso, l'ho sentita chiaramente dietro di me, seduta accanto a babbo, quel maledettissimo giorno.

Ecco, all'improvviso da figlia reticente e bugiarda sono diventata cristallina. Tutto, tutto viene diviso equamente con lei. Anche l'angoscia di sapere un padre malato e distante, solo come un cane e dannatamente vigliacco. Che si finge un ragazzino autosufficiente e in forma mentre non mi apre il vaso di Pandora dei suoi problemi, ma vuole accollarsi i miei. Vizio dei genitori, mamma, lo facevi anche tu. Ma cazzo! Sono cresciuta, so portare i sacchi e i guai sulle spalle, posso provare a fare un po' io la mamma di mio padre per una volta? E invece non m'è concesso, e sguazzo nell'handicap. Mamma, com'è che tu riuscivi a tenerlo in carreggiata? Cosa gli mettevi nel caffè a colazione? Con quale formula magica lo rendevi razionale, efficiente, sveglio (mentre rendevi me una ragazzina insicura e dipendente, perennemente alla ricerca del tuo consenso)? E com'è che io non riesco a farmi dire la verità su nulla? Posso solo guardarlo ogni volta come se fosse l'ultima, e sentirne già un po' la nostalgia. Il mio sangue, che invecchia.

E allora mi scoraggio. Mi viene il nervoso e Lui se ne accorge. E mi vuole vedere per farmi sfogare. Per parlare, Lui che si lamenta sempre che parlo troppo. Lui che dice la cosa giusta, mentre il consorte se ne frega e ironizza, non vede nemmeno quant'è angosciante gestirmi (...non gestirmi...) questo problema e ovviamente non lo spartisce con me, lui che non vede neppure i problemi della sua famiglia. Non sa cos'è la famiglia, tutto qui. E mio padre questo lo vede, vede che non si è in armonia, vede che si gioca a farci dispetti, sa che non può chiedermi un nipote ora come ora: vede bene che cerco le mie soddisfazioni così tanto altrove che sembriamo due estranei. Mamma invece vede tutto e sa, sa quanto mi sento amata in quell'altrove, dove qualcuno per me ha costruito un rifugio che spero di occupare al più presto. La consulto e la stresso per questo e, oh madonna! quante me he avrà dette. Non sono un esempio di virtù, mamma, proprio no. Mi sento leggera leggera nel mio stato di fedifraga, e cazzo, mi scappa da ridere a dirlo; e mi sento costretta in questo matrimonio che non lo è più; e ho voglia di scappare e ti chiedo aiuto; lo so che ti rode, che non si fa, che una fede è per sempre, ma puoi aiutarmi ad essere un po' felice e in pace con me stessa?


No, mamma, non ti lascio riposare in pace. Io ti tormento e questo è lo scotto da pagare per avermi lasciato vagabonda nella vita senza navigatore e senza istruzioni. Non avevo esempi da seguire eccetto il tuo che era anacronistico... e tuo, non mio. Questo è il mio modo per farti vivere accanto a me, farti continuare a metter bocca, lasciarti entrare in quel mondo che non sei riuscita nemmeno a vedere bene. Fa male vedere quanta merda c'è dentro, quanti ruderi... lo so. Fa male di più viverci.
Non puoi riposare in pace: devi ancora vedere tuo nipote, devi ancora sapermi felice.

mercoledì 9 settembre 2009

Abbassa quelle mani.

Io ci sto passando.

Non è da augurare, davvero per niente.






Sperando la nostra condizione migliori.

E facciamoci aiutare.